Scrivo alla flebile luce di una candela, qui nella mia cabina buia e stranamente deserta, dove il silenzio sembra dovermi rompere i timpani da un momento all'altro . La mano mi trema ancora, ciò che ho visto, o meglio che non ho visto stamane mi ha impietrito lasciandomi solo questo tremore a segno della mia vitalità . Ridestatomi dal sonno insolitamente dal sole già alto sull'orizzonte, ho trovato lo stesso identico, opprimente e terrificante silenzio . Precipitatomi sul ponte ho trovato solo la desolazione di un ambiente inspiegabilmente deserto ... nessuno, non v'era più anima viva . Ho cercato mia moglie Helene con ardore e frenesia, l'ho cercata in ogni dove ... dal ponte inferiore alla stiva e poi in mare a occhio nudo contro il sole accecante e dopo usando il cannocchiale . Niente, nessuna traccia di lei come dell'equipaggio . Matthew e Xander i miei ufficiali ... scomparsi nel nulla e con loro anche Louis il timoniere, Andrew il cambusiere, Marcus, Philip, Dirk e Francis i marinai ... tutti . Ogni cosa, ogni oggetto, ogni meledetto granello di polvere sembra essere rimasto al proprio posto, tutto quanto tranne gli esseri umani, le nove anime che mi accompagnavano in questa traversata loro no, loro sono svanite come gocce di rugiada evaporate al sole del mattino . Ho trascorso le ultime 13 ore fra ricerche inutili e disperate, pensieri spesso sconnessi e dettati dalla paura e adesso nel buio e nel freddo di questa cabina ancora mi chiedo cosa mai sia accaduto, dove possa essere adesso la mia amata compagna ... i miei amici . Cosa è stato di loro e cosa sarà di me, perso nel grande blu, su una nave alla deriva che da solo non posso governare . Ho ammainato tutte le vele nei pochi momenti di lucidità che il buon Dio ha voluto lasciarmi prima che a causa dei forti venti di oggi, la Lady Helene disalberasse . Fortunatamente anche la bussola sembra essere stata risparmiata da questa assurda maledizione, funziona e grazie ad essa ho rivolto la prua spinta dalle correnti a est sperando e pregando di toccare terra quanto prima . Non posso sperare nell'Inghilterra, tanta fortuna non mi sarà concessa, prego almeno, se mi sarà concesso di sopravvivere di toccare le coste portoghesi e chiedere asilo, per poi tornare in patria ed iniziare le ricerche del mio equipaggio, di mia moglie ... oh Signore aiutami, la sua mancanza, il pensiero di una perdita tanto repentina, inaspettata e misteriosa mi logora il corpo e l'anima in un modo che dubito riuscirò a sopportare . Rannicchiato su questa sedia e avvolto da una coperta di lana sento di non avere il coraggio di uscire sul ponte, ma sento gli occhi chiudersi, la stanchezza e il sonno stanno per sopraffarmi ... lo spero, ho disperato bisogno di dormire e di riordinare le idee .
Atlantico meridionale - A.D. 1806 , 4 Settembre
Scrivo alla flebile luce di una candela, qui nella mia cabina buia e stranamente deserta, dove il silenzio sembra dovermi rompere i timpani da un momento all'altro . La mano mi trema ancora, ciò che ho visto, o meglio che non ho visto stamane mi ha impietrito lasciandomi solo questo tremore a segno della mia vitalità . Ridestatomi dal sonno insolitamente dal sole già alto sull'orizzonte, ho trovato lo stesso identico, opprimente e terrificante silenzio . Precipitatomi sul ponte ho trovato solo la desolazione di un ambiente inspiegabilmente deserto ... nessuno, non v'era più anima viva . Ho cercato mia moglie Helene con ardore e frenesia, l'ho cercata in ogni dove ... dal ponte inferiore alla stiva e poi in mare a occhio nudo contro il sole accecante e dopo usando il cannocchiale . Niente, nessuna traccia di lei come dell'equipaggio . Matthew e Xander i miei ufficiali ... scomparsi nel nulla e con loro anche Louis il timoniere, Andrew il cambusiere, Marcus, Philip, Dirk e Francis i marinai ... tutti . Ogni cosa, ogni oggetto, ogni meledetto granello di polvere sembra essere rimasto al proprio posto, tutto quanto tranne gli esseri umani, le nove anime che mi accompagnavano in questa traversata loro no, loro sono svanite come gocce di rugiada evaporate al sole del mattino . Ho trascorso le ultime 13 ore fra ricerche inutili e disperate, pensieri spesso sconnessi e dettati dalla paura e adesso nel buio e nel freddo di questa cabina ancora mi chiedo cosa mai sia accaduto, dove possa essere adesso la mia amata compagna ... i miei amici . Cosa è stato di loro e cosa sarà di me, perso nel grande blu, su una nave alla deriva che da solo non posso governare . Ho ammainato tutte le vele nei pochi momenti di lucidità che il buon Dio ha voluto lasciarmi prima che a causa dei forti venti di oggi, la Lady Helene disalberasse . Fortunatamente anche la bussola sembra essere stata risparmiata da questa assurda maledizione, funziona e grazie ad essa ho rivolto la prua spinta dalle correnti a est sperando e pregando di toccare terra quanto prima . Non posso sperare nell'Inghilterra, tanta fortuna non mi sarà concessa, prego almeno, se mi sarà concesso di sopravvivere di toccare le coste portoghesi e chiedere asilo, per poi tornare in patria ed iniziare le ricerche del mio equipaggio, di mia moglie ... oh Signore aiutami, la sua mancanza, il pensiero di una perdita tanto repentina, inaspettata e misteriosa mi logora il corpo e l'anima in un modo che dubito riuscirò a sopportare . Rannicchiato su questa sedia e avvolto da una coperta di lana sento di non avere il coraggio di uscire sul ponte, ma sento gli occhi chiudersi, la stanchezza e il sonno stanno per sopraffarmi ... lo spero, ho disperato bisogno di dormire e di riordinare le idee .