Novembre, devo tornare indietro alla primavera appena trascorsa, quella telefonata nella bruma torinese. Andare a Roma, fuggire dalla nebbia, il sogno di tutti i figli del sud. Direttore di un istituto scolastico privato, anche se non avessi saputo che si trattava di una delle più prestigiose istituzioni scolastiche, avrei comuque scelto di andare. Mai estate fù così lunga, mi sembrava di tornare indietro negli anni, quando giovane ufficiale di marina, sentivo la smania di partire, la voglia di scoprire cosa mi nascondeva l'orizzonte. Fine agosto, arrivo sul famoso raccordo romano, per mia fortuna non vedo traccia del traffico capitolino, in meno di un ora sono a destinazione. Un cancello che sembra più l'ingresso di una lussuosa magione. Mi apre una figura che sembra venire da un'altra epoca. Saprò in seguito che si tratta del custode, mi indica la via per un box dove campeggia la scritta "riservato direttore", si, sono stato chiamato per questo, dovro sostituire il vecchio direttore ormai prossimo alla pensione. Strano, ho pensato, non hanno già personale pronto in questo istituto? Forse vogliono solo una boccata di aria nuova. Eccomi, l'incontro con il vecchio direttore, anche lui sembra uscito da un vecchio film muto, mi squadra da capo a piedi, non ha bisogno di parlare, si vede, disaprova in toto quello che ha davanti. Credo che non sopporti l'idea che uno giovane possa dirigere un istituto femminile, si, si tratta di questo, è un istituto prettamente femminile. Quelle istituzioni dove, le studentesse indossano ancora la divisa.
IL CAMBIAMENTO
Novembre, devo tornare indietro alla primavera appena trascorsa, quella telefonata nella bruma torinese. Andare a Roma, fuggire dalla nebbia, il sogno di tutti i figli del sud. Direttore di un istituto scolastico privato, anche se non avessi saputo che si trattava di una delle più prestigiose istituzioni scolastiche, avrei comuque scelto di andare. Mai estate fù così lunga, mi sembrava di tornare indietro negli anni, quando giovane ufficiale di marina, sentivo la smania di partire, la voglia di scoprire cosa mi nascondeva l'orizzonte. Fine agosto, arrivo sul famoso raccordo romano, per mia fortuna non vedo traccia del traffico capitolino, in meno di un ora sono a destinazione. Un cancello che sembra più l'ingresso di una lussuosa magione. Mi apre una figura che sembra venire da un'altra epoca. Saprò in seguito che si tratta del custode, mi indica la via per un box dove campeggia la scritta "riservato direttore", si, sono stato chiamato per questo, dovro sostituire il vecchio direttore ormai prossimo alla pensione. Strano, ho pensato, non hanno già personale pronto in questo istituto? Forse vogliono solo una boccata di aria nuova. Eccomi, l'incontro con il vecchio direttore, anche lui sembra uscito da un vecchio film muto, mi squadra da capo a piedi, non ha bisogno di parlare, si vede, disaprova in toto quello che ha davanti. Credo che non sopporti l'idea che uno giovane possa dirigere un istituto femminile, si, si tratta di questo, è un istituto prettamente femminile. Quelle istituzioni dove, le studentesse indossano ancora la divisa.