Der Steppenwolf

fatui sragionamenti lucidi

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

AREA PERSONALE

 

ULTIME VISITE AL BLOG

ixtlannFLORESDEUSTADsparusolaaquilablu80simona_77rmtempestadamore_1967rosy.zappaamabed_2016finsanedaunfiorefra270lisa.dagli_occhi_blucromobusinessPrimosirecostel93f
 

ULTIMI COMMENTI

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

Messaggi di Aprile 2021

Paolo Nori - Bassotuba non c'è

Post n°269 pubblicato il 30 Aprile 2021 da ixtlann

"Non so, io e Bassotuba non ci siamo mai capiti, ho l'impressione. Io, perlomeno, le cose che mi diceva non le capivo. Per esempio torno a casa tutto contento con un cd nuovo, John Mayall, jazz blues fusion. Lo metto su e mi dico Senti questa musica come vien dentro bene, nella mia vita. E comincio a muovermi e non posso evitarlo, sto quasi ballando. E più va avanti il disco, più dico Sì, sì, proprio così... Sbuca Bassotuba dalla cucina, dice Bellissimo. Puoi abbassare un pochino?"

 

Sembra che l'autore voglia scrivere un libro autobiografico, convinto di essere interessante di avere cose interessanti da raccontare, di sapere come raccontarci la sua vita interessante, e invece, fondamentalmente  annoia!

 

"...tenere tutto dentro, non si può. Che come ci sono dei pensieri talmente ossessivi che se restano nella testa ti possono fare impazzire, così ci sono dei sentimenti talmente strazianti che se li tieni dentro ti si apre la pancia."

 

Il nostro protagonista, Learco Ferrari, è un aspirante scrittore, "esperto" di russo, abilità che lo aiuta a vivere, ma non sufficientemente tanto che deve anche fare ol  magazziniere precario, è anche trombettista nel gruppo dei Bogoncelli, ma non suona molto. Teoricamente uno qualunque, o almeno è quello  per cui si vuole spacciare, ma al contempo si immagina di essere una grande promessa, che la sa lunga, e che un giorno si realizzerò. Pensiero probabilmente non condiviso da altri tantomeno dalla sua ragazza,  Bassotuba, da cui è stato appena lasciato da, andandosene con un sociologo allievo di Vattimo. 

 

"Poi ha telefonato un sociologo allievo di Vattimo. E via. Finita. Addio, mi ha detto. Era lì sulla porta, tutta vestita di nero, mi ha guardato e mi ha detto: Addio. Poi ha aspettato che dicessi qualcosa. Io non ho detto niente. Allora è andata. Avevo tante cose da dire, che le frasi è come se si fossero accavallate una sull'altra. Erano troppe."

 

Il romanzo vuol darsi un tono popolare, di tendenza, di quella classe di artisti un  po'trash, un trascurata, ma che sa di valere (senza nessuna prova se non il proprio giudizio) e questo fa si che assumano atteggiamenti un snob, un superiori, come di chi la sa lunga, da 'io sono uno scrittore contemporaneo', e quindi puo permettersi di scrivere come vuole, anche se cio dovesse essere scadente, senza valore, noioso!  Quindi cade spesso nell'uso uno slang eccessivo, a tratti falso. Una lingua personale che non è italiano ne un dialetto, solo una posa!

 

"Io faccio un lavoro che solo parlarne, mi fa stare male. E anche quel lavoro lì, se lo possiamo chiamare lavoro, a volte non basta per sbarcare il lunario. Adesso, per arrotondare, mi son messo a fare il magazziniere. Due ore al giorno."

 

Si da l'aria di quelli che vivono alla giornata, 'sulla strada' probabilmente senza sapere esattamente cosa ciò significhi! (chissà se poi ha mai letto Kerouac.)

 

"Ogni tanto, a leggere i poeti veri, mi veniva il dubbio che le mie poesie facessero schifo. Ma poi pensavo Be', anche se fan schifo, son pieno di donne, chissenefrega."

