Incursioni

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Per un ricordoTi avevo vista immobile, mani adunchebocca strettissima,distesa su quel tavolaccioe avevo tenuto dentro quell'immenso nodoche mi azzannava la golaOra sono libero, e crollo,pioggia sono le mie lacrime,sciolgo la cravatta della compostezza e gli echi si rincorrono tra pietre e sole battono ritmicamenteLe notti assomigliano ai giorninon pago spreco a tutti i tavoli il credito che mi fanno gli amori,ma da solo sbattosu ogni stipite, crepo in ogni fratturaVorrei toccarti ancora,dirti che il mio mondo è al gancioe le stelle, nonna, non mi cantano piùcome frinivano i grilli,saprei gestire allora il doloreche in tiepida compostezza mi precede il cuore Riposa allora, e guardamiin viaggio, disperso o brutto offrimi una benedizionee versati nel mio vino, con il ricordo come spugna dorata