Creato da Phoenix_from_Mars il 03/04/2013

Dark side of Mars...

Nights on Mars...

 

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RACCONTAMI UNA STORIA - CAPITAN HARLOCK

Post n°70 pubblicato il 06 Maggio 2013 da Phoenix_from_Mars

Per chi si fosse perso la prima parte della storia, può rileggerla qui.

 

 

Questo pianeta è semplicemente spettacolare, non paragonabile a nulla di ciò che ho mai visto nella mia lunga vita di esploratore.

I geyser bianchi ne ricoprono il suolo, ma non si elevano a un'altezza che mi impedisce la visuale, piuttosto non riesco a vedermi dalle ginocchia in giù, ma va bene, mi sembra di camminare sulle nuvole.
E tutto il resto...è immerso come in un bagno liquido di vernice scintillante dalla tonalità cremisi, simile a una gigantesca ferita stillante sangue.
Potrebbe ricordarmi Marte, se non fosse che il nostro pianeta rosso è gassoso...qui invece tutto ha una consistenza eterea ma reale, come se fosse palpabile, ma potesse svanire al semplice tocco di una mano.

Davanti a me una costruzione imponente e bellissima, rosso sul rosso; eppure si staglia sullo sfondo e risalta come se fosse a contrasto. Chiudo e riapro gli occhi, ben memore del pianeta-deserto dove ho avuto a che fare con le più incredibili illusioni ottiche che ricordi, ma la costruzione rimane lì, immobile, come se mi invitasse alla scoperta, come se fosse dotata di una volontà propria enorme e terribile, e cercasse di costringere la mia verso di lei.

Avanzo, e i miei passi senza rumore rimbombano nella mia testa, insieme al battito accelerato del mio cuore e al rombo del sangue che mi pulsa nelle tempie.
L'ignoto, come sempre mi affascina, il pericolo non lo temo. La morte sarebbe una liberazione per me, in questo momento. Non mi curo nemmeno di prendere in mano le armi, mentre avanzo verso l'ingresso della caverna, che mi inghiotte come una preda gustosa e a lungo ambita.

All'interno, nonostante ci sia solo un fioco chiarore di cui non riesco ad identificare l'origine, i miei occhi si abituano subito, riesco a distinguere le pareti, ricoperte di bellissimi ed intricati arabeschi, sempre rosso sul rosso ma che anche qui risaltano in un modo inspiegabile ai miei occhi, come se fossero dipinti a contrasto.

Avanzo, percorro un lungo corridoio che si apre su sale sempre uguali, ma niente. Nessun segno di vita, di nessuna specie. Mi sembra di aver perso la cognizione del tempo, di essere qui dentro da ore, giorni, non saprei dire. Mi sento la mente disorientata, e non è una sensazione piacevole.

Basta. Evidentemente il computer di bordo per una volta si è sbagliato, non c'è nessuno qui. Faccio per voltarmi e per tornare indietro, ma sono come bloccato in una sostanza vischiosa, come se fossi immerso nella melassa, non riesco a muovere un passo, e a dire la verità, non mi è molto chiara nemmeno la ragione per cui sono venuto qui, per cui ora desidero andarmene.

"Non aver paura. E' solo che non sei abituato alla mia presenza."

Mi giro di scatto, ma tutto è rimasto immobile, le sale sono deserte, il solito debole bagliore illumina le pitture sul muro, nient'altro. Ma il contatore che porto alla cintura si mette a ticchettare, rilevando una presenza. Mi guardo ancora intorno, non è possibile, io non vedo nulla.

"Apri i tuoi occhi, e allora potrai vedermi."

E' una voce eterea e allo stesso tempo reale, proveniente da ogni parte e da nessun luogo nello stesso tempo. I miei occhi sono aperti, penso, e nella mia mente si forma autonomamente la risposta: devi guardare con occhi "altri"...
E allora la vedo, delinearsi nella parete di fronte a me tra gli arabeschi, una creatura di luce e d'ombra, dello stesso rosso purpureo della parete, eppure anche lei a contrasto, spiccare con la sua forma aliena ma fin troppo simile alla mia, un accenno di sorriso sulle labbra rosso scuro, gli occhi della stessa tonalità di cremisi.
Il suo corpo perfetto è ricoperto degli stessi arabeschi della parete, come una seconda pelle, e dietro le spalle le spuntano due ali che, seppur ripiegate, la ammantano tutta, di una forma stranissima, che finiscono a forbice come quelle delle leggendarie fenici. Ha la statura di una bambina, e lunghi capelli sempre rosso scuro le scendono lisci e lucenti come seta sulle spalle, fino alla vita, intrecciandosi e confondendosi con le ali purpuree.