 

Infarcito di errori grammaticali che dovrebbero esprimere il disgusto per le regole, un voler sembrare superficiali, (ben consci della propria profondità) e che  dovrebbe impressionare il  lettore che per contro, dovrebbe avvertire le vertiginose altezze a cui si avvicina! Tutto ciò rende lo scritto falso, finto, assolutamente lontano dalla strada sulla quale ci voleva condurre, non è un romanzo alternativo che parli di personaggi alternativi e che rispecchi una vita (quella dell'autore) alternativa.

 

"lamentata la mancanza di una vera e propria struttura narrativa, sottolineata l'eccessiva propensione dell'autore per uno sterile e confuso autobiografismo"

 

Si permette di giudicare perche lui è uno 'scrittore' e magari si trova anche spiritoso ma non c'é niente, un grande vuoto, forse conoscerete anche qualcuno  che si crede/si atteggia da artista ma che non alla fin fine ha niente da dire ne le capacità di dire, non si possono neanche biasimare, li compatiamo e facciamo finta di niente.

"Se valgo o no, io non lo so. Ma meno male che ci sono meno male che ci sono meno male che ci sono. "

 

Fortunatamente il libro è breve, e comunque ho faticato un po' per arrivare alla fine!

Nei momenti migliori mi ha suscitato qualche pallido sorriso, ma forse il sorriso era già dentro di me.

Niente, per il resto solo un senso di vuoto!

Non lo  consiglierei

 

"Comunque, voi scrittori giovani, sarete anche famosi, ma state attenti. State attenti, voi scrittori giovani, che essere troppo giovani può essere un rischio, non so se mi spiego. Può essere un rischio che se cercate di essere giovani, dopo vi può succedere di essere solo moderni. State attenti a non essere troppo moderni, se mi posso permettere di darvi un consiglio, scrittori giovani. Che Šukšin, non era mica moderno. Che anche se siete famosi, delle cose come Šukšin non le ancora lette, scritte da voi, anche se siete famosi. Delle cose come Il'f e Petrov non le avete ancora scritte, voi, anche se siete famosi e vi date le arie."

 

 

 
 
 

Nick Cave - E l'asina vide l'angelo

Post n°268 pubblicato il 29 Aprile 2021 da ixtlann
 

"Gli ho fatto una carezza leggera sul collo. Il manto grigio era bagnato e caldo. Ho pronunciato il suo nome sottovoce - «Mulo» - e lui ha aperto un occhio impaurito e mi ha guardato: e l'asino vide l'angelo, occhio nell'occhio, e lo sguardo è durato a lungo. Adagio e, sì, come per miracolo, il mulo si è rimesso in piedi. Dalle zampe posteriori gli scendevano rivoletti di sangue."

"Alcune case accolsero la Follia come inquilina."

 

Stati Uniti del Sud, metà del secolo scorso. Nell'isolata valle di Ukulore vive una comunità agricola integralista di fanatici religiosi, che innalza una ragazzina a figlia di Dio e la cui cieca devozione sembra attirare le ire e i castighi di un Dio offeso e crudele.

 

"E i corvi? Volano ancora, volteggiano ancora, solo più vicino; ancora più vicino; sempre più vicino a me. Sono furbi, questi uccelli della morte. Mi seguono da tutta la vita. Solo adesso riesco ad attirarli. Con gli occhi."

 

Ai margini della loro cittadina, isolata tra i fumi delle paludi e le sterminate piantagioni di canna da zucchero, viene al mondo già combattendo per la vita, Euchrid Eucrow,  ragazzino muto, figlio di una vedova alcolizzata al di sopra di quanto sia immaginabile e di un padre terribile e violento, allucinato cacciatore di ratti e serpenti. Il ragazzo vive  e cresce e che vive tra due realtà, un mondo suo, una realtà in cui si rifugia ogni qual volta la realtà che lo circonda lo spinge  fuggire, reietto inseguito e perseguito da chiunque ci abbia a che fare condannandolo a una solitudine mistica. 

