Sopra un menhir, arenato nell'animaMi inalo, rafforzodi quest'ora di mattina piangono pure le starne,e le anatre si levano e s'allontanano in stormiDalla palude s'erge un monolite sbilencotutto avvoltolato dalla tifa e cannucce anemiche si gonfiano in stagnante afa e saturi dintorniPosso raccontare di greve afflatoe umido, febbricitante presenteche l'antico è in quella pietraprima innalzata e poi assenteultima sillaba di un mantradi remoti passeggerie costruttori degenerati, preda di malaria e appassionati quando ferma mano su stanco scalpellocopriva le storie con ampio mantello