Incursioni

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Il veteranoCi fu un tempo in cui accoglievo covoni di suoni, mi conducevo al pascoloe forando le colline con gli occhivedevo anche al di là,vedevo il mare.Trapiantato fra le montagne inseguivo la battigia,la risacca,il cavallone pazzo.Ci fu un tempo che aizzavo me stesso ai sogni, e battagliavocon i temporali d'agostoperdendo il lume della ragione,rifugiandomi dentro vecchie malghein disuso.Ci fu un tempo che lei entrava nella mia vita, e il rumore della pioggiasul tetto sfatto somigliava a mille punture di spilloin punta di bacio,e sanguinarem'era dolce.Ci fu un tempo che presi i miei straccie attraversai il passo,cercando per la fortunanei borghi di pianura,piantando rozzamente il mio simbolosu ogni cosa mi ricordasse la fugae l'astuto lavoro.Ci fu un tempo che scordai ogni cosae presi a domandare chi fossi a ogni uomo incontrato,mentre i letti si dissolvevano e la compagnia non mi toglievagli abiti stazzonati del rimpianto.Ci fu un tempo, ora,che barcollo verso le collineche ho lasciato tanto tempo fa,e onusto di cicatrici e oro tento di comperare dal vento quel volto e quelle remote sere, quando zufolavo arie enigmatichema ricolme d'amore.