Creato da: bodyre il 01/05/2010
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DOPO LA TRENTINA IL CORPO CAMBIA RADICALMENTE ...

Post n°36 pubblicato il 24 Dicembre 2013 da bodyre
 

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Ogni donna che si rispetti, ad un certo punto della propria vita, si ritrova di fronte ad una prova che le ricorda inevitabilmente che non è più una teenager. Io lo chiamo “il test dell’ insalata”.

È il nome, neanche tanto fantasioso, con cui descrivo il momento in cui ci si rende conto che non può più usare la saliera per condire l’ insalata (sennò cos’ altro?!) perché si ha il tricipite che ballonzola da una parte all’ altra. Stessa cosa succederebbe se si avesse la sfortuna di dover richiamare l’ attenzione di qualcuno a braccia alzate.

Quella parte del corpo- il suddetto tricipite- parla di noi in modo inequivocabile, come zone quali collo o mani.

Il “sottobraccio” ,come di solito viene chiamato dai profani, è una di quelle zone che, passato qualche decennio, cede inesorabilmente se non allenato a dovere. Questo si sottolinea in modo particolare dopo la trentina, ma sappiate che lo stesso discorso vale per tutto il resto del corpo.

Qualsiasi persona che si intenda di un minimo di fitness sa che l’ allenamento va calibrato nel corso degli anni, proprio per andare incontro a quelli che sono i cambiamenti fisiologici dovuti al passare del tempo.

In pratica se tra i 20 e 30 anni ho bisogno di un tipo di allenamento, tra i 30 ed i 40 ne avrò bisogno di un altro e così via.

Il problema è che questa consapevolezza non è di tutti, ma anche la refrattarietà delle persone è un bell’ ostacolo. Infatti è difficilissimo:

1-      far cambiare routine d’ allenamento ad un soggetto in quanto abitudine consolidata;

2-      fargli capire che quello che si faceva ad oggi non va più bene;

3-      far capire ad una persona che si uccideva di aerobica che dopo i 30 deve integrare in maniera sostanziale con i pesi.

Vi garantisco che tutto ciò è molto arduo.

Un soggetto si trova prima o poi a scontrarsi con questa realtà.

Dopo i trenta un corpo sottoposto alla sola attività aerobica si svuota in modo totalmente diverso da prima perché, se la gioventù ti rendeva la ciccia e i tessuti compatti, ora il prolasso cutaneo è inevitabile, anche se pesi come una piuma.

Avete fatto caso a persone che, nonostante siano magrissime, hanno quell’ “effetto cellulite” anche sulle braccia? Sappiate che quell’ inestetismo è dovuto ad una mancanza di trofia muscolare e niente ci fai col tapis roulant! Quindi l ‘aspetto tonico e asciutto non dipenderà più solo dalla percentuale di grasso corporeo ma anche dalla qualità dei nostri muscoli. Io ho portato ad esempio il tricipite perché è il caso per eccellenza, ma questo vale per ogni parte del corpo. 

Quindi se volete essere belle non avete scelta e dovete per forza tonificare più che sudare!

Quindi appuntatevi 2 cose:

-dopo i trenta via libera alla tonificazione completa;

- rivedere il programma di allenamento/alimentare, ottimizzando l equilibrio tra ore di cardio e tonificazione;

Consiglio: Per il prolasso cutaneo fanno bene anche i massaggi e creme elasticizzanti, ma per togliere “l’ effetto budino” ci vuole la sala attrezzi: l’ ideale sarebbe integrare.

Io vi consiglio sempre di affidarvi ad un unico professionista che vi segua a 360 gradi.

 

A presto

 

 

Fitness’ girl.

 
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IMPARIAMO AD AFFRONTARE LE MANGIATE !!

Post n°35 pubblicato il 18 Dicembre 2013 da bodyre
 

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Siamo in procinto delle feste e delle relative maratone mangerecce tipiche del nostro paese.

