Incursioni

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Mangiare terra, sputare sapienzaNon ho atteso troppi attimi per proclamare la mia Fede in quello che non ho trovato, e cerco,la frantumazione dell'odio, ad esempio, e le piccole cosesparpagliate da qualche decennio a questa parte dentroparticelle di cervelloo grumi di ricordi,Perché, come sapete, non c'è parte di Me che non sia espostae che non si possa saccheggiare,non vi è struttura definita che non abbia disossato mentre masticavoparole per darmi un coraggio.Solo in questa maniera sono avanzato dentro gole imperviee ho spento la graticola accesa da servi zelantidi altri padroni.Giusto rodendomi la pelle e digrignando le zanne,scalpandomi i pensieri uno dopo l'altrosono arrivato a ignorarmimentre spiravogiorno dopogiorno.Il liquore che posso permettermi ora è distillato da migliaia di Verità incontrastate appese come vessillisopra ogni singola porta di salotto buono,se mi vedete è in seguito a tante buone ragioni,prima fra tutte il Silenzio. Non blatero con la mia linguama con la vostra, e quando non siete più ad affioraresono Io a trainarvi per le orecchie alla superficie.Perché ascolto, e indugio, ogni vostro sospiroè un colpo di martello nel chiodo e contribuiscealla mia scrittura rupestre. Vi ringrazio e mi seppellisco:ogni volta che picchierete sul battente tornerò a galla per farvi parlare, e avere una vera Annunciazione,la potrete vedere sulla parete, come fosse fuoco.