Creato da giovannatilocca il 05/05/2010

Evoluzione

Società a confronto

 

 

A su mottu mottu

Post n°245 pubblicato il 01 Novembre 2018 da giovannatilocca
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Le vecchie tradizioni a volte ritornano attraverso il passaggio in lontani paesi.

L'antica usanza dei bambini sardi che andavano di casa in casa chiedendo frutta secca, caramelle, dolci, dicendo "A su mottu mottu" si era persa da tempo ed è tornata passando per gli Stati Uniti dove però si dice "Dolcetto o scherzetto?".

Anche l'uso della zucca intagliata è un'antica tradizione sarda.

Peccato che oggi se ne sia perso il ricordo e che si porti avanti una propria tradizione come fosse quella di altre culture.

 

 
 
 

Governo? Perchè no?

Post n°244 pubblicato il 29 Maggio 2018 da giovannatilocca
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Un po' di sano realismo conduce ad analizzare le possibili cause della sceneggiata avvenuta sotto i nostri occhi domenica 27 maggio.


Tre ipotesi:

1° Il presidente della repubblica subisce imposizioni interne e/o esterne. A chi deve la sua elezione?


2° Salvini ha fatto il furbo e ha fatto saltare il patto motivandolo con questioni di principio che non hanno convinto nessuno.


3° Il Movimento 5 Stelle è troppo scomodo ai vari poteri ed è stato neutralizzato mediante le varie trattative per un governo che, fin dall'inizio, sembrava impossibile.


Ogni volta che si vuol fare un colpo di mano si tira fuori lo spread. Così è stato per far dimettere Berlusconi, e così è ancora accaduto in questa circostanza.


Ma ci prendono proprio per sprovveduti, ingenui e mammalucchi?


E' penoso vedere questi saltimbanchi che devono inventarsi mille acrobazie per non farci capire che per loro siamo soltanto massa informe, scomoda, completamente inutile.


Chi è riuscito ad arrampicarsi un po' più su e crede di essersi distinto dal gorgo della esubera manovalanza umana, gestisce il suo potere all'esclusivo scopo di mantenersi dove è e magari salire un po' più in alto. Il peggio è che molti continuano ad ascoltare costoro e a credere ai loro funambolismi dialettici.

L'unico divertimento che ci è rimasto è vederli annaspare per non affogare mentre almeno noi abbiamo imparato a nuotare nel mare delle estorsioni legalizzate e delle prepotenze burocratiche.

Non è il mondo peggiore, su questo non c'è dubbio, ma non è un bel mondo.

Qualcuno si chiederà dove voglio parare.

In realtà sono rassegnata e non riesco neppure a indignarmi. Piuttosto vedo che si compiono puntualmente le leggi della natura e mi dà soddisfazione avere la lucidità di capire che devo vivere la mia vita senza farmela stravolgere dall'ingordigia e dall'avidità di questi spregevoli individui.


Studiando un po' di storia si capisce che non è proprio possibile liberarsi dai parassiti, ma bisogna imparare a convivere con loro.

Grande filosofia e magra consolazione.

 

 
 
 

Cena di Natale quasi vegana

Post n°243 pubblicato il 27 Dicembre 2017 da giovannatilocca
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Cena di Natale 2017 quasi vegana, a basso costo, poche calorie, senza primo x 4.

 

- Antipasto: olive nere in salamoia, bastoncini di formaggio grana, pizzette fatte con pasta sfoglia (230 g);

 

- Quattro carciofi gratinati:

 

- Melanzane in casseruola con pomodoro e fettine di fontina da aggiungere sulle porzioni già nel piatto;

 

- Cruditè: Finocchi e carote tagliati a julienne;

 

- Macedonia di frutta (una banana, due Kiwi, una mela, un clementino, tre noci, succo di mezzo limone, mirto, zucchero);

 

- Panettone e pandoro;

 

Pane carasau, crostini di pane, acqua, vino rosé, spumante brut/dolce.

 

 

 

 

 
 
 

Un mondo vegano

Post n°242 pubblicato il 03 Agosto 2017 da giovannatilocca
 
Tag: vegani
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RIFLETTIAMO.
Se sette miliardi di persone diventassero tutte vegane la terra subirebbe uno sfruttamento probabilmente eccessivo. Per crescere e fruttificare i vegetali necessitano di suolo fertile, acqua, interventi per malattie e parassiti. Sarebbe interessante calcolare le quantità di terreni, acqua, fertilizzanti e antiparassitari occorrenti per una tale produzione.
Se poi si pensa di coltivare in strutture su più livelli, con nuove tecnologie, non mi sembra una grande idea. Già mi rifiuto di cibarmi dei prodotti delle serre che sono notoriamente impregnati di sostanze che nulla hanno a che fare con i vegetali esposti al sole e agli elementi atmosferici, ricchi di sostanze nutritive e di sapore.

