Creato da Phoenix_from_Mars il 03/04/2013

Dark side of Mars...

Nights on Mars...

 

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RACCONTAMI UNA STORIA - CAPITAN HARLOCK

Post n°38 pubblicato il 23 Aprile 2013 da Phoenix_from_Mars

Andromeda, anno 5013

Vago ormai da tempo innominabile in questa galassia, che con le sue stelle luminosissime e i suoi pianeti sconosciuti è stata da sempre la mia tentazione più grande. Non posso credere di essere qui, adesso, ad ammirare la luce strana e potente di corpi astrali che da ragazzo individuavo nel cielo delle notti serene, dalla finestra della mia camera, nella mia casa.

Casa. Che parola strana. nel tempo, nei secoli ha perso di significato, almeno per come me la ripropone la mia mente negli annacquati ricordi di un passato troppo lontano per poter rivestire un qualche significato, per me.

So solo che da anni, da secoli, e per quelli a venire, per quanto lunga sarà questa mia condanna a vagare nello spazio sconfinato, casa non sarà più quella che ricordo, che ogni tanto sogno. Casa è diventato questo tetto buio, trapunto di mille stelle, a volte di asteroidi vaganti o pianeti disabitati, nonostante la speranza faccia intravedere ancora un barlume debole della sua luce in me.

Quando ho abbandonato la Terra, dopo la catastrofe nucleare che ha ridotto in cenere il pianeta che ci aveva ospitato per secoli, a bordo di questa astronave, non pensavo minimamente che l'esperimento di cui ero stato, per così dire, la cavia umana, avrebbe dato i suoi frutti. E invece, mi sono trovato a vedere i miei compagni, uno dopo l'altro, abbandonarmi e morire, nonostante avessimo tutti avuto la medesima dose di quel farmaco che doveva garantirci una vita quasi eterna, e che, a quanto pare, ha trovato solo in me il gene recettivo che lo ha attivato, e nutrito, e custodito.

Così, eccomi qui, dopo un tempo che mi sembra dilatarsi all'infinito, e che ho consumato nell'attesa di trovare altri nell'universo, spingendomi sempre più lontano, dapprima sicuro, poi sempre un pò meno, che avrei trovato ad attendermi forme di vita evolute e migliori della nostra, che non aveva trovato di meglio da fare che autosterminarsi.

Poi la speranza ha ceduto il passo all'ansia, e alla disperazione, per poi tornare ancora a consolarmi, quando avevo trovato quel piccolo pianeta coperto per un quarto di acqua...ma disgraziatamente sempre troppo indietro nell'evoluzione perchè potessi illudermi...

Per quanto il farmaco mi abbia conservato esattamente nel mio aspetto esteriore di quarantenne di quando ho lasciato la Terra, i secoli che mi porto addosso mi divorano lentamente ma inesorabilmente. Ho già sperimentato che è inutile tentare di togliermi la vita, in quanto sono refrattario alle malattie, alle ferite, che si sanano autonomamente, persino agli avvelenamenti da qualsiasi tossina. Questa forma strana e perversa di vita che sono vuole vivere, e comincio a disperare di poter mai morire, un giorno, come i miei compagni, che almeno hanno conquistato quella pace benedetta che a me non sarà mai data, forse.

Accarezzo con una mano gli strumenti di bordo e dò un'occhiata distratta allo schermo del computer, che come sempre analizza l'atmosfera, la temperatura, e tutte le condizioni che mi direbbero se il pianeta che sto osservando è abitato o no.

In questo strano posto, composto di stelle con lo stesso nome, che si differenziano solo per l'aggiunta delle lettere dell'alfabeto greco, ci sono anche alcuni pianeti, di cui uno, Upsilon Andromedae, è il gemello del nostro Giove. E' questo che sto guardando, in un tripudio di colori dovuti ai suoi gas, e lo spettacolo è talmente suggestivo, che per un minuto i miei occhi leggono senza realmente vederli i dati sullo schermo.

Popolazione : 1.

Non riesco a crederci. resetto il sistema e gli faccio rianalizzare tutto, per ottenere, bianco sul nero dello schermo, sempre lo stesso dato.

Popolazione: 1.
Razza: sconosciuta.

Sento, nonostante tutti i tentativi di mantenermi calmo, il mio cuore fare le capriole.
Non resisto. Preparo l'attrezzatura, con gesti automatici imposto il pilota automatico per un atterraggio rapido, il più vicino possibile alla forma di vita rilevata.
Le mie mani tremano leggermente mentre infilo il casco e controllo scrupolosamente tutto.

Quando apro il portello del Voyager e mi ritrovo su questo suolo sconosciuto, pieno di crepe da cui esalano fumi bianchi come geyser, ma senza il loro calore, anzi, simili a ghiaccio fuso sul palco di un concerto, per un attimo penso a come sarebbe spettacolare in Tv questo mio atterraggio, così diverso da quello di Gagarin sulla Luna ormai secoli fa.

