Dalla camera qui al piano superiore della taverna è appena uscita Luce, mia Moglie e Stella sono ancora alle prese con l’altra donna nella stanza vicina. Mi sono seduto su uno sgabello cercando un po’ di luminosità dalla finestra, osservo un piccolo vaso posato sul bordo interno, con un fiorellino esile, dal bocciolo delicato. La stanza richiede un cambio d’aria, la presenza di due felini, di diversa misura tra loro, e di ben quattro persone rende l’aria pesante. L’uomo al quale tenevo la mano, ha smesso di soffrire da poco. Adesso dorme, ma non so per quanto resisterà. Ho mandato a chiamare il Nano, e anche se con grande riluttanza, quel farabutto di Connè. La cosa ha preso una brutta piega, terribile.Quando il grido della Contadina riecheggiò nell’aria, un’esplosione di furore e fredda, determinazione rapì i tre avventurieri. Per quanto fossero diversi, nel carattere, nella razza, nei modi e fede, quell’attimo li aveva uniti. Dietro di loro, oltre le tre possenti figure dei cinghiali mutati in Orchi, Jojyn la gnoma Druida, toccava il terreno con le sue piccole mani, la foresta emanava una flebile energia. L’energia di chi è in procinto di perire, ma avrebbe venduto la vita a caro prezzo. Una forte energia s’impossessò di Jojyn le sue pupille brillarono di una luce verde brillante. Rami dal suolo si attorcigliarono alle gambe possenti degli Orchi, bloccandoli.Altre radici avanzarono verso i tre, rigogliosi fiori, foglie e rami iniziarono a coprire i corpi dell’elfo e della Donna, un’armatura fatta dell’energia vitale del bosco iniziò a proteggerli. Arethwyn intanto metteva mano alla sua uraithen, la multi balestra a ripetizione caratteristica del suo popolo. Avvertì coem l’umanoa una maggior forza e vitalità quindi disse ”Eccoli, vi volevano prendere alle spalle, ma non abbiamo tempo per loro, il vecchio elfo però ha mandato rinforzi” mostrò un ghigno “Messaggera, voi pensate a mettere in salvo i contadini senza fare troppe discussioni, Fatina emmh … Haumena, giusto?” la voce era fredda ma decisa “ Voi pensate a qualcosa che possa tramutare quell'essere in una statua di ghiaccio, Io cercherò di darvi abbastanza tempo da fare il tutto”. Alischa sollevò il braccio sinistro, portandolo orizzontale rispetto al suolo, il suo Gatto saltò sulla spalla dell’elfo che iniziava a correre verso il mannaro “Bene, Tenete il mio Gatto Guerriero” sussurrò mostrando i suoi canini ben sviluppati “ci manterrà in contatto telepatico” prima di scattare osservò Haumena “Signora dei ghiacci, lascio a voi la scena, distraete quel dannato”.Il Ruggito di Bianca, la tigre si ud’ per la vallata, quasi fosse stata la risposta al grido della donna, il mannaro girò il muso proprio mentre una luce guizzava al suolo, il corpo di una splendida donna vestita con abiti di seta sottili come il ghiaccio iniziò ad avanzare verso di lui, mirabili fiori di ghiaccio pavimentarono, il fango “Io sono lady Haumena, Fata dei ghiacci, signora d’inverno, custode del grande sigillo oscuro, protettrice di infanti, e sono venuta fino a qui per strapparti via da questo mondo, insana bestia, inchinati a me e supplica perdono” la voce appariva ultra terrena, limpida come il soffio del vento nella tempesta. Il possente mannaro scattò a destra verso la Fata, ma tre quadrelli lo presero tra gola e mento dal fianco opposto, un elfo Oscuro con un’armatura di foglie, con un gatto nero simile a uno spallaccio, si era appena fermato, lanciando a terra la sua arma da tiro, in quell’attimo mentre metteva mano l'enorme Spada di Hoeth. Un’ombra nera, era saltata