E' vero che i primi esseri antropomorfi erano vegetariani, ma per potersi sostenere con vegetali e radici avevano un apparato masticatorio potente che occupava gran parte del cranio e avevano una digestione lenta che li impegnava per gran parte della giornata. L'aggiunta di proteine animali è stata una scelta evolutiva che ha consentito di dare più spazio al cervello e di lasciare più tempo per altre attività al di là della digestione.
Un altro elemento di primaria importanza nell'evoluzione umana è la scheggiatura della pietra che ha dato il via alla tecnologia che ci ha condotto fin qui. Se l'ominide non avesse avuto necessità di macellare la carne non gli sarebbe certo venuto in mente di rendere taglienti le pietre. E' pur vero che non era naturalmente carnivoro altrimenti sarebbe stato dotato di denti o altro in grado di lacerare la carne degli animali, ma è anche vero che per potersi cibare di carne il nostro antenato ha costruito lame di pietra. A ben pensarci la molla per l'evoluzione culturale è scattata inizialmente a causa della necessità di nutrirsi di carne. In altre parole la nostra storia, nel bene e nel male, ha avuto inizio con il cambiamento della dieta che ci ha condotto ad essere onnivori.

Se la scelta vegana è dettata dalla consapevolezza che lo sfruttamento degli animali comporta per loro stati di sofferenza, credo che sia più consono battersi perché vengano prese tutte quelle misure onde evitare tali stati. L'allevamento diventerebbe probabilmente più costoso ma è anche giusto che il nostro benessere non si basi su metodi di sfruttamento senza regole e senza quelle attenzioni che preservino degli esseri viventi sensibili da inutili patimenti. Credo che su questo concetto siamo tutti d'accordo!

 
 
 

Il clandestino Renzi

Post n°241 pubblicato il 09 Ottobre 2016 da giovannatilocca
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Nonostante Renzi premesse da vario tempo sui confini del Parlamento- Bengodi, il suo partito lo teneva a debita distanza. Ma grazie al traghettatore Berlusconi il rottamatore è arrivato all'ambita spiaggia di segretario del PD. Il gioco era quasi fatto. È bastato che Bersani, per non consegnare il paese ai 5Stelle, rinunciasse a formare il governo affidato poi a Letta perché il clandestino, ormai segretario del partito, uscisse dal suo temporaneo rifugio per essere investito della carica di capo del governo dal servizievole e umanitario Napolitano.

Adesso però Renzi si sbraccia perché sente di nuovo lo sciabordìo delle onde. Promette soldi e favori pur di ottenere quel "Si" che gli garantirebbe il diritto di cittadinanza.
Intanto il paese sprofonda in una recessione senza fondo, il PD si sta sgretolando, i 5Stelle sono impegnati nell'opera titanica quanto impossibile di salvare il salvabile. Ma anche tra loro quanti sono davvero disposti al sacrificio per perseguire i principi di giustizia sociale?


Tra i cittadini chi ha una posizione tutto sommato stabile, cerca di vivere senza pensare al domani, e chi non ha collocazione scappa dal paese o si rassegna a vivere ai margini. È un ritorno al passato di povertà della prima metà del novecento con l'aggravante di aver conosciuto quel benessere che ha attraversato il popolo nella seconda metà e con la rabbia di vedere intorno i privilegiati che non fanno nulla per nascondere il frutto delle loro ruberie.


Credo che nessuno sia in grado di dare a tutti gli italiani la sicurezza di un lavoro che consenta una vita dignitosa ma è anche giusto cercare un governo che almeno si sforzi di combattere il malaffare che toglie tante risorse ai cittadini. E questo non è Renzi.

 

 
 
 

Mezz'estate inglese

Post n°240 pubblicato il 24 Giugno 2016 da giovannatilocca
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Chissà se è un caso che per una decisione così importante come l'uscita dall'UE della Gran Bretagna sia stata scelta la mezz'estate. Per una vecchia tradizione la notte tra il 23 e il 24 giugno è notte di sortilegi come ben sapeva William Shakespeare che ha descritto quel mondo magico nel "Sogno di una notte di mezz'estate".

Non so se si tratta di magia o sortilegio, il fatto è che ora qualcosa è davvero cambiato. Aspettiamo per vedere gli effetti dell'evento anche se mi sta sorgendo il dubbio se sia giusto dare a metà della popolazione il potere di decidere su tutto. Ma ormai pare che sia questa la tendenza, ormai i paesi si spaccano in due e basta un soffio per stare sopra o sotto. 