Non che all’ estero si risparmino, ma all’ italiano niente delizia di più che contestualizzare ogni evento  significativo col cibo: diciamo che iniziamo a mangiare il 23 e smettiamo di muovere le mascelle il 7 mattina. Niente da ridire. Si usa così.

Intanto le dure e pure della dieta perenne iniziano ad escogitare trucchi ed espedienti per uscire indenni da queste due settimane: raddoppio le ore di ginnastica, mi faccio il cenone e il giorno dopo solo the verde, mi invento una palla per  saltare almeno un pasto con la suocera- che chiaramente è sempre pantagruelico-e così via.

Poi ci si mettono anche le riviste con i loro titoli in grassetto: “Come tagliare le calorie durante le feste” o “Dieta delle feste”…Cosa? Dieta?! Cosa? Calorie?!

A parte che ancora mi devono spiegare perché secondo coloro che scrivono su queste riviste non ci sia mai un periodo dell’ anno in cui non si debba stare a dieta, ma poi, la dieta la farai tra Capodanno e Natale e non tra Natale e Capodanno!

La cosa che più di tutte mi preme sottolineare è la dannosità dei consigli che nella maggior parte dei casi ti danno. Non posso entrare nel merito di tutti quanti in modo dettagliato, ma alcuni sono proprio assurdi.

Alcune perle di saggezza: “all’ aperitivo prendi un calice di vino ed evita il grana ipercalorico” oppure “mangia lo spumone- glucosio puro- al posto del torrone al cioccolato”…Praticamente tutti i consigli vogliono limitare l’ apporto calorico togliendo i cibi grassi e rimpinzandoti di roba zuccherina, meno calorica, ma che ti manda la glicemia alle stelle!

Mi raccomando quindi di non seguire regole qualsiasi trovate su un giornale o date dall’ amica “dietologa” di turno…Potreste fare solo danni.

Se non seguite ancora una dieta sana, aspettate la fine delle feste per iniziare, ma se già la seguite cercate di  non esagerare…  ma neanche con le restrizioni !

Se già sapete cosa vuol dire alimentarsi in modo sano e siete delle persone che si allenano regolarmente in modo corretto, le feste faranno bene alla mente ma anche al corpo.

Un soggetto in forma difficilmente risentirà di effetti macroscopici sulla bilancia, ed inoltre, a mio modesto parere, quand’ anche doveste ingrassare, succederà per un surplus calorico e quindi, una volta ripresa la dieta standard, sarà uno scherzo tornare in forma… anzi più facile, perché l’ organismo abituato ad un maggior introito calorico avrà innalzato il metabolismo.

Attenzione quindi a non abbuffarsi e poi saltare i pasti perché:

-ingrassi per surplus calorico-

-ma salti i pasti-ed abbassi così il metabolismo: quando ti rimetterai in riga l’ effetto dimagrante sarà minore. Ricordatevi che il problema non è dimagrire ma è dimagrire quando già si è a dieta

 

Quindi godetevi le feste senza esagerare, né in un senso che nell’ altro.

Vi saluto

Fitness’ girl

 

Ps: se avete qualche altra “chicca” o consiglio letto in qualsiasi giornale scrivete sotto…vediamo chi batte per assurdità!

 

 
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UN CORRETTO EQUILIBRIO ALIMENTARE COMPRENDE LO SGARRO ?

Post n°34 pubblicato il 10 Dicembre 2013 da bodyre
 

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Essendo io una gran chiacchierona ogni tanto, durante l’ allenamento e non, saltano fuori discorsi con il coach… peso, alimentazione, cosa ne pensi di quello e di quell’ altro…

L’ ultima conversazione ha avuto come oggetto le cene fuori. La piega però è stata insolita e mi ha incuriosito, in quanto è venuto su un aspetto particolare.

La storia è che ogni qual volta si voglia fare una goliardata tra amici, in questo caso verosimilmente quelli della palestra, c’ è sempre un soggetto stoico che ordina carpaccio di bresaola e acqua non frizzante.