 

"La pelle delle sue braccia era perfetta, tranne nei punti dove si infilzava gli aghi per fiaccare le ossa fragili e svigorire le membra, per far dondolare quel corpo celestiale, avanti e indietro, nella pelle setosa scossa dai brividi. La veste sottile era tesa su tutta la vita languida racchiusa al suo interno."

 

Sarà proprio Euchrid, il reietto, il diverso, che dalla sua baracca muoverà una guerra solitaria contro la setta degli ukuliti, misteriosamente ispirato da un angelo e dall'apparizione di Beth, la bambina santa. E questa 'lotta' è il vero fulcro della vicenda, una lotta contro un la divinizzazione della bambina, lotta che inevitabilmente sfocerà in sanguinosa e terribile tragedia!

 

"Fu in una sera umida e spettrale che Rebecca Swift, la moglie di Sardus, una donna giovane sempre immersa nei suoi pensieri, si sentì bussare nella testa - stavolta il rumore era troppo forte per ignorarlo - e con il cuore e le piccole mani che tremavano tirò indietro il grosso chiavistello nero, aprì uno spiraglio e fece entrare l'inquilina"

 

Nick Cave si conferma un artista a tutto tondo, mantenendo il suo stile oscuro, caccia fuori una prosa a tratti estremamente poetica, lirica, sembra che ci stia cantando una delle sue canzoni, già, spesso si ha l'impressione di leggero il testo di un suo poema, con atmosfere grottesche, terribili, un una luce scarna, lunare, sicuramente dark, un pugno nello stomaco che spesso lascia senza fiato, che ci mostra una provincia americana assolutamente incredibile, ma altrettanto vera, forse il lato oscuro di cui tutti abbiamo avuto assaggi dal cinema e dalla letteratura.

" fratello morto, in una pozza di liquore, sul sedile posteriore di un rottame bruciato, in cima a una collina di spazzatura: e questa era solo la mano iniziale, un semplice assaggio di quello che il destino aveva in serbo per me."


Libro che giustamente è diventato di culto, non è consigliabile a tutti, la sua durezza può far male, ma per contro assolutamente consigliato per la sua grandezza!

 

"Esausto e col fiatone, sono rimasto lì sdraiato a pensare, sissignore, pensavo alla buonanima di mio fratello nella cassetta accanto, pensavo a come cavolo poteva arrivare in Paradiso se per liberarsi stava facendo anche solo metà della fatica che facevo io. Ma in quella prima, grande, futile e in fin dei conti nefasta battaglia ero riuscito a tirare fuori un braccino, e con una nocca non più grande di una larva ho composto un messaggio, usando un linguaggio in codice fatto di colpetti, bussatine e pause che io e mio fratello avevamo inventato mentre nuotavamo nella corrente gorgogliante del grembo materno. Non--Dimenticare--Tuo--Fratello--Risp Ma lui non ha risposto."

 

 

 
 
 

Heinrich von Kleist - Michael Kohlhaas

Post n°267 pubblicato il 28 Aprile 2021 da ixtlann

In breve: se non avesse esagerato in una delle sue virtù, il mondo avrebbe dovuto benedire la sua memoria. Ma il suo senso di giustizia lo rese un bandito e un assassino.

 

Forse non tutti sanno che si deve a questo giovane scrittore tedesco l'introduzione della cronaca nera nei giornali, che una volta pubblicavano solo la cronaca rosa! E fu proprio la cronaca nera a far si che i giornali si vendessero sempre più e che diventassero quotidiani!

Ed è forse questo amore per il giornalismo che induce l'autore ad usare uno stile secco, povero, quasi da cronaca giornalista, in cui si elencano con precisione i fatti, cercando di essere obbiettivi  tralasciando i giudizi soggettivi.

 

Verso la metà del sedicesimo secolo, sulle rive del fiume Havel, viveva un mercante di cavalli, chiamato Michael Kohlhaas. Figlio di un maestro elementare, fu uno degli uomini più onesti e nello stesso tempo più terribili del suo tempo.