 
 
 

Illusioni

Post n°239 pubblicato il 19 Giugno 2016 da giovannatilocca
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Chissà se è veramente possibile per i comuni mortali creare un sistema sociale equo e rispettoso dei fondamentali diritti di ciascun essere vivente ...

Ormai è forte il pensiero che nel DNA di homo sapiens non ci sia l'elemento che riesce ad equilibrare la solidarietà con il più puro egoismo. I meno agguerriti sopravvivono solo se riescono  a rendersi invisibili al potere, ma la cosa sta diventando sempre più difficile.

E' stata forse una grande illusione quella che ha dato alla Francia la rivoluzione del 1789, o quella che ha affidato il Cile a Salvador Allende, per non parlare di Che Guevara. Sono stati eventi epocali che hanno modificato momenti di grande arroganza del potere ma purtroppo non hanno risolto il problema di fondo, quello di cambiare il DNA umano. Sono molto curiosa di vedere che cosa potrà succedere a Roma se il Movimento 5 Stelle ottiene il potere. Li lasceranno davvero lavorare o si comporteranno come con Marino, facendo addirittura intervenire il Papa? Vedremo ...

 

 
 
 

Festeggiare il natale

Post n°238 pubblicato il 29 Novembre 2015 da giovannatilocca
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Il natale, come si sa, è la festa del sole che rinasce. Il 21 dicembre è il solstizio d'inverno, e fin da tempi molto remoti gli uomini si sono accorti che dopo quel giorno le giornate iniziano ad allungarsi e che il sole, nel nostro emisfero, inverte il suo percorso iniziando a spostarsi verso nord. Tutte le religioni hanno celebrato questo evento speciale e il cristianesimo lo ha mantenuto come natale di Gesù. Anche per i musulmani il natale è importante poiché per loro Gesù è un profeta.

So per esperienza personale che festeggiare il natale a scuola è diventato problematico e credo che la questione sia un tantino ridicola. Chi si può offendere se festeggio un evento naturale, oggetto di culto fin dagli albori della civiltà? Oltre a ciò Gesù è un personaggio accettato e riconosciuto dalla religione musulmana.

Dove sta il valore dell'accoglienza e dell'integrazione che dobbiamo insegnare alle giovani generazioni? Anni fa a scuola ho organizzato, non senza qualche difficoltà superata con una dichiarazione firmata dai genitori degli alunni di differente cultura, un coro di canti natalizi. Siccome avevamo una bambina cinese abbiamo inserito anche un canto cinese. E' stata una giornata speciale, e tutti sono stati coinvolti.

Talvolta ho l'impressione di tornare indietro nel tempo, di vivere il fanatismo e l'intolleranza dei tempi bui. Si potrebbero tenere le scuole fuori dalle lotte di religione?

 
 
 

Parigi perché?

Post n°237 pubblicato il 14 Novembre 2015 da giovannatilocca
 
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Di fronte a fatti come la strage di Parigi non posso fare altro che pormi delle domande.

Perchè l'Europa? Chi sta dietro questo movimento, che pare abbia come solo obiettivo spargere terrore? A chi giova questa strategia? Chi è in grado di mettere in atto azioni che richiedono una forte organizzazione internazionale e consensi trasversali? A che cosa si vuole mirare?

E quando anche siamo tutti spaventati che cosa si ottiene? Forse la pace in medio oriente? Forse il rispetto reciproco e l'integrazione? No, io credo che dietro tanto lavoro, tanta organizzazione, tante vittime e tanto dispendio di denaro ci siano altri scopi. Nessuno agisce per pura pazzia, anche Hitler aveva una sua idea molto lucida che mirava all'egemonia della Germania in Europa. I motivi sono sempre politici. Purtroppo non ci sarà dato sapere nulla perché coloro che muovono i fili sono probabilmete degli insospettabili che manipolano le masse a loro piacimento. Quanti misteri nella storia sono rimasti tali! Credo che questi movimenti attuali così complessi e inquietanti rimarranno per noi un mistero.

Se l'obiettivo è la paura si sa che le masse si governano meglio quando si sentono minacciate. Ma questo non può essere l'obiettivo di terroristi che mirano a risultati immediati mentre è l'ideale per gruppi di potere internazionali che vogliono tenere sotto controllo l'economia mondiale.

Più penso ai tragici eventi di questi ultimi anni, più mi convinco che la nostra vita è nelle mani di speculatori che fomentano le situazioni di crisi per mantenere denaro e potere. E' fantapolitica? Chissà!...

