Parole annacquate in un bicchiere d'assenzio, il tintinnio di un lampadario vecchio, il vento e le persiane che sbattono. La sedia a dondolo che ancora si muove, la fiamma del cammino accesa.Silenzio. Deserto.La penna che scrive, il rumore sulla carta appena ingiallita, il lapis che sfrega frenetico e si perde nelle linee e nelle curve, nelle ombre o sfumature.Alice non si scompone ma dipinge e dal suo inchiostro riemergono come onde fantasmi del suo giardino...e nel giardino c'è una musa bambina che prende per mano incastri sconnessi e scuri di metafore e ne fa una strada dove correrci. E nel giardino c'è una musa adultera, svestita di seta che si spoglia per lei...Alice scrive, scrive ancora dondolandosi nel suo assenzio...e scrive del suo sogno oscuro e crea il suo sogno. Perchè Alice non sogna, ma partorisce ogni giorno, ogni notte ad occhi aperti.“C'è un bosco incantato appena sopra l'orizzonte, con un grande stagno dove galleggiano maestose le nifee...”Alice siede china accarezzando il suo mondo, disegna fate senza capelli e principi senza cavallo. Alberi spogli e foglie d'autunno, strade infinite, cieli stellati...Alice richiama i suoi gnomi e li conta, e li veste e li lava, preparandoli a festa. Alice rincorre farfalle, fa nascere mostri, non piange ma ride, ha imparato a ridere.Il quadro è finito, il sole è calato, sotto il letto il suo mondo aspetta dentro una cassetta di legno.E s'infila di notte sotto le coperte e si avvolge tutta e non c'è luce per lei. Chiude gli occhi e allunga la mano. Il suo quadro l'aspetta. E sprofonda nel letto e s'immerge nel nero, e diventa il suo quadro.Alice non sogna.Disegna il suo sogno ogni giorno, ogni notte, ad occhi aperti.
Alice non sogna
Parole annacquate in un bicchiere d'assenzio, il tintinnio di un lampadario vecchio, il vento e le persiane che sbattono. La sedia a dondolo che ancora si muove, la fiamma del cammino accesa.Silenzio. Deserto.La penna che scrive, il rumore sulla carta appena ingiallita, il lapis che sfrega frenetico e si perde nelle linee e nelle curve, nelle ombre o sfumature.Alice non si scompone ma dipinge e dal suo inchiostro riemergono come onde fantasmi del suo giardino...e nel giardino c'è una musa bambina che prende per mano incastri sconnessi e scuri di metafore e ne fa una strada dove correrci. E nel giardino c'è una musa adultera, svestita di seta che si spoglia per lei...Alice scrive, scrive ancora dondolandosi nel suo assenzio...e scrive del suo sogno oscuro e crea il suo sogno. Perchè Alice non sogna, ma partorisce ogni giorno, ogni notte ad occhi aperti.“C'è un bosco incantato appena sopra l'orizzonte, con un grande stagno dove galleggiano maestose le nifee...”Alice siede china accarezzando il suo mondo, disegna fate senza capelli e principi senza cavallo. Alberi spogli e foglie d'autunno, strade infinite, cieli stellati...Alice richiama i suoi gnomi e li conta, e li veste e li lava, preparandoli a festa. Alice rincorre farfalle, fa nascere mostri, non piange ma ride, ha imparato a ridere.Il quadro è finito, il sole è calato, sotto il letto il suo mondo aspetta dentro una cassetta di legno.E s'infila di notte sotto le coperte e si avvolge tutta e non c'è luce per lei. Chiude gli occhi e allunga la mano. Il suo quadro l'aspetta. E sprofonda nel letto e s'immerge nel nero, e diventa il suo quadro.Alice non sogna.Disegna il suo sogno ogni giorno, ogni notte, ad occhi aperti.