Qual’ è il problema?

Ve lo racconto.

È chiaro che una persona per restare in forma deve rinunciare a determinate cose e avere uno stile di vita sano, con dieta e attività fisica equilibrate. Lo sappiamo.

E quindi?

Il concetto di “equilibrato” prevede anche lo sgarro, la mangiata tra amici, la pizza il sabato sera, la bevuta selvaggia di birra.

Una persona che si priva sempre di tutto- questo equilibrio non l’ ha trovato di sicuro perché  rinunciare in modo così assoluto al resto in nome della forma fisica non è sano per definizione.

Qualcuno potrebbe obbiettare, ma ci sono almeno tre motivi che possono essere portati in campo per sostenere quanto detto:

-         l’ equilibrio psico- fisico prevede una socialità: se vi è sempre una rinuncia in nome di quello fisico, non c’ è sicuramente quello “psico” e se non c ‘ è quello “psico” non regge nessuno stile di vita e quindi quello fisico;

-         Noi siamo dotati di cinque sensi e se non gratifichiamo mai il gusto in nome della vista ( lo specchio!) l’ equilibrio di cui andiamo fieri è semplicemente fasullo.

-         Puoi raccontarti quello che vuoi: se non ti concedi mai nulla verrà il momento in cui il tuo corpo griderà vendetta e ti mangerai l’ impossibile. Puoi pensare che non tocchi a te ma rimarrà giusto un pensiero…

Il fatto è semplicemente questo: se ti alimenti bene e ti alleni bene, lo sgarro te lo puoi permettere tranquillamente e il tuo corpo non ne risentirà… solo la tua psiche ne avvertirà l’ effetto e in meglio!

È ovvio che probabilmente il giorno dopo una mangiata sostanziosa ci si possa sentire pesanti, ma basta rimettersi in riga senza ricorrere a sistemi di compensazione da campo di prigionia!

ll giorno libero non va considerato come una rottura della regola perché gratificarsi con un buon piatto fa bene alla psiche e di conseguenza al fisico.

In pratica non esiste giorno in cui tu non possa sgarrare se hai la consapevolezza che quello che fai non è il tuo quotidiano: non bisogna aspettare il sabato sera per mangiare qualcosa che ci piace, sempre se siamo in uno stato alimentare sano ed equilibrato.

Io dico che funziona di più così perché il rischio è quello di combattere una battaglia già persa in partenza.

A presto.

 

Fitness’ girl

 
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LA MODA DELLE DIETE : LA DIETA DEL DIGIUNO

Post n°33 pubblicato il 01 Dicembre 2013 da bodyre
 

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Questa settimana non ho avuto il benché minimo dubbio circa l’ argomento di cui trattare: è una chicca troppo speciale da poter tenere solo per me!

Come in economia dopo una crescita c’ è una decrescita, come nell’ arte a periodi di grande eccentricità seguono quelli di rigido minimalismo, anche nelle diete sembra esserci la stessa tendenza.

Dopo anni di competitività tra i vari ideatori, che si sfidavano a suon di regimi alimentari all’ insegna dell’abolizione della restrizione calorica e del suo calcolo- vedi Dukan, Montignac e tanti altri- o che comunque volevano focalizzare il concetto di dieta su altri tipi di parametri- orari, associazioni tra alimenti ecc- tentando di invogliare i consumatori a provare o l’ uno o l’ altro regime- con la promessa che in fondo non bisognava privarsi del cibo- oggi se ne escono con la tendenza opposta: bisogna digiunare.

Il digiuno è l’ ultima moda in fatto di diete: parlo di moda perché tutte le magnificenze di cui è tacciato oggi, sono state abbondantemente stigmatizzate prima QUINDI posso parlare tranquillamente di moda alimentare. Se prima si dice tutto e poi il contrario di tutto, vuol dire che questo tutto non è giusto o sbagliato, ma che viene affermato in base alla voglia di accreditarlo o meno, così da farlo diventare moda anche involontariamente.