 
 
 

Non facciamoci rubare la vita

Post n°236 pubblicato il 08 Novembre 2015 da giovannatilocca
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Un piccolo seme buca la terra, spunta, cresce. Forse diventerà un maestoso albero, o forse resterà un filo d'erba. Ma c'è differenza? Entrambi godono del sole, della pioggia, delle brezze. Entrambi un giorno ritorneranno alla madre terra. Forse l'albero ha sfamato molte creature viventi con i suoi frutti e l'erba è stata parte del pasto di un erbivoro, ma alla fine qual è la differenza? Sono stati entrambi indispensabili nel ciclo vitale, ciascuno ha svolto la sua funzione. Nessuno si senta diminuito perchè non è diventato albero e nessuno distrugga la sua vita perchè è un filo d'erba. Ciascuno è depositario di una individualità meravigliosa che può apparire soltanto una volta nell'universo e che porteremo con noi per sempre. Siamo speciali, qualunque sia il nostro posto nella società.
Quando guardiamo il mondo con occhi di bambino, quando la nostra mente si apre per cercare di esplorare il percorso dell'umanità nella storia, quando i nostri sensi accolgono e interiorizzano ogni stimolo esterno, quando raggiungiamo la consapevolezza della nostra potenza di comprensione di tutto ciò che ci attornia, allora veramente non possiamo chiedere di più.
Non facciamoci rubare la vita. È una sola, e solo noi sappiamo quanto vale.

 
 
 

A chi giova l'immigrazione?

Post n°235 pubblicato il 17 Settembre 2015 da giovannatilocca
 
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Più si va avanti, più mi chiedo che cosa ci sia dietro questo massiccio spostamento di persone dal sud al nord nel blocco Eurasia e Africa. Posso credere che il movimento inizialmente sia stato spontaneo ma adesso sospetto che ci sia dietro una strategia nella quale l'Europa ha la sua parte. C'è un accordo ai vertici? Proviamo a pensare a costi e benefici, per quel che ne possiamo capire.
Gli africani poveri svendono ciò che possiedono e lasciano spazi in Africa dove la popolazione sta aumentando mentre le risorse di cibo scarseggiano. Gli africani si avvantaggiano perché il denaro rimane comunque in Africa dato che i soldi servono per il viaggio gestito da loro. L'Europa si trova una massa di mano d'opera a costo molto basso che può valorizzare risorse abbandonate in quanto gli europei non trovano benefici a sfruttarle dato che il lavoro necessario non rende quanto serve ad un europeo per vivere. Che cosa comporta questo per noi? Il territorio può arricchirsi, può sviluppare un'economia nuova che concilia il lavoro manuale duro e faticoso con un miglioramento delle condizioni generali di sussistenza. Ma per quanto? Quanto tempo ci vorrà perché i nuovi arrivati esigano standard di vita come quelli europei? E soprattutto riusciranno gli europei a difendere il loro status di fronte a popolazioni giovani, fortemente motivate, disposte a privazioni pur di ottenere il loro scopo?
Oggi c'è l'emergenza migrazione, ci sono vite da salvare. Domani ci sarà una nuova società dove ci saranno i diritti di tutti da salvaguardare. Si può veramente cercare di deviare il corso di questi eventi? L'Africa e l'Asia hanno risposto in tanti modi all'azione colonizzatrice europea che con la tracotanza del più forte ha approfittato delle risorse dei più deboli. Allora non si sono potuti fermare gli europei, oggi non si possono fermare africani ed asiatici. È la storia che trascina il tempo con il suo flusso ora tranquillo ora burrascoso e l'uomo la subisce cercando di intervenire a suo vantaggio. Anche questa volta c'è dietro il suo zampino?

 
 
 

Guardare lontano

Post n°234 pubblicato il 12 Agosto 2015 da giovannatilocca
 
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Nel suo romanzo Germinal Zola riporta questa teoria sui salari.
"Ma si può aumentare il salario? La legge bronzea lo blocca al minimo indispensabile, giusto il necessario perché gli operai mangino pane secco e facciano bambini... Se scende troppo, gli operai crepano e la domanda di nuova manodopera lo fa salire di nuovo. Se sale troppo, l'offerta troppo alta lo fa abbassare .. E' l'equilibrio delle pance vuote, la condanna perpetua all'inferno della fame."

