AgataLei ricordava ancora il viaggio con Lui: Belgio, Olandae Lussemburgo. Si scuoteva i capelli mentre carezzavaAgata, il piccolo carlino che aveva salvato dalla vivisezionenella sua ditta, la Glaxo, portandola fuori sotto il cappotto ad appena due settimane. Le era sembrato di potere viverelo stesso sogno con Giovanni, e davvero quel viaggio si eraincastonato fra le sue memorie come un gioiello lucidatodall'alito di un amore che s'immaginava eterno. Avevano vagato tra Amsterdam e Liegi preda di una vorticosa esaltazione, e la notte facevano l'amore su un materassoad acqua, ospiti di suo fratello, che lavorava a Maastricht.Libera, come non le era mai capitato, aveva assaporato il suo ragazzo che danzava simile a un buco nero con piumedi struzzo e trucco di guerriero malinconico, gli si eraabbandonata smarrendosi in quegli occhi nocciola e nell'incanto di quel corpo magrolino. Lui era lì per appagarei suoi sogni malnutriti e la sua mezza vita, schiacciata fradoveri lavorativi e una vita sentimentale dolorosamente vuota.Sapeva poco, in realtà, di Giovanni, solo che prosperava precariamente sui bordi dei sogni e non si decideva a una vitaregolare, lontano dalla Poesia e dall'Ingenuità: era un portaledi gioia e mistero al tempo stesso. Non aveva mai afferratosino in fondo le contraddizioni e la tortuosità che lo nutrivano...Questo li aveva condotti, al ritorno, a staccarsi quasi come per incanto; Lei si sentiva esaurita e straniata, Lui si era fatto più volatile che mai e forse attratto da qualche falena che lo portassea bruciarsi più accosto alla lampada dell'esistenza sgangheratae Futile. Non si erano più visti...sbrecciati in modo simile alla ceracon i suoi filamenti bollenti, poi tiepidi e infine gelidi. Ma nell'andaturadi Agata e nel suo caracollare vedeva ancora quella Vita stranae quella coppia acerba, sul limitare di Eindhoven, persi nelle stradedopo un Coffee Shop, pieni di speranza e di amore, eppure già persi.(Fine)