Dando per buono ciò che stanno affermando sul tanto decantato digiuno, mi viene da ribattere portando in campo argomentazioni che fin ora ne sottolineava la dannosità: fin ora che ci avete raccontato?

Come facciamo a capire il giusto e lo sbagliato?

Non occorre una laurea in medicina per usare un po’ il cervello.

 

Il digiuno depura il corpo: sai che novità. Lo depura a costo di cosa?

Colazione leggera e un solo pasto importante nella giornata: ma non bisognava fare tre pasti e due spuntini per essere in forma e non abbassare il metabolismo? Ad una restrizione calorica importante il corpo risponde andando in riserva  e non ci vogliono conoscenze scientifiche per capirlo!

Per mantenersi in forma bisogna ascoltare la pancia: ma meno mangi meno hai fame e questo non vuol dire ascoltare la pancia… arrivi ad un punto che ascoltare la pancia vuol dire mangiare una volta al giorno…Ma secondo voi può essere sano?

Ridurre le porzioni: ma va! Io per dimagrire volevo mangiare teglie intere di lasagne…Peccato! ma c è di buono che poi puoi non eliminare alimenti dalla dieta. Ci manca solo questo. Già sono sottoalimentata.

Tutto ciò promette non solo di farvi restare in forma, ma anche di migliorare la salute perché la restrizione calorica allunga la vita, riduce il rischio del cancro e di altre malattie.

Su questo non si scherza. Questo è il punto più delicato.

Mi sembra ovvio che se si abbassa il metabolismo, anche la riproduzione cellulare rallenta e questo rallenta di conseguenza anche lo svilupparsi di malattie o di cellule tumorali.

È lo stesso motivo per cui un soggetto giovane malato di cancro muore prima di un soggetto anziano, a parità di malattia.

Se voi mi dite che ciò è buono è ovvio che non posso che concordare- ma in valore assoluto-: è chiaro che di fronte ad una malattia tutto diventa secondario e ben venga il digiuno se può aiutare in tal senso…

Ma chiamarlo dieta mi sembra cosa veramente molto forte soprattutto se detto da fior fior di scienziati, che dovrebbero preoccuparsi di come vengono percepite tale affermazioni.

il digiuno di base può avere tante motivazioni, etiche, ascetiche, religiose ma definirlo una dieta quindi uno stile di vita mi sembra una cosa molto pericolosa.

Vi esorto a ragionare prima di intraprendere qualsiasi iniziativa in tal senso.

Alla prossima.

 

Fitness’ girl

 
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NON TOGLIERE MAI COMPLETAMENTE I CARBOIDRATI DALLA DIETA !! PERCHE' ?

Post n°32 pubblicato il 18 Novembre 2013 da bodyre
 

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Come ti frega la chetosi

 

Molte delle diete in voga degli ultimi anni ne parlano: vediamo esattamente cosa sia e quali sono le conseguenze, senza scadere nell’ ovvio.

 

A livello scientifico la chetosi o acetonemia è il sintomo di un alterato metabolismo degli acidi grassi. La causa della chetosi è da ricercare in pazienti con un alterato metabolismo del glucosio che porta ad una prolungata ipoglicemia; essa viene definita come “una situazione patologica in cui vengono prodotti in eccesso i corpi chetonici, con successivo stato di pericolosa acidosi”; o ancora come “l’ alterazione del metabolismo degli zuccheri e dei lipidi a favore di questi ultimi”  come avviene nel digiuno prolungato, nel diabete e in chi segue diete chetogeniche.