E. Zola, Germinal, oscar Mondadori 2010, pag. 144

Questa teoria ha avuto molta importanza nella nascita dei movimenti dell'Ottocento a favore dei lavoratori. Quando nel Novecento si è visto che i salari potevano salire e che le condizioni di vita degli operai potevano migliorare la teoria è stata abbandonata.
Ma credo che oggi stia tornando di moda. Attualmente si nota il deprezzamento del lavoro visto che le macchine si stanno sostituendo in maniera massiccia all'uomo.
Penso che la manovra politico-economica messa in atto in Europa sia quella di diminuire il flusso di denaro in circolazione per impedire un' ulteriore espansione dei consumi. Anzi si sta cercando di eliminare ciò che viene giudicato superfluo. Mi chiedo se dietro questi movimenti ci sia una razionalità o se avvenga tutto a insaputa dell'uomo, per un meccanismo naturale di equilibrio delle risorse. Forse la società si comporta proprio come un organismo e adatta i suoi comportamenti alle circostanze del momento.
E' certo che comunque le masse di esclusi che premono dal sud sono sospinte da bisogni naturali irrefrenabili. Ed è altrettanto certo che la loro presenza cambierà il rapporto lavoro-salario. Oltre a ciò arrivano persone fortemente motivate e disposte a tutti i lavori mentre la popolazione europea ha una forma mentis più rilassata e meno propensa a ridurre le proprie aspettative. Stiamo vivendo un momento di grande trasformazione nel quale riconosciamo vari elementi: l'informatizzazione che ha tolto lavoro, la globalizzazione che ha aperto i mercati mondiali, l'afflusso in massa di coloro che fino ad ora sono stati esclusi e che rischiano la vita per partecipare al nostro ormai esaurito benessere.
Per il singolo cittadino la vita si è fatta dura. Se ha uno stipendio statale o una pensione sufficiente può ritenersi molto fortunato. Ma per gli altri è dura. Chi ha un'attività deve lavorare senza sosta per cercare di mandarla avanti, i professionisti si contendono i clienti, chi ha immobili tende a disfarsene e questo provoca un abbassamento di prezzi. Anche gli affitti calano mentre non cala la pressione fiscale sui proprietari. Come sempre, per restare a galla vale la vecchia legge dell'adattamento. Sopravvive chi sa adeguarsi più prontamente e riesce a spingere il suo sguardo molto lontano.

 
 
 

Governo, Corte dei Miracoli

Post n°233 pubblicato il 06 Luglio 2015 da giovannatilocca
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Oggi voglio fare una retrospettiva dei pasticci italiani.

Quando l'Italia doveva reperire soldi per soddisfare l'Europa, destra e sinistra si sono guardate in faccia e hanno pensato che mai e poi mai avrebbero potuto trovare quei soldi in maniera indolore. Infatti non era pensabile fare tagli o imporre altre tasse perchè avrebbero perso elettorato e meno che meno potevano togliere le mani dalla cassa per lasciarvi il denaro necessario al momento. Ed è lì che arriva il colpo di genio. Il lavoro sporco lo farà un governo "tecnico" non interessato al voto che troverà il denaro necessario all'Europa. Napolitano, sempre molto servizievole, chiama allora Monti che mette su una squadra di esattori. Benissimo intervenire sulle pensioni dato che i pensionati non possono nemmeno fiatare. Poi Monti vorrebbe intervenire sui "privilegi" di farmacisti, tassisti e notai. Eh, no! I privilegi non si toccano!

E così, visto che lo spread è sceso, e che il tempo è passato, si fanno nuove elezioni. Bersani prova a fare un governo ma non ha i numeri. Mai lasciare il campo ai 5Stelle che governerebbero, ma non si può. Letta riesce a salire sulla poltrona ma Marchionne non è contento. In tutto questo panorama è intanto apparso un personaggio che continuava a dire. "Rottamiamo tutti. Io so come fare per risolvere i problemi del paese".  Il quadro politico è talmente confuso che Napolitano, ricattato, deve prolungare il suo mandato perché solo di lui ci si fida.

E, dopo che il personaggio in questione è riuscito a diventare segretario del PD grazie alle primarie pilotate da Berlusconi che nutre grandi speranze su di lui, dopo le ripetute assicurazioni a Letta che mai e poi mai sarebbe stato sostituito, Napolitano incarica il figuro di fare il nuovo governo. Grande soddisfazione di Berlusconi che pensa di tirare a suo agio i fili della marionetta e più grande soddisfazione di Marchionne che vede finalmente realizzato un suo sogno. Licenziamento dei lavoratori, assunzione a tutele crescenti, mano libera all'imprenditore.

Ma l'Italia non lesina le sorprese al suo pubblico, cioè al suo popolo. Adesso le pensioni vanno reintegrate, le leggi che valevano per estromette Berlusconi dalla politica non valgono per De Luca, e vedremo quale altro sollazzo scaturirà da questa moderna Corte dei Miracoli di mentecatti che formano il governo.

Ma noi sappiamo bene che la politica altro non è che la presa d'atto delle modifiche nella situazione economica mondiale.