 

Ambientato nella Germania del XVI sec., questo racconto lungo, circa un centinaio di pagine, ci narra le vicende di Michael Kohlhaas, un onesto mercante di cavalli, che subisce un grave sopruso da parte di un nobile che il sistema giudiziario non ha voluto sanzionare.  Questo accende in lui un'inestinguibile sete di giustizia e di vendetta e provocato una ribellione violenta tanto da trasformare un uomo pacato corretto in un brigante vendicativo, con una banda capace di infestare tutta la regione. In un primo momento le sue  la sua spedizione punitiva mira a riavere il maltolto, ma invece di ristabilire la giustizia, getta progressivamente se stesso e il territorio in un caos spaventoso, mettendosi a capo di una masnada di rivoltosi, di cui in seguito perde anche il controllo! Il racconto segue tutto il percorso seguito da Kolhaas attraverso i vari gradi della giustizia,  accompagnato da un consenso popolare,  ma anche da una serie di lutti e di devastazioni che si concluderanno solo con la pubblica esecuzione e morte dell'eroe.

 

Avrebbe dovuto davvero accettare la proposta che gli era stata fatta al confine da parte del barone von Stein e consegnare il foglio, che a lui ormai non serviva più, al principe Elettore di Sassonia, in cambio della libertà e della vita. Kohlhaas, esultante per via del potere che gli era dato di ferire a morte il tallone del suo nemico nel momento in cui ne veniva calpestato, rispose: «Per niente al mondo, nonnetta; assolutamente no!»,

 

 

 
 
 

Elizabeth Von Arnim - Un incantevole aprile

Post n°266 pubblicato il 03 Aprile 2021 da ixtlann
 

 

 

 

"Elizabeth comincia a scrivere Un incantevole aprile subito dopo aver finito Vera, mentre è in vacanza in Italia. Il castello medievale del romanzo si ispira a quello reale di Portofino, affittato dall'autrice insieme ad alcuni amici nel mese di aprile del 1921. Le descrizioni poetiche del luogo finirono per renderlo una meta ambita dai viaggiatori amanti della letteratura, tanto che, quando Vita Sackville-West vi portò la cognata a trascorrere la convalescenza"

 

In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs. Lotty Wilkins, e Mrs. Rose Arbuthnot. La prima descritta come una donnetta anonima, scialba, invisibile nell'aspetto quanto nel carattere. Moglie di un avvocato rigido come uno stoccafisso: Mr. Wilkins, che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto».

 

"nessuno le prestava attenzione. Nessuno la ascoltava. Nessuno si accorgeva di lei. Era il tipo di persona che ai ricevimenti non si nota. I suoi vestiti, infestati dalla parsimonia, la rendevano invisibile; il suo viso non era attraente, eppoi era timida e conversava di malavoglia. Se gli abiti, la faccia e la conversazione di una persona passano inosservati, pensava, che cosa rimane della propria presenza a una festa? Inoltre era sempre insieme a Wilkins, uomo perfettamente rasato e di bell'aspetto, la cui sola presenza dava prestigio ai ricevimenti."

 

L'altra, Mrs. Rose Arbuthnot, é donna riservata,  spenta. Anche arenata in un matrimonio sconfortante. Ha cercato di superare il dolore per la perdita dell'amore dandosi alla religione e all'aiuto dei bisognosi illudendosi di trovare la felicità in questa dedizione, visto che  la sua vita eè sempre più priva di piacevoli emozioni, mentre il marito (scrittore di biografie delle amanti dei re, cosa assolutamente sconveniente rispetto alla vita che rose ha scelto)  conduce una vita sua. Rose è  ordinata, cauta, riflessiva e infelice,  non sa più lasciarsi andare sue emozioni, anzi forse le teme.

"a lui, invece, fin dall'inizio era pesata la sua religiosità, poi se ne era semplicemente stancato e l'aveva lasciata allontanarsi, aveva rinunciato a lei."

