Osservi il monitor persa in immagini che rapide scorronodavanti ai tuoi occhi, mi avvicino piano, sono dietro di te,ti muovi sulla sedia, cerchi una posizione per stare essere più comoda, ancora qualche metro ci separa,in quell'attimo in cui il tuo capo si inclina appenale mie labbra sono già sul tuo collo, lievi,è solo uno sfiorare, non un'ardire, sento il tuo brivido,è come scossa,i tuoi capelli, bellissimi e morbidi, sfiorano le mie cosce, non ti vuoi separe da quella sensazione, rimaniimmobile, le palpebre chiuse, la mia bocca si muovepiano, ora scivola sulle labbra che si schiudono, la mia lingua gioca con la tua, non è una danza senzacontrollo, è un cercarsi lento, dolce, è un sentire "il momento"immaginare e capire cosa ci attende.Ora le immagini sul monitor, sono solo un contorno, ti alzi, ma le nostre labbra sono ancora vicine, appoggi lemani ai lati della tastiera, il tuo vestitino bianco sembra voler scivolarevia, ma tu non ti muovi, sono io a staccarmi da te, ma solo persfilartelo, ora l'unica cosa che hai addosso, sono il reggiseno a fascia e le mutandine bianche,le mani sempre appoggiate al tavolo,mi chino su di te, la bocca scivola sulla schiena, con due dita lascio liberi i tuoi seni, che ora sono intrappolati tra le mie mani,non sembrano voler fuggire, i capezzoli tra le dita, ti sento, ti sente ogni parte di me,ed è la cosa più bella, mentre continuo ascivolare sempre più giù, mi devo staccareda quelle parti che sono diventate sensibili eimpazzite. Ti sfilo le mutandine e l'unicacosa che sento è il fruscio della stoffa sulla pellee tu che controlli a stento quell'attimo... ora sonoai tuoi piedi nudi insieme al vestito, ti allargopiano le gambe mentre il mio viso osservail centro del tuo piacere, il tuo sesso vibra,è bastato sfiorarti, è alchimia, è dolcezzaè amore... le mie labbra si soffermano sul tuo inguine, sono piccoli baci, la mia lingua non è più delicata, si è fatta più audace il suo movimento è impertinente, sento il tuo sapore che si fa strada in me,con l'avvicinarsi al tuo io più segreto,indecente oso sempre di più, gioco e mi soffermo a solleticare quel punto che non ti da pace, i tuoi gemiti sono semprepiù intensi, ora sei costretta a girarti,sposti tutto, ti siedi sul tavolo, le natiche sul marmo freddo, le tue mani tra i miei capelli, vuoi che torno a te, mentreallarghi di più le gambe, il mio movimentoricomincia la tua testa ricade all'indietro, ora il tuo piacere è al limite, sento pulsare, è un brivido infinito, per farti sentire megliosollevo il tuo sedere e tengo le mani su di esso,mi porto più dentro di te... In quell'attimo è come sel'unica cosa che ci fosse è il tuo respiro(è quello che voglio); si fa sempre più affannososino a che il tuo brivido diventa tutt'uno con il mio movimento, ora ti sento... mi chiedidi fermarmi, ma non questa volta... il piacere ti porta via per non permetterti piùnessun pensiero se non quello che tisfiora la mente... In questa maledetta notte oscura con una tentazione fui assalita che ancora in cuore la vergogna dura.Io così pudica, così compita, vedevo un uomo a me venire piano e avvolgermi quasi avido la vita;un altro ne veniva e con la mano oh delicatamente lui mi apriva, e un altro e un altro e un altro ch'era vanoa guerra apparecchiarmi d'armi priva già incatenata, e senza una catena, nel tempo che la vita non par viva."Non vuoi? piccola piccola sirena..." Posso io non volere e star da lato? "Oh lasciatemi!" e respiravo appena,il cuore dalla sua sede saltato. Con cento mani vinte le mie braccia Tutte le ossa mi avevano contato,ad ogni cavità davan la caccia; nel denso, nelle viscere spremuta, in una tomba di carne che schiacciae macina e mette al niente... perduta. Che mai feci, che mai feci mio Dio? Mercè, pietà, perdono, chi mi aiuta?PATRIZIA VALDUGA"Quella bocca sinuosa umida ardenteche mi risucchia esultando convulsa e che mi spreme infaticabilmente ha una lingua che palpita, che pulsa!"Patrizia Valduga