La cruda realtà è che il lavoro ha perso il valore economico, le masse oggi non sono altro che bocche da sfamare, i soldi sono diventati virtuali, nominativi, frutto di scambi teorici che includono la vendita di debiti e la maturazione di interessi che mai e poi mai verranno onorati perché i debitori mai e poi mai ne avranno la possibilità, e la marea di poveri che preme per cercare la sopravvivenza farà crollare ancora di più le nostre certezze. Ancora ci culliamo nel nostro piccolo mondo di benessere ma già sentiamo il fiato sul collo di tanti che ci osservano e pensano che non sia giusto, e dicono che tutti hanno il diritto di partecipare alle risorse del pianeta.

Come andrà a finire?

 
 
 

Cimitero di san Michele

Post n°232 pubblicato il 30 Maggio 2015 da giovannatilocca
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IL CIMITERO MEDIEVALE DEL QUALTE' DI ALGHERO

Si può fare qualcosa?


- Come può vedere siamo nel cimitero Medievale di Alghero. Qui sono stati trovati i resti di circa seicento persone e pare che molti scheletri appartengano ad appestati morti durante l'epidemia del 1582-83.
- Interessante. E dove è il cimitero?
- Qui.
Il visitatore si guarda intorno, pensa di non aver capito, annuisce, ma ha un'espressione interrogativa sul viso.
La spiegazione continua ma il visitatore continua a non capire. Teme di fare una brutta figura e insiste.
- Quindi il cimitero è qui.
- Certo, signore, è qui, sotto i suoi piedi.
- Ma io vedo solo un pavimento.
- E' naturale. Dopo lo scavo la zona è stata sistemata e ricoperta.
- La ringrazio. Buonasera.

Al di là di questo immaginario dialogo mi pongo una domanda: Non si può fare proprio nulla per dare un'idea dell'antico sito ai visitatori? Forse si può collocare una pavimentazione di ceramica con impresse le immagini della situazione sottostante così come si è presentata a chi ha scavato. Ciò che è stato fatto sui pannelli adagiati per terra si può probabilmente ripetere su un materiale che sostituisca almeno in parte l'attuale pavimento. Ciò che è stato fatto sui pannelli adagiati per terra si può probabilmente ripetere su un supporto che sostituisca almeno in parte l'attuale pavimento. Naturalmente non penso a piastrelle ma ad una lastra unica che venga posizionata ad un livello leggermente inferiore alla pavimentazione per dare il senso della profondità. È una magra consolazione per chi vorrebbe che la città evidenziasse una continuità tra il suo passato e l'attuale presente, ma è pur meglio di niente.  O forse ci sono ancora delle idee migliori. Ciò che sconcerta è il fatto che si faccia proprio molto poco per dare a cittadini e visitatori la possibilità di conoscere la storia di Alghero.
Restiamo in attesa dell'apertura del museo a giugno (così è stato promesso) e attendiamo che persone veramente sensibili e in grado di capire i fondamentali legami con tutto ciò che ci ha preceduto possano prendere le decisioni relative alle tante memorie che archeologi e storici stanno mettendo in luce nel territorio.
Forse chissà un giorno o l'altro scatterà una piccola scintilla e inizierà ad accendersi una fioca luce per diradare le fitte tenebre di chi pensa che l'uomo vive di solo pane e che il resto non conta. Forse.
Perché i nostri amministratori sono molto impegnati a trovare nuovi nomi per imporre nuove tasse e non hanno il tempo per fare altro, se non godersi i soldi che si autoassegnano per il loro servizio. I cittadini devono solo pensare a lavorare sodo tutto il giorno se hanno un lavoro, oppure devono cercare di barcamenarsi accettando di tutto se non hanno un'attività. E devono stare anche attenti perché se vengono scoperti a introitare "in nero" qualche piccola banconota indispensabile alla loro sopravvivenza, devono vedersela con gli organi preposti a controllare le evasioni. I quali organi, siccome non traggono molta soddisfazione dai grandi evasori che si possono difendere, si rifanno sui piccoli.
Complimenti Italia, sei proprio una grande patria.

 
 
 

Santa Igia e Alghero

Post n°231 pubblicato il 27 Maggio 2015 da giovannatilocca
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Durante la colazione di solito leggo qualcosa. In questo periodo sto sfogliano "Archeologia Viva". Stamattina il latte mi è andato un po' di traverso quando ho letto un articolo dello storico sardo Francesco Cesare Casula su Santa Igia pubblicato nel n°163 del gennaio-febbraio 2014 a pag .66 e seg. di Archeologia Viva.
Dopo aver fatto una sintesi della storia dell'antica capitale sorta quando Cagliari fu abbandonata a causa delle incursioni dei cosiddetti barbareschi, lo storico racconta la sua definitiva distruzione ad opera di altri "barbari".
Nella seconda metà del XX secolo nella zona dell'antico sito sono stati edificati il mattatoio, le poste, e un complesso commerciale della Città Mercato. Negli anni ottanta si decide di far passare una strada sopraelevata. Ora lascio la parola allo storico.

