Incursioni

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Quando l'Intro diventa OutroHo una vista dalla mia stanza di oppressione e gloria,bassi squarci vegetazione all'aceto Mi vuoi dire quando convoleremo a giuste Forze,oppure ci preferisci, qui, a rotolarci sul tappeto persiano?Le notti sono scarse e le albe sembrano scorpioni doratiFin tanto che Roma mi appare e scompare,beh fino ad allora so di restituire a me stesso il maltoltoe di passeggiare nei Fori fatti nelle braccia senza passare da Diocleziano.è una scorciatoia, mi dici, come tante!Eppure lo sai che vorrei avvolgerti e condurti fuori a piluccare la brezzolina dai colli.Ma già è tardi, Erika, le notti rimbombano di bassie cocci che cadono, Tutto sembra appeso per fortunaUrbe della mia decadenza, folgorante anello che stringe il collogarrota sinuosa e passione part-time,gli inverni staccano e Babbo Natale scivola dalle tegolevoglio meravigliarmi e, invece, tra profusionedi opulenzae iniezioni di vite turisticheInvecchio.