PER UN SOGNO
Osservi il monitor persa in immagini che rapide scorronodavanti ai tuoi occhi, mi avvicino piano, sono dietro di te,ti muovi sulla sedia, cerchi una posizione per stare essere più comoda, ancora qualche metro ci separa,in quell'attimo in cui il tuo capo si inclina appenale mie labbra sono già sul tuo collo, lievi,è solo uno sfiorare, non un'ardire, sento il tuo brivido,è come scossa,i tuoi capelli, bellissimi e morbidi, sfiorano le mie cosce, non ti vuoi separe da quella sensazione, rimaniimmobile, le palpebre chiuse, la mia bocca si muovepiano, ora scivola sulle labbra che si schiudono, la mia lingua gioca con la tua, non è una danza senzacontrollo, è un cercarsi lento, dolce, è un sentire "il momento"immaginare e capire cosa ci attende.Ora le immagini sul monitor, sono solo un contorno, ti alzi, ma le nostre labbra sono ancora vicine, appoggi lemani ai lati della tastiera, il tuo vestitino bianco sembra voler scivolarevia, ma tu non ti muovi, sono io a staccarmi da te, ma solo persfilartelo, ora l'unica cosa che hai addosso, sono il reggiseno a fascia e le mutandine bianche,le mani sempre appoggiate al tavolo,mi chino su di te, la bocca scivola sulla schiena, con due dita lascio liberi i tuoi seni, che ora sono intrappolati tra le mie mani,non sembrano voler fuggire, i capezzoli tra le dita, ti sento, ti sente ogni parte di me,ed è la cosa più bella, mentre continuo ascivolare sempre più giù, mi devo staccareda quelle parti che sono diventate sensibili eimpazzite. Ti sfilo le mutandine e l'unicacosa che sento è il fruscio della stoffa sulla pellee tu che controlli a stento quell'attimo... ora sonoai tuoi piedi nudi insieme al vestito, ti allargopiano le gambe mentre il mio viso osservail centro del tuo piacere, il tuo sesso vibra,è bastato sfiorarti, è alchimia, è dolcezzaè amore... le mie labbra si soffermano sul tuo inguine, sono piccoli baci, la mia lingua non è più delicata, si è fatta più audace il suo movimento è impertinente, sento il tuo sapore che si fa strada in me,con l'avvicinarsi al tuo io più segreto,indecente oso sempre di più, gioco e mi soffermo a solleticare quel punto che non ti da pace, i tuoi gemiti sono semprepiù intensi, ora sei costretta a girarti,sposti tutto, ti siedi sul tavolo, le natiche sul marmo freddo, le tue mani tra i miei capelli, vuoi che torno a te, mentreallarghi di più le gambe, il mio movimentoricomincia la tua testa ricade all'indietro, ora il tuo piacere è al limite, sento pulsare, è un brivido infinito, per farti sentire megliosollevo il tuo sedere e tengo le mani su di esso,mi porto più dentro di te... In quell'attimo è come sel'unica cosa che ci fosse è il tuo respiro(è quello che voglio); si fa sempre più affannososino a che il tuo brivido diventa tutt'uno con il mio movimento, ora ti sento... mi chiedidi fermarmi, ma non questa volta... il piacere ti porta via per non permetterti piùnessun pensiero se non quello che tisfiora la mente... In questa maledetta notte oscura con una tentazione fui assalita che ancora in cuore la vergogna dura.Io così pudica, così compita, vedevo un uomo a me venire piano e avvolgermi quasi avido la vita;un altro ne veniva e con la mano oh delicatamente lui mi apriva, e un altro e un altro e un altro ch'era vanoa guerra apparecchiarmi d'armi priva già incatenata, e senza una catena, nel tempo che la vita non par viva."Non vuoi? piccola piccola sirena..." Posso io non volere e star da lato? "Oh lasciatemi!" e respiravo appena,il cuore dalla sua sede saltato. Con cento mani vinte le mie braccia Tutte le ossa mi avevano contato,ad ogni cavità davan la caccia; nel denso, nelle viscere spremuta, in una tomba di carne che schiacciae macina e mette al niente... perduta. Che mai feci, che mai feci mio Dio? Mercè, pietà, perdono, chi mi aiuta?PATRIZIA VALDUGA"Quella bocca sinuosa umida ardenteche mi risucchia esultando convulsa e che mi spreme infaticabilmente ha una lingua che palpita, che pulsa!"Patrizia Valduga