Chiamatemi IsmaeleQuando l'aria si leva insieme al mare, so che ho raggiunto una metache ho pianto abbastanza che possiedo il muso giusto di salsedine e viaggio che tra l'intercapedine e la chiglia posso mettere il mio tesoroche navigo Scherzi del destino! Rammollitevi, dunque, la mia albanon vi sfida, forse?scappate come pipistrelli dagli angoli o scarafaggi dalle scodelle,vigliacchi che approfondite le ferite da una minuscola scheggiae festeggiate in danze sfrenate il mio umore nero.Ora che i raggi mi trafiggono non vi è più eco alla vostra giga Sono Io che ramingo batto una scarpa contro l'altra ed ebete ballo simile a un giocoliere contro la tenda di coperta,spazzo la polvere dal ponte mentre la prua divella le onde,le stelle scompaiono i cielo e lo zefiro consola la calurae urlo a pieni polmoni Senza equipaggio, né timone, privo di vela e con i fianchi a pezzimisteriosamente galleggio e volo olandese volante ricoperto di brezza, filibustiere di una costa d'amoresapiente e sordido sopravvissuto strappato ai mulinelli traditori qui mi appago della fugae insolentisco il silenzio ascoltando unicamente le mie voci