Mi preparo all'esplorazione, ho portato con me anche le armi, più per abitudine che per altro, in quanto se mi facessero fuori, forse oggi per me sarebbe una liberazione.

Inspiro forte l'ossigeno fornitomi dal respiratore nel casco, e mi guardo intorno, incerto sulla direzione da prendere.
In cerca della "Popolazione: 1. Razza: sconosciuta."

(to be continued)

Dedicated to Capitan Harlock ;)

 
 
 
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CASTLE OF GLASS

Venite, entrate, pure

nella mia inquietante dimora

dove l'oscurita è un'affascinante padrona

e vi guiderà, un salone dopo l'altro...

Ma attenti alle segrete

da dove occasionalmente

proviene qualche stridor di catene...

E qualcuno vi si è già perduto.

Phoenix*

 

 

Viaggiatore che ti soffermi a leggere...

Non stupirti delle contraddizioni

e dei bruschi cambi di direzione che troverai qui.

Questo è il mio mondo su Marte.

Guarda bene, tu che sei capace di andare oltre.

Fuoco e ghiaccio, mente e cuore, miele e veleno, sorriso e lacrime...

This is me.

Phoenix*

 

 

Sign by Danasoft - Get Your Sign

 

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SCRIGNO DELLE DOLCEZZE CHE MI AVETE REGALATO...

"Io so che la Fenice è nata per volare...in alto...non per camminare raso terra...ed è bella così."

"Buongiorno, Luce dei miei occhi!" 

"Sei il mio primo pensiero...ancora confondo realtà e sogno...scambio stelle per i tuoi occhi e terra bruna per i tuoi capelli...resto in attesa per sentirti respirarmi dentro...mi manchi."

"Ti ho dedicato plainsong!
....tu sei come la canzone.....
dolce.....delicata.......
una camminata a piedi nudi a riva...."

"Mi incanto ad osservare i tuoi occhi, mi parlano..."

"Amuleto prezioso della mia anima..."

"Eri bellissima ieri mentre arrossivi..."
"Se una vera Amica, una persona di cui ci si può fidare ad occhi chiusi."

"Tu sei un animo tenero e un cuore prezioso."

"Una persona come te è difficile che non trovi amici ovunque!"

"Ah, ma io intendevo divorarti, onore compreso :D"

"Sei un'anima speciale...è bellissimo starti vicino."

"Io so che ho a che fare con una persona che mi fa ridere,pensare,trepidare,stimolare..
Che mi fa venir voglia di accendere il pc per vedere se c'è.....basta questo.."

 

"Stupida..."
"Chi ti conosce non ti dimentica, e chi ti ha persa ti rivuole... perchè tu resti dentro."

 

 

 

 

"Hai uno sguardo bellissimo."
"Con te ho messo a nudo la mia anima...ed è stato bello."
"Ciao, Splendida Fenice di Fuoco!"
"La moglie ce l'hanno tutti, l'amante ormai è di moda, quello che è da nascondere e custodire è un'amica come te, un bene raro e prezioso."
"E il mio pensiero ti verrà a cercare, tutte le volte che ti sentirò distante, tutte le volte che ti vorrei parlare, per dirti che sei solo tu la cosa che per me è importante..."


 

"Nuova Luce di Luna
ti Accarezzi la Chioma
ti Culli nei Tuoi Sogni
ti Avvolga nella Tua Femminilità"

"E' uscito il sole..o sei uscita tu??"

"Non so come fai a creare questo senso di famiglia qui, ma ti adoro per questo..è la cosa che più mi piace di te."

"Ho pensato una cosa, domani ti lascio uno zainetto pieno di baci all'ingresso della stazione... Quando il treno passerà sopra il fiume, ricordati di raccoglierlo!
Mi raccomando, non consumarli tutti subito, portane qualcuno fino a Milano..."

"Sei una tosta dal cuore tenero tu..."

"Sono sulle mie montagne..sto ammirando l'incanto della natura...e quello della donna che sei"

"E' stato bello inciampare su di te :)"

"Il tuo castello lo definirei una reggia, aperta a poeti e animi sensibili, dove sempra impera la musica e i contributi artistici di ognuno spargono dolce l'olezzo delle buone sensazioni."

 "Tu cammini a due metri dal suolo e la tua presenza è taumaturgica per questa community spesso asfittica."

"Sei troppo forte, tu, sei imparagonabile, e non ti sto facendo un complimento!"

"Era un giorno qualsiasi quello nel quale hai dimenticata aperta la finestra della stanza e il "rombo" della mia yamahina ne ha attraversato lo spazio. Qui era una giornata simile alle altre in principio....fino a quando ti sei affacciata e mi hai sorriso. Non ho mai impennato, ma quel giorno credo di averlo fatto, perchè le gomme hanno divorato la linea immaginaria che nel frattempo il fumo tracciava tra le parole, raggiungendoti"
"...e quando le altre mi chiederanno...dirò: après Nicettà...rien est comparable."


 

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