Avanza leggera verso di me, ma non la vedo camminare, è come se scivolasse sul pavimento della grotta. Un intenso profumo speziato mi riempie le narici, mi pervade, ottenebra i miei sensi.
Io rimango immobile, non sono capace di muovere un solo muscolo, finchè non ho quegli occhi stranissimi e luminescenti a poca distanza dai miei. Mi sono ingannato, evidentemente, la distanza mi ha fatto ritenere fosse piccola di statura, invece ho il suo sguardo dritto nel mio.

"Tu vuoi delle risposte, ma dovrai imparare che non ci sono risposte a tutto.
A volte le troverai dentro di te, a volte le troverai in qualcos'altro, a volte non le troverai affatto...l'importante è che tu non smetta mai di cercare."

Parla, e le sue labbra non si muovono, sono sempre atteggiate allo stesso sorriso, mentre mi scruta come se indagasse i recessi della mia anima. Sono ammaliato, preda di una qualche forma di ipnosi, non riesco a muovermi e nemmeno lo voglio. Prego solo che continui a parlare.

"Sono una Fenice. Gli uomini e le altre creature dello spazio hanno smesso da troppo tempo di credere in noi,così io sono l'ultima... e sono rimasta qui...in attesa di chi avesse davvero voluto trovarmi... 

Il tuo sogno è grande, e la tua audacia nel sognarlo sarà la forza che ti farà andare avanti, finchè non troverai quello che con tanta brama stai cercando.
Lunga è la strada che ti ha portato fino a qui, e altrettanto lunga e tortuosa la strada che ti porterà a lei, ma la troverai, se solo ascolterai il cuore, senza permettere che niente altro ti distolga dal tuo obiettivo.
Segui i sogni, loro conoscono la strada."

Sento che potrei perdermi per sempre in quello sguardo liquido e misterioso...

Ad un tratto mi risveglio di soprassalto nella cuccetta dell' "Arcadia".
Mi tiro su, sono confuso, non riesco a capire dove mi trovo.
Devo aver sognato, ma ho ancora la sensazione di irrealtà davanti allo sguardo della Fenice, al suo sorriso enigmatico, ai suoi occhi di rubino...
Finchè mi ricordo tutto...sono sempre solo, anche l'illusione di aver trovato vita in questo spazio troppo immenso per me è svanita. Sono destinato a rimanere l'unico viaggiatore di questa parte di universo.


Ad un certo punto, la serratura biometrica della porta scorrevole lampeggia, e si apre dopo un minuto.

Aurora avanza sorridendo verso di me, con una tazza del nostro ottimo caffè liofilizzato in mano.
Resto a bocca aperta, non riesco a credere ai miei occhi, lei è stata la prima a soccombere al virus che me l'ha portata via, mentre era tra le mie braccia, c'ero, me lo ricordo, che diamine sta succedendo?
Lei si avvicina, mi sfiora le labbra con un bacio e posa la tazza sulla scrivania, guardandomi con aria divertita.
"Perchè mi guardi come se fossi un fantasma?"
"Non è possibile...tu."
Allora lei viene a sedersi su di me, come faceva sempre , e appoggia il viso sulla mia spalla, e solo allora sento intenso nelle narici il profumo speziato che mai potrò dimenticare, e rivedo due occhi color rubino e un sorriso color porpora.

Forse, dopotutto, è vero che le Fenici sanno avverare i desideri.
Non voglio sapere come, quando, perchè. Non chiedo nulla in questo momento.
Mi perdo nel bacio di Aurora, nei suoi capelli dorati, nei suoi occhi blu e nel suo corpo fragrante come il pane appena sfornato.

E penso che ne è valsa la pena, andare in giro per milioni di galassie e per secoli, se alla fine, in qualche modo strano, inspiegabile e meraviglioso, ho trovato lei.

 

Dedicated to Capitan Harlock, alias Lo Scrittore Mascherato :*

 

 
 
 
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AREA PERSONALE

 

CASTLE OF GLASS

Venite, entrate, pure

nella mia inquietante dimora

dove l'oscurita è un'affascinante padrona

e vi guiderà, un salone dopo l'altro...

