Scintille d'acquaNe va di me o di te stesso, questo biascicavi ai piedi di quel granaio poco distante dalle nubie troppo vicino ai tuoi reali pensieri:Giorgio e Tobias: la voglia di buttarsi nel fienoe non riemergere era tantama anche la sapienza che spingeva a muovere le gambe,a incamminarsi laggiù in fondo, dove in pratica non v'era niente.Nulla di stradine, di solchi, di sentieri.Era arrivata alla fine la nudità, il corrispettivo dell'ignoto.Si spostava il temporale insieme a te, le membraerano intirizzite e i piedi dolevano. Tobias mormoravadi accendere un fuoco con il covone, riscaldarsi.In fondo, morire. Che cosa ti aspetti, diceva.Ma Giorgio non perdeva d'occhio la pianura,lo sapeva ch'era sofferenza e ancora disperazione,ma il destino d'un uomo era saldato al creare,e lo sapeva. Creare passi, forgiare illusioni, inventare altri uomini. Non si perdeva d'animo mentre la pioggiagli scorreva a rivoli sulla faccia e gli inondava gli stivali."Andiamo" Sospirò piano. E Tobias lo seguì,patetici navigatori sopra nembi d'erba, sconfitti mozzidentro l'occhio di un ciclone. Non avevano più nulla, se non il riflesso di un miraggio sulla pelle, l'ombra del sole in qualche cantuccio ad avviare il cammino,il mito della libertà scarabocchiato su un foglio, rozzamente ficcato in tasca.