DILOGIE & OMBRE

Post N° 57


 1 settembre ‘05Credo sia stata la fuga più sconcertante della mia vita questa…non stavo fuggendo dalla mia terra, né dalle mie paure o dalle mie ossessioni…fuggivo da me stessa, ho cercato di fuggire da me stessa senza riuscirci.Non si può fuggire da se stessi, non vivendo forse…e io vivo ancora, come una larva, nascosta, all’ombra.Comincio a capire la condizione umana dell’accettarsi per ciò che siamo e dell’accettare ciò che ci circonda, pur non condividendo.Posso pure in fondo accettarmi, mi sono sempre piaciuta alla fine, ma sento che non è questa la causa, non è questo il motivo.Ho pensato di essere malata.Forse lo sono.Ho pensato che tutto ciò dipendesse da me, dalla mia testa.E forse dipende.Mi prometto di curarmi, da sola.E forse mi curerò.Ma i miei giorni sono velati. Incerti. Statici.Mi sarei immaginata così a venticinque anni?Cosa ho in mano?Niente.Perché ho paura?Non lo so.Cosa temo?Me stessa e la mia instabilità, la mia insicurezza.Riuscirò ad uscirne. Sola.Tutti mi coccolano. Tutti mi rassicurano. Tutti mi agitano, mi preoccupano le loro attenzioni.Che mi succede?Sembro una bimba indifesa e impaurita, impaurita da fantasmi, da realtà astratte e inverosimili.Dov’è la mia fanciullezza incoscienza che accompagnava i miei tramonti, il pensare e il ricordare, il costante ricordare quel passato sempre più presente?E’ forse dentro me, dimenticata e soffocata dalle mie inutili e insensate paure.E’ la mia seconda adolescenza questa, che riparte dove si era fermata e che rimette in discussione tutto, tutto il mio mondo e tutto il mio essere, la fittizia stabilità e sicurezza, i miei affetti e i miei progetti, il mio animo.Rivivo la guerra, in modo diverso.Rivivo lo scontro, col mondo che mi circonda e che non ho mai accettato, e col mio mondo amato ed odiato perché confine inesorabile dei miei limiti.Sono una creatura in continua evoluzione, ma rimango sempre uguale, davanti al mio foglio e alla mia penna, col posacenere vicino e la sigaretta sul tavolo, a conversare con me stessa, a scrivere a me stessa.Mi sono promessa di curarmi.Forse lo sto già facendo… ("Piccolo Epistolario di un'adolescente nana" )