Biglietto, grazieOh! Ricordo quando adoperai quel treno,i passeggeri avevano sapori sottili e facce assorte;pencolai a lungo in una classe sola e promisitante volte di guardarmi dai demoni nascosti fiancoai respingenti - fuori s'apparecchiava un giorno dai prismiliquidi sotto le fessure nelle finestre: sbattevano e sirifrangevano - Senigallia - Ancona - la direzione non si assumevala responsabilità delle mie lucide storie mentre intrattenevoi viaggiatori con aneddoti sulle trappole che in Belgiomettono sulla via del Ritorno, e avevo appena fatto gli anni!!Pensate: Il tragitto, monotono ma entusiasmante, si separava araggiera superati un certo chilometraggio, ed esplodeva in barbagli come le ultime luci che vedete all'estremità di unguanto di carbone; resta solo all'uomo di verificare se traccedi lingue di fuoco gli si siano attaccate sotto le unghie o dentroi peli pubici. Decisa la strada, allora si entra in gallerie seccheall'inizio di boschi magnifici e si vive una seconda volta abbandonati sui vostri poggiatesta e preda di istintivi ansimi.Non è un sogno, non mi confondete, è la vibrazione della rotaia incandescente a indurre visioni a ottimo prezzo, e lestaccate da un fuoco all'altro nella retina ripagano dellascomodità di crearsi segreti come fossero pagine scritte.Ecco: qui sono arrivato. La stazione è una fortezza di peltroe tutti gli scambi mi sbrilluccicano a terzana d'oppio, Leis'indugia mentre si accoppiano paradiso e terra, e fintantochèbatteranno lingue sul dolere della terza fermata, avrò pascolidi ferro e acciaio, umori di senso e tracima, rigoglii vicini di Luna e Linea.