I MIEI RACCONTI

caffè


Come ho detto, fortunatamente avevo indossato dei calzoncini, altrimenti la mia erezione sarebbe stata visibilissima. Si muove veloce e precisa. In men che non si dica, la cucina si riempie dell'aroma del caffè. Mi porta il caffè al tavolo, non può sapere che lo bevo amaro, quindi, accompagna alla tazzina il cuchiaino e lo zucchero. Cercando di sembrare quanto più disinvolto possibile, dico prendendo il cuchiaino, che non sarebbe servito. "Accidentalmente", mentre mi sollevo dalla sedia per riporlo, mi sfuge di mano. Mi piego per raccoglierlo, voglio vedere se mi è possibile dare un occhiata più approfondita alla sua intimità. Nel piegarmi, con la coda dell'occhio, colgo un movimento, sembra si stia sistemando sulla sedia. Ha forse intuito le mie intenzioni? Se così fosse, la troverò con le cosce chiuse. No, non ha le cosce chiuse, avevo ragione, indossa un perizome di tulle, bianco e trasparente come l'acqua del mare che la vede bagnarsi tutti i giorni. In una sola occhiata, scorgo il triangolo dei pelo pubico che in netto contrasto con il bianco del suo intimo mi fà, più che vedere intuire. Mi alzo per mettere il cucchiaino nel lavello. Mi sento come un bambino sorpreso a rubbare la marmellata. Incontro il suo sguardo, sorride, quasi volesse dirmi "cosa devo fare ancora?" Il continuo gioco della seduzione. Chi ha detto che l'uomo è un cacciatore? Non saprei, so per certo che l'uomo, anche il più intraprendente, quando si tratta di donna, è una preda.