... Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte,che, come vedi, ancor non m'abbandona....Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri, a che e come concedette Amore che conosceste i dubbiosi disiri?» E quella a me: «Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.Ma s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto,dirò come colui che piange e diceNoi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse:soli eravamo e sanza alcun sospetto. Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante,questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:quel giorno più non vi leggemmo avante».