OscillazioniTerra, dicevi... e la stanza era un pozzocon tanti scalini a discendervi,mancavo solo Io per appendervigli abiti e discendere nudoTrascorrevo le mie stesse poesie sul lettoguardando i gorghi e spalancando la boccadallo stupore, mi inselvatichivopresentendo la scomparsa dentro quel vuoto tumido e salato,la sparsa compagnia del muschio che crescevadalle pareti non mi appassiva.Tutto scompariva mentre gettavo lė dentrole pagine strappate, i baci inviati,valori su sassolini lasciati cadere uno dopo l'altro e migliaia di cattive intenzioni,spazientivo persino gli amici mentre rimiravo i funghi cresciuti sui gradini, scalfiti da qualsiasi tempoE non sapevo se affogare o meno nel dolce risaccare dello sciabordio liquido, dall'alto pendevo come silenzio ammuffito,preparato a calarmi, consacrato a salire