Il sesso, comunione di corpi e di anime. Momento di totale abbandono, in quei momenti senti di essere completo, non vuoi il piacere, ti basta darlo. Vuoi ritardare il tuo per colmare l’altro di piacere, vuoi sentirla piangere di gioia, vuoi vedere i suoi occhi spalancarsi restando ciechi. Sfiori la sua pelle con le dita, senti i brividi che corrono lungo le sue membra. Ti estranei, quasi non partecipi, troppo preso dal suo piacere, alterni movimenti leggeri a stoccate profonde. Non sa mai cosa aspettarsi, si contorce, cerca di sfuggirmi, no, la tengo li inchiodata a me. Cerca di tirarmi verso di lei, le prendo i polsi, blocco le sue mani dietro la schiena, le tengo con una mano sola, l’altra libera ti toccare, frugare, graffiare. Le sue cosce tremano, sento che l’orgasmo, quello potente, squassante, la sta raggiungendo, spingo fino in fondo, una, due, tre volte. Libero le sue mani, si avvinghia a me con le braccia, le sue gambe si intrecciano dietro la mia schiena. Un animale grottesco, semivestiti, sudati, avvinghiati. Gode per un tempo che a me sembra lungo, lei mi dice che per lei è stato come l’eternità, mi guarda con occhi languidi, ti prego mi dice, godi anche tu. Vuole sentire il mio piacere, vuole anche lei dare piacere. Sottile confine della dominazione chi lega chi? Fin ora ho avuto la forza di resisterle, ma ora? No, non è giusto negare a lei questa soddisfazione. Deve godere anche lei del piacere che riesce a darmi. Aumento il ritmo. Lei lecca il mio collo, il mio petto. Scaliamo insieme la cima del piacere, sentendo me anche lei si abbandona ad un altro orgasmo. Avvinghiati rotoliamo giù dalla scrivania. Il tappeto sul duro pavimento sembra una nuvola soffice. Rimaniamo li, uniti, stravolti dal piacere, le bocche unite in un bacio infinito. Sciolgo le sue mani dall’abbraccio con il quale mi lega, la sua testa si poggia sulla mia spalla, accarezzo i suoi capelli. Dorme, la donna si è trasformata in femmina, poi nuovamente in donna ed ora è una bambina indifesa che dorme sul mio petto.
divorzio 7
Il sesso, comunione di corpi e di anime. Momento di totale abbandono, in quei momenti senti di essere completo, non vuoi il piacere, ti basta darlo. Vuoi ritardare il tuo per colmare l’altro di piacere, vuoi sentirla piangere di gioia, vuoi vedere i suoi occhi spalancarsi restando ciechi. Sfiori la sua pelle con le dita, senti i brividi che corrono lungo le sue membra. Ti estranei, quasi non partecipi, troppo preso dal suo piacere, alterni movimenti leggeri a stoccate profonde. Non sa mai cosa aspettarsi, si contorce, cerca di sfuggirmi, no, la tengo li inchiodata a me. Cerca di tirarmi verso di lei, le prendo i polsi, blocco le sue mani dietro la schiena, le tengo con una mano sola, l’altra libera ti toccare, frugare, graffiare. Le sue cosce tremano, sento che l’orgasmo, quello potente, squassante, la sta raggiungendo, spingo fino in fondo, una, due, tre volte. Libero le sue mani, si avvinghia a me con le braccia, le sue gambe si intrecciano dietro la mia schiena. Un animale grottesco, semivestiti, sudati, avvinghiati. Gode per un tempo che a me sembra lungo, lei mi dice che per lei è stato come l’eternità, mi guarda con occhi languidi, ti prego mi dice, godi anche tu. Vuole sentire il mio piacere, vuole anche lei dare piacere. Sottile confine della dominazione chi lega chi? Fin ora ho avuto la forza di resisterle, ma ora? No, non è giusto negare a lei questa soddisfazione. Deve godere anche lei del piacere che riesce a darmi. Aumento il ritmo. Lei lecca il mio collo, il mio petto. Scaliamo insieme la cima del piacere, sentendo me anche lei si abbandona ad un altro orgasmo. Avvinghiati rotoliamo giù dalla scrivania. Il tappeto sul duro pavimento sembra una nuvola soffice. Rimaniamo li, uniti, stravolti dal piacere, le bocche unite in un bacio infinito. Sciolgo le sue mani dall’abbraccio con il quale mi lega, la sua testa si poggia sulla mia spalla, accarezzo i suoi capelli. Dorme, la donna si è trasformata in femmina, poi nuovamente in donna ed ora è una bambina indifesa che dorme sul mio petto.