Traduco per i meno avvezzi: non mangio carboidrati (o digiuno), il corpo non ha zuccheri per cui usa il grasso di riserva per sopravvivere. Nel fare ciò produce corpi chetonici, che sono indicativi del fatto che il corpo sta usando lipidi a scopo energetico. Ci tengo a precisare che la chetosi viene indotta non per forza da una dieta iperproteica ma da una dieta aglucidica. Mi preme dirlo perché sennò ci vanno in mezzo sempre queste povere proteine! È per forza di cose poi che una dieta chetogenica preveda un regime proteico ma per esclusione!

Detto questo vi racconto la mia perplessità.

Già dalla definizione si evince che la suddetta chetosi è di per sé uno stato patologico quindi una situazione che comunque per sua natura non è quella in cui un organismo dovrebbe imbattersi… ma non voglio farvi una disquisitio sulla sua pericolosità: quella è stata già lungamente discussa. Essendo uno stato non equilibrato è chiaro che l’ uso e abuso di una dieta chetogenica non può che fare danni…

Io voglio parlare di quelle diete che subdolamente ti propongono regimi alimentari in questo senso- i cui promotori evitano accuratamente di specificare nelle loro conseguenze non solo teoriche ma anche reali.

Faccio una doverosa introduzione comunque.

Togliere completamente i carboidrati dalla dieta è una strategia che viene fatta da culturisti o simili in particolari situazioni, e vi assicuro che la maggior parte delle volte la totale esclusione degli zuccheri non è prevista: anche se ciò fosse sono manovre che vengono effettuate con precisi obbiettivi e limitatissime nel tempo. Questo per dire che quando uno stato di chetogenesi viene sfruttato va contestualizzata la scelta: qui stiamo parlando di persone che lo fanno in un’ ottica agonistica, e che quindi non va condannata a priori ma è chiaro che sarebbe assurdo applicare lo stesso criterio su una persona che semplicemente deve perdere del peso per stare in forma. Ricordo che una situazione di agonismo non è uno stato di cose equilibrato, molto viene portato all’ estremo… e noi non ci alleniamo tutti come dei campioni!

Già quanto detto fin ora dovrebbe essere un deterrente per qualsiasi persona con un po’ di senso… ma ciò non basta se una è accecata dal desiderio di dimagrire.

Qualche furbina deciderà comunque di provarla e vi dico anche che funzionerà; vale per tutte le diete in circolazione che tolgono glucidi di qualsiasi tipo. Attenzione! La verdura non vale! anche quelle sono finalizzate ad innescare una chetosi perché hanno carboidrati talmente ridotti che sarebbe veramente ridicolo considerarli come tale.

Ma ora viene il bello!

Sappiate che:

Primo: appena vengono reintrodotti i carboidrati riprenderete gran parte dei chili;

Secondo:  che il vostro corpo si anestetizza alla chetosi e la “magia” non si ripeterà più. Quello che dico lo affermo sulla base dell’ esperienza e di quello che ho visto.

Se cercherete di limitare il recupero di peso sarà una grossa battaglia e comunque se mai vorreste perdere anche un solo kilo in più, sarà un problema.

Se recuperate il peso con la tranquillità di riprendere in mano la dieta…non state così tranquille!

Nel primo caso dovrete stare a dietissima tutta la vita e come sgarrate vi riprenderete il kilo che rimarrà incollato al vostro sedere; nel secondo caso invece riavrete il peso iniziale con l’ aggravante che ora non sapete più dove mettere le mani perché il vostro organismo non risponde più alle leggi naturali ed è diventato completamente anarchico.

È come se il corpo avesse capito il trucco e reagisse subito bloccandosi, anche a fronte di una significativa riduzione calorica.

È chiaro che quando un soggetto è a dieta dovrà ridurre i carboidrati ma questi non vanno mai eliminati : con essi il metabolismo resta attivo e ciò consente una graduale e costante perdita di peso se viene incrociata un’ adeguata attività fisica.

Alle sventurate che sono capitate in questa tela di ragno consiglio vivamente di rimettersi ad un regime equilibrato il prima possibile per limitare i danni: più ci restate peggio è!

A presto!

 

 

Fitness’ girl

 
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