"Chi scrive* protestò sui giornali locali, alla televisione e in sede politica presso la regione Autonoma; organizzò sit-in di studenti, e perfino un Congresso, i cui atti furono pubblicati (1983) in un grosso volume intitolato S. Igia, capitale giudicale. Un inestimabile bene archeologico da salvare alle porte di Cagliari. Ma fu tutto inutile. Le foto delle fosse all'epoca scavate dalle ruspe per collocare i plinti della sopraelevata mostrano lo scempio perpetrato sui resti della capitale sepolta. E per finire, una grande distesa di asfalto, versato nottetempo alla luce delle fotoelettriche ..."

*Francesco Cesare Casula

Io mi auguro vivamente che nel frattempo (sono passati più di trent'anni) si sia provveduto ad istituire leggi per la protezione di siti così importanti. Ma veramente piange il cuore se si pensa che parti fondamentali della nostra storia suscettibili di ricerche e studi capaci di far luce in periodi veramente bui come il medioevo sardo siano stati cancellati con tanta scellerata stupidità. E fa crescere la rabbia sapere che c'è stato chi si è battuto con tutte le armi a disposizione per evitare la sciagura ma la sua lotta si è rivelata inutile.
Eppure se questa sconfitta riesce ancora oggi a darci spunti di riflessione e fa nascere forti sentimenti, ritrova una sua funzione. Infatti fa nascere in noi l'assoluta necessità di valutare a fondo quanto ci arriva dal passato e di dare la giusta rilevanza a tutto ciò che abbiamo la fortuna di ritrovare dopo secoli o dopo millenni. Tutto ci parla, e noi, in una terra dove i documenti sono una vera rarità, dobbiamo ascoltare ogni messaggio che ci arriva dal profondo buio dei tempi andati.
La recente manifestazione di Monumenti Aperti che non mi stancherò mai di lodare per la sua enorme valenza educativa nei confronti di giovani scolari e studenti e per la sua funzione culturale rivolta ai visitatori, ha riaperto ferite in coloro che amano profondamente Alghero e vorrebbero che le sue tante ricchezze fossero messe nella giusta luce. Abbiamo capito che le sepolture del cimitero medievale del Qualté sono al momento irrecuperabili e oggi possiamo solo "ammirare" la pavimentazione che le ricopre.

E all'indomani di Monumenti Aperti ci poniamo diverse domande.
Il Museo archeologico aprirà a giugno? Speriamo. E tutte quelle belle vetrine del Corso Carlo Alberto, del Qualté, del retro della vecchia caserma diventeranno esposizioni d'arte e di prodotti artigianali del territorio? Ce lo auguriamo.
Sono le amministrazioni cieche e distratte che fanno operazioni come Santa Igia. Ci sia di esempio per non commettere gli stessi scempi e operiamo per rendere Alghero un gioiello di cultura e di arte.

Nella foto: Ristrutturazione del Qualté -  (2013)

 
 
 

Mare nostrum

Post n°230 pubblicato il 22 Aprile 2015 da giovannatilocca
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Anche se l'homo sapiens ha creato stati con confini e barriere non vi è nulla che riesca a fermare chi non ha più niente da perdere. Gli antichi romani le hanno escogitate tutte per impedire agli "extraimperium" di penetrare all'interno del loro bengodi. Sappiamo tutti come è andata a finire.

Adesso in quel grande piccolo mare che è il Mare Nostrum si scontrano le due coste europea e africana e come nessuno può fermare i movimenti delle zolle che alla fine riuniranno i due continenti così il flusso umano continuerà, perché è naturale. Se riuscissimo ad allontanarci un po' dal nostro spazio-tempo vedremmo molto chiaramente che non si può intervenire per modificare il processo che è stato avviato con l'accumulo di ricchezze da parte dell'Europa a scapito di altri popoli. Fa un po' sorridere sentire che c'è chi pensa di bloccare gli africani con la violenza. Fa sorridere perchè si capisce che dietro c'è sempre la mentalità dell'europeo che crede ancora di avere la supremazia e la possibilità di volgere le situazioni a proprio favore. Oltre a ciò, la politica che propone la violenza, tutto è fuorché politica.

La globalizzazione va avanti, con quello che ci piace ma anche con ciò che ci dà fastidio. E in quel ribollire di onde e di flutti che è la storia noi possiamo fare veramente molto poco per governare la rotta.