 

Le due  decidono di rispondere a un annuncio per l'affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile.

A loro si uniscono Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza esagerata, tale da ispirare amore e desiderio su tutti gli uomini che entrano nella sua orbita, stancandola, costringendola a fuggire dal suo mondo in cerca di pace di solitudine di una vita che non la assilli.

 

"Si rese subito conto che si abbigliavano in modo noioso, senza tuttavia pensarlo consapevolmente, poiché stava vivendo un momento di violento rifiuto dei bei vestiti e della schiavitù che imponevano. Nella sua esperienza, infatti, indossare un bell'abito significava non avere più un momento di pace finché l'abito stesso non era stato dappertutto e si era fatto vedere dal maggior numero di persone possibile. Non si andava a una festa con un vestito: era lui che ti ci portava, ed era sbagliato pensare che una donna vestita con vera eleganza potesse consumare i vestiti, poiché erano questi ultimi che consumavano colei che li indossava, trascinandola in giro a qualsiasi ora del giorno e della notte."

 

E in ultimo  Mrs Fisher, probabilmente la più antipatica, anziana signora rigida e vittoriana, moralista e snob che vive nei ricordi di rapporti con personaggi illustri e di amori mai vissuti. Arrogante e presuntuosa vuole sempre essere colei che decide e richiede un rispetto che non si merita.

 

"Mrs. Fisher era sconvolta. Vi erano molte cose che detestava, e una di queste era che gli anziani immaginassero di sentirsi giovani e si comportassero di conseguenza. Naturalmente lo immaginavano soltanto, ingannandosi; ma com'erano deplorevoli i risultati. Lei invece era invecchiata come era giusto invecchiare, con fermezza e risoluzione. Nessuna interruzione, nessuna tardiva euforia, né ritorni spasmodici. Che umiliazione se adesso, dopo tutti questi anni, si fosse illusa in una sorta di sconveniente evasione".

 

Le quattro donne, che in realtà non si conoscono, e che si sono unite solo per condividere le spese per il soggiorno, si lasciano alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra e si regalano  un mese di vacanza in Italia, senza sapere esattamente cosa le aspetterà.

E in Italia succede il miracolo, il calore della primavera italiana e la bellezza straordinaria del  luogo, i magici profumi che le avvolgono con le splendide fioritura di glicini,  narcisi  e dei tanti fiori che ad aprile riempiono il giardino le  aiuteranno  a mettersi a nudo, a ritrovare se stesse, ad apprezzarsi, e come farfalle che escono dal bozzolo, a turno, sbocceranno a nuova vita, ringiovanendo,  riscoprendo l'amore e l'amicizia, lascandosi andare alla speranza e a nuovi sogni. Ed è proprio la insignificante Lotty, che subirà maggiormente e prima di tutte questa trasformazione, diventando perno eleva per il resto del gruppo.

 

 "A casa ero una tremenda taccagna, contavo e misuravo qualsiasi cosa, ero ossessionata dalla giustizia, come se fosse importante, come se fosse qualcosa di diverso dalla vendetta. Invece l'unica cosa buona è l'amore. A casa amavo Mellersh solo se ricevevo amore da lui, e lo ripagavo in uguale misura, con esattezza assoluta. Pensa un po'. Poiché lui non mi amava, io non lo amavo. Quanto era arida la nostra casa, arida...». Stupita da quelle parole, Rose rimase in silenzio. Uno degli strani effetti che San Salvatore aveva sulla sua amica in rapida evoluzione era proprio l'uso disinibito di parole forti che a Hampstead non aveva mai usato "

Un romanzo delizioso, leggero, eppure mai banale, che scava nei personaggi e nei difetti di tutti, nelle apparenze e noi trucchi che ognuno usa per sopravvivere, e porta a galla ciò che più abbiamo nel profondo.

Benché datato, uscito per la prima volta nel 1922, è estremamente attuale e scritto in modo elegante, fresco e piacevole, un romanzo al femminile.

