Il GiustoScopri il dolore, ma a chi importa?Le piaghe sono evidenticome il cuscino che trascini dietroda costa a costa, di albero in albero- masserizia di agguati e rimasugliti batte il ventoe l'oceano,ma davvero credevi di parlare?Invece di borbottare qualche bestemmiati sradica il tempo, e le rughe sgorganosbattono le ali dei corvisopra campi di sorgoPoeta, sei zavorra addomesticatafrusto bagaglio e Las Vegasrevolver e mezcal,gracile acino d'uvaspolpatoI mecenati e i pigmalioni ti corronoin cerchioper proteggertima il nemico nasce all'alba e muore di sera,la grettezza di una vitati è stata messa sulla schiena, e la bufera imperversarisa dall'occhio del ciclonefarro e frumento vengono risucchiatimentre ti vesti e sbarri tutte le uscite,tra pocosarai un fuscello nell'aria sporca insieme a rottami, uccelli morti, palizzate e cancelleriacopriti il volto, spazzolati il baveroche ti accolga l'universoin pompa magna,con un piede ancora in terrae cavigliere a tintinnareper gli sceriffie i becchini.