E se fossimo stati noi a voler fuggire dall'Europa per andare in Africa?

 
 
 

Cargo 200

Post n°229 pubblicato il 21 Novembre 2014 da giovannatilocca
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Ieri ho visto il film "Cargo 200". Se avessi saputo di che esattamente si trattava, non lo avrei guardato. Però una volta visto, non posso far finta di nulla. E' un film sconvolgente, al limite del macabro, che però induce ad una serie di osservazioni. Non voglio andare nel profondo, e mi limito alla superficie.

Gli edifici degradati della provincia russa  ti fanno pensare a persone senza alcun rispetto di sé e, in contrasto, la scena dell'edificio sacro tutto ripitturato e perfetto ti fa capire che ancora qualcuno ha mantenuto il senso del decoro.

Il ragazzo della discoteca (si fa per dire: era un tugurio) che ha causato l'incredibile tragedia alla figlia del segretario del partito comunista e, totalmente ignaro dell'accaduto, alla fine del film propone al figlio del professore dell'ateismo scientifico all'università di Leningrado di trafficare vodka per fare tanti soldi è emblematico. Lui ha provocato un disastro ma non se ne è neppure accorto, e porta sulla cattiva strada un altro coetaneo, sempre senza consapevolezza, come un popolo che va allo sbando senza alcuna coscienza.

La polizia non solo è violenta e corrotta, ma non viene controllata da nessuno.

Chi doveva proteggere la ragazza è il padre (ma si vede che non ha l'accortezza di capire con chi ha a che fare), e il suo fidanzato che muore in Afghanistan. Insomma, per chi si fida degli altri non c'è alcuna via d'uscita. Bisogna essere come la moglie dell'accusato di omicidio che, con una determinazione ferrea, va e uccide il vero colpevole. In precedenza aveva dato un fucile anche alla ragazza, e se la ragazza fosse stata come lei non avrebbe subito alcuna violenza.

Se dovessi trarre delle conclusioni sarebbero ben amare. Nel mondo ci sono sempre situazioni simili che riguardano popoli interi oltre che individui. Forse è quando perdiamo il buono che c'è in noi, per tanti tanti motivi, forse è quando non troviamo più un senso alla vita. Del resto il senso della vita è un concetto così labile, così personale e così costruito che perderlo è molto più facile che trovarlo.

Non posso fare a meno di pensare a Cechov, Tolstoi, Gogol. Se avessero visto ciò che è successo dopo di loro!

 
 
 

L'ultimo bagno?

Post n°228 pubblicato il 20 Ottobre 2014 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Ieri ad Alghero temperatura estiva, acqua calda, spiaggia della Speranza semideserta. Un regalo di ottobre che non si poteva rifiutare. Forse il mio ultimo bagno della stagione. Non si sa mai quale sarà l'ultimo bagno, ma quest'anno è sicuramente stato il più tardo. Anche oggi la situazione climatica è la stessa e chissà per quanto durerà. Forse però farebbe piacere un po' d'autunno, chissà...

 
 
 

Un governo da sballo

Post n°227 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Per alcuni lo sballo è riservato al sabato sera, per il governo tutti i giorni sono buoni. Le allucinazioni vanno dalle 80 euro in più a chi ha già uno stipendio, all'anticipazione della liquidazione a chi non l'ha proprio chiesta. Ma non sarà che i soldi vanno dati a chi proprio non ne ha, e non a chi ha già una collocazione? Questa pensata di Marchionne Renzi l'ha presa pari pari, senza riflettere perché la mente è annebbiata. L'unica lucidità ritorna nel momento di arraffare più soldi possibili dalle casse dello stato che i cittadini-muli continuano a riempire. Aspettate che la crisi passi, aspettate la ripresa. Peccato che forse non la vedremo in questo secolo, se mai ci sarà.

 
 
 

Ma cosa hanno da ridere?

Post n°226 pubblicato il 07 Settembre 2014 da giovannatilocca
Foto di giovannatilocca

Sembrano tutti sotto effetto di strane sostanze. Parlano a sproposito, fanno proposte e poi le negano, l'economia sprofonda e sono tutti sorridenti e felici. Ma che cosa sta succedendo? Ci vuole poi molto a decretare che il paese è in bancarotta e che non è più possibile predare emolumenti stratosferici o rubare soldi pubblici in ogni minimo appalto? Ci vuole poi tanto a permettere che ciascuno si campi mettendo a frutto le proprie competenze senza essere dissanguato dalle gabelle varie? Stiamo alla larga da questa gentaglia! Coltiviamo il nostro piccolo orto, sperando di passare inosservati, e si salvi chi può!

 
 
 
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