 

"E intanto i bei giorni dorati si staccavano dolcemente uno a uno dalla seconda settimana, altrettanto belli di quelli della prima..."

 

Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell'autrice, sono stati tratti due film, uno degli anni trenta, l'altro del 1992 è passato anche in televisione dove ho avuto modo di vederlo e apprezzarlo, chiaramente è sempre meglio il romanzo, che consiglio vivamente!

 

"Noiosi una volta, noiosi per sempre, perlomeno agli occhi della persona che hai annoiato."

 

 

 
 
 

Olga Tokarczuk - Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Post n°265 pubblicato il 02 Aprile 2021 da ixtlann
 

 

"Oh sì, il corpo umano è sicuramente disumano. Soprattutto morto."

 

"Con l'età molti maschi sprofondano in un progressivo autismo testosteronico, che si manifesta con una lenta perdita dell'intelligenza sociale e delle capacità di comunicazione interpersonale, e inoltre menoma la formulazione del pensiero."

 

Janina Duszejko, è un'anziana insegnante d'inglese,  e crede nell'astrologia, al cui studio si dedica con passione,  come strumento per porre ordine nel caos della vita. Appassionata delle poesie di William Blake, è un'eccentrica sessantenne che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini. Vive ai margini di un paesino di montagna, spesso innevato,  vicino ai confini tra Polonia e della Repubblica Ceca.  Paese che rimane quasi vuoto nella stagione fredda, quando gli altri residenti lasciano le residenze estive, e sono in pochi a sopportare i disagi dovuti al clima.

 

"Gli chiesi quali fossero utili, e questa domanda indignò molto Boros. "Dal punto di vista della natura non ci sono creature utili e inutili. È solo una differenziazione poco intelligente adottata dagli uomini."

 

Insieme alla nostra protagonista, eccentrica e bizzarra, tutti i personaggi che incontriamo in quest'angolo di mondo scantonano dall'ordinario, regalandoci una carrellata di eccentricità. E mentre la storia si tinge di noir, ci troviamo coinvolti in discorsi  che vanno dai temi sociali a quelli etici, ambientali filosofici, con strane riflessioni di natura astrologica.

 

"L'Ira fa sì che la mente si faccia chiara e acuta: ci fa vedere di più. Si appropria delle altre emozioni e domina il corpo. Non c'è dubbio che dall'Ira discenda ogni saggezza, poiché l'Ira è in grado di oltrepassare ogni confine."

 

Si potrebbe parlare di thriller psicologico, ma questo noir e più improntato al pensiero, alla riflessione su temi anche importanti quali i rapporti tra le persone e la considerazione verso gli animali.

 

"La morte di qualcuno che si conosce toglie a ciascuno la sicurezza di sé."

 

Quando alcuni cacciatori vengono trovati morti nei dintorni del suo villaggio, Janina si tuffa nelle indagini, convinta com'è che di omicidi si tratti.

"La Prigione non è fuori, ma dentro ognuno di noi. Forse non siamo capaci di vivere senza."

 

L'autrice, che comunque è premio Nobel per la letteratura, con una prosa precisa, agile, pungente, seguendo i canoni del noir classico, si spinge verso il thriller psicologico, affrontando temi impegnativi e scottanti come la solitudine, l'emarginazione, la follia, gli emarginati, con una scrittura che benché chiara, acuta e veloce, resta sempre velata da una malinconia, da un freddo e da una solitudine che ci entra dentro e ci lascia sconcertati

 

"Sa, signora, a volte ho l'impressione che viviamo in un mondo che ci inventiamo noi. Stabiliamo che cosa è buono e che cosa non lo è, disegniamo le mappe dei significati... E poi per tutta la vita combattiamo contro tutto quello che abbiamo concepito. Il problema sta nel fatto che ciascuno ha la propria versione, e per questo gli uomini fanno fatica a intendersi."

 

 

 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: ixtlann
Data di creazione: 25/11/2013
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: ixtlann
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 68
Prov: PZ
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Aprile 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
 
 

 

SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna