DILOGIE & OMBRE

ANTIGONE


 
 Non è servita la disperazione di Euridice, e il suo folle gestonel togliersi la vita, quando un messo ha portato a palazzola terribile notizia... Eumone si è trafitto per te, Antigone, sopra il tuo giovanecorpo inerme, poiché egli non è riuscito a placare l'animodel padre, invano pregato affinché si piegasse allamisericordia, affinché cambiasse il verdetto e ti rendessesalva la vita. E ora Creonte cammina per le strade col cadavere del figliotra le braccia, tuo promesso sposo, dopo che tutto è stato compiuto, e tu,vittima innocente, hai espiato la tua colpa.Piangevi, nel tuo straziante lamento mentre venivi condottaall'orrido sepolcro, le gioie della vita che ti venivanonegate per sempre, coerente anche davanti alla morte,lucida nell'accettare il Fato che ti ha voluta emarginata findalla tua mostruosa nascita, facendoti allo stesso tempofiglia e sorella di Edipo. I tuoi occhi hanno visto la rovina della tua sciaguratafamiglia, e ora i tuoi due fratelli, Polinice ed Eteocle trucidarsi a vicenda, il primo all'assalto di Tebe, il secondoin difesa della città della quale era sovrano. Ma risoluta haivoluto rispettare il malsano vincolo di sangue, e haicoperto con un velo di polvere il corpo di Polinice,trasgredendo l'ordine regale che voleva il traditoreinsepolto. E ora anche il tuo atto di pietà è stato punito, non dagli dei ma da un uomo, anch'egli sangue del tuosangue, fratello di tua madre Giocasta, perché non ti seipiegata al volere della ragione, ma hai anteposto le leggi degli dei e della stirpe a quelle dello stato. Creonte ti ha rinchiuso in una caverna, condannata amorire d'inedia, non sono stati i tuoi pianti a piegare il suoanimo, ma le parole del vate Tiresia, e atterrito delle minacciose predizioni, si è recato così di persona a liberarti.Ma troppo tardi, tu avevi già posto fine al tuo dolore, alla tua vita, già macchiata sul nascere dal funesto incesto... Hai pagato Antigone, perché hai rinnegato le forze chelimitano l'uomo, ma hai trovato la grandezza a prezzo deltuo stesso annientamento.Ritorni all'uomo la dolorosa coscienza del potere arbitrario e arcano degli dei!                                               (liberamente tratto dall' “Antigone” di Sofocle)