Ma attenti alle segrete

da dove occasionalmente

proviene qualche stridor di catene...

E qualcuno vi si è già perduto.

Phoenix*

 

 

Viaggiatore che ti soffermi a leggere...

Non stupirti delle contraddizioni

e dei bruschi cambi di direzione che troverai qui.

Questo è il mio mondo su Marte.

Guarda bene, tu che sei capace di andare oltre.

Fuoco e ghiaccio, mente e cuore, miele e veleno, sorriso e lacrime...

This is me.

Phoenix*

 

 

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SCRIGNO DELLE DOLCEZZE CHE MI AVETE REGALATO...

"Io so che la Fenice è nata per volare...in alto...non per camminare raso terra...ed è bella così."

"Buongiorno, Luce dei miei occhi!" 

"Sei il mio primo pensiero...ancora confondo realtà e sogno...scambio stelle per i tuoi occhi e terra bruna per i tuoi capelli...resto in attesa per sentirti respirarmi dentro...mi manchi."

"Ti ho dedicato plainsong!
....tu sei come la canzone.....
dolce.....delicata.......
una camminata a piedi nudi a riva...."

"Mi incanto ad osservare i tuoi occhi, mi parlano..."

"Amuleto prezioso della mia anima..."

"Eri bellissima ieri mentre arrossivi..."
"Se una vera Amica, una persona di cui ci si può fidare ad occhi chiusi."

"Tu sei un animo tenero e un cuore prezioso."

"Una persona come te è difficile che non trovi amici ovunque!"

"Ah, ma io intendevo divorarti, onore compreso :D"

"Sei un'anima speciale...è bellissimo starti vicino."

"Io so che ho a che fare con una persona che mi fa ridere,pensare,trepidare,stimolare..
Che mi fa venir voglia di accendere il pc per vedere se c'è.....basta questo.."

 

"Stupida..."
"Chi ti conosce non ti dimentica, e chi ti ha persa ti rivuole... perchè tu resti dentro."

 

 

 

 

"Hai uno sguardo bellissimo."
"Con te ho messo a nudo la mia anima...ed è stato bello."
"Ciao, Splendida Fenice di Fuoco!"
"La moglie ce l'hanno tutti, l'amante ormai è di moda, quello che è da nascondere e custodire è un'amica come te, un bene raro e prezioso."
"E il mio pensiero ti verrà a cercare, tutte le volte che ti sentirò distante, tutte le volte che ti vorrei parlare, per dirti che sei solo tu la cosa che per me è importante..."


 

"Nuova Luce di Luna
ti Accarezzi la Chioma
ti Culli nei Tuoi Sogni
ti Avvolga nella Tua Femminilità"

"E' uscito il sole..o sei uscita tu??"

"Non so come fai a creare questo senso di famiglia qui, ma ti adoro per questo..è la cosa che più mi piace di te."

"Ho pensato una cosa, domani ti lascio uno zainetto pieno di baci all'ingresso della stazione... Quando il treno passerà sopra il fiume, ricordati di raccoglierlo!
Mi raccomando, non consumarli tutti subito, portane qualcuno fino a Milano..."

"Sei una tosta dal cuore tenero tu..."

"Sono sulle mie montagne..sto ammirando l'incanto della natura...e quello della donna che sei"

"E' stato bello inciampare su di te :)"

"Il tuo castello lo definirei una reggia, aperta a poeti e animi sensibili, dove sempra impera la musica e i contributi artistici di ognuno spargono dolce l'olezzo delle buone sensazioni."

 "Tu cammini a due metri dal suolo e la tua presenza è taumaturgica per questa community spesso asfittica."

"Sei troppo forte, tu, sei imparagonabile, e non ti sto facendo un complimento!"

"Era un giorno qualsiasi quello nel quale hai dimenticata aperta la finestra della stanza e il "rombo" della mia yamahina ne ha attraversato lo spazio. Qui era una giornata simile alle altre in principio....fino a quando ti sei affacciata e mi hai sorriso. Non ho mai impennato, ma quel giorno credo di averlo fatto, perchè le gomme hanno divorato la linea immaginaria che nel frattempo il fumo tracciava tra le parole, raggiungendoti"
"...e quando le altre mi chiederanno...dirò: après Nicettà...rien est comparable."


 

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