TropicaliaAlberi, che d'una coscienza attorcigliata a ruderi traete linfa e la mia storia,bacche, voi strappate l'orlo dei miei vaneggiamenti Asteria, tu bordeggi e vellichi un ombelico di cieloFrazione per frazione ho diviso il camminoe sperduto mi sono ritrovato nel plesso di quella terra chiamata madre,gocce grosse quanto limoni, inondazioni torrenti che trascinano ramaglia E piedi di giara, amuleti contrattinelle fattezze e nella magia,terra battuta nei villaggi che s'odono di fenditura in valleche placidi rantolanoMasticare la foglia di coca non mi serveper lo sballo è come rompere un legnetto o suonareun filo d'erba sul sentiero sottile come una striscia Tropici d'agave si rinserrano e mi lascianociondolare al vuoto, non spacco il segretodi quei visi di terracotta,ottengo solo d'infestare i sognicon fantastici nei d'arborea