Sado MasoTornavo con cioccolatini benedettiper la mia bella raggiava un sole lampone e i beneficidegli inventari mi calzavano a pennello,mi ero dimenticato il sesso delle cose diffondevo ramarri addomesticatidalla luna pienaqualche notte addietro.I roseti erano tutti potatie suonavo un filo d'erbaquando fui fermato da Herbert,portava con sé quell'idiota una frusta e qualche dozzina di candele,Io non avevo intenzione di considerarloe così, dopo qualche dialogo mozzocontinuavo la strada,promettevo miele persino ai calabroni,capivo Giano e le sue due fronti.Entusiasta rintoccavo le suolemi pettinavo con denti di corno sentivo voci bambineed era un periodo pregiato,calavano sulla mia ombra appesantitele cime dei lecci esultavo all'interno delle piccole baite abbandonatee non necessitavo di perversioni,solo i chicchi d'uva mi ricordavanomammelle di donna,ma, vedete, ero un pampinoe tutto allora combaciavaperfettamente.