sulle spalle dell’elfo e usandolo come trampolino per un salto mortale, era piombata come un chiodo sul collo della bestia, conficcandogli ancor di più i quadrelli nella carne. Il tempo di un respiro, e Alischa saltò di nuovo raggiungendo la donna in cinta e il suo compagno gravemente ferito. Il mannaro cadde sulle ginocchia, ma il suo potere rigenerativo gli donava un grosso vantaggio. Lentamente i quadrelli uscirono dal suo corpo e le ferite si rimarginarono.Intanto Jojyn tirando fuori il suo pugnale aveva iniziato a scrivere segni runici sul suolo, le radici che avevano fermato i tre grosso Orchi furono rotte le bestie possenti in fine, libere iniziarono a correre verso la piccola Druida. Jojyn non sembrava curarsene però, era in preda al potere della foresta morente, la sua Tigre avanzò per proteggerla, scattando alla gola di uno dei bestioni. L’animale però non poteva molto, e contro tre, in breve ebbe la peggio, fu scagliata all’indietro, ferita. “ Creature senza nome, demoni nati con infamia, io vi condanno allo sguardo delle signore della foresta, Driadi, guardiane di primavera, io v’invoco, ORA!”. Intrecci di rami, simili ad alberi, ci sono bardi che narrano delle Driadi, dicono che siano splendide donne, che ammaliano i viandanti facendoli perdere per le foreste, ma se invocate, tali esseri appaiono per ciò che davvero sono. Piaghe, puro odio e vendetta. Una decina di Driadi si fecero spazio dal folto della foresta, più piccole di un uomo albero, ma molto più veloci, raggiunsero i tre Orchi, iniziando uno scontro furente.
Capitolo 5° "L'ombra del Demone"
Dalla camera qui al piano superiore della taverna è appena uscita Luce, mia Moglie e Stella sono ancora alle prese con l’altra donna nella stanza vicina. Mi sono seduto su uno sgabello cercando un po’ di luminosità dalla finestra, osservo un piccolo vaso posato sul bordo interno, con un fiorellino esile, dal bocciolo delicato. La stanza richiede un cambio d’aria, la presenza di due felini, di diversa misura tra loro, e di ben quattro persone rende l’aria pesante. L’uomo al quale tenevo la mano, ha smesso di soffrire da poco. Adesso dorme, ma non so per quanto resisterà. Ho mandato a chiamare il Nano, e anche se con grande riluttanza, quel farabutto di Connè. La cosa ha preso una brutta piega, terribile.Quando il grido della Contadina riecheggiò nell’aria, un’esplosione di furore e fredda, determinazione rapì i tre avventurieri. Per quanto fossero diversi, nel carattere, nella razza, nei modi e fede, quell’attimo li aveva uniti. Dietro di loro, oltre le tre possenti figure dei cinghiali mutati in Orchi, Jojyn la gnoma Druida, toccava il terreno con le sue piccole mani, la foresta emanava una flebile energia. L’energia di chi è in procinto di perire, ma avrebbe venduto la vita a caro prezzo. Una forte energia s’impossessò di Jojyn le sue pupille brillarono di una luce verde brillante. Rami dal suolo si attorcigliarono alle gambe possenti degli Orchi, bloccandoli.Altre radici avanzarono verso i tre, rigogliosi fiori, foglie e rami iniziarono a coprire i corpi dell’elfo e della Donna, un’armatura fatta dell’energia vitale del bosco iniziò a proteggerli. Arethwyn intanto metteva mano alla sua uraithen, la multi balestra a ripetizione caratteristica del suo popolo. Avvertì coem l’umanoa una maggior forza e vitalità quindi disse ”Eccoli, vi volevano prendere alle spalle, ma non abbiamo tempo per loro, il vecchio elfo però ha mandato rinforzi” mostrò un ghigno “Messaggera, voi pensate a mettere in salvo i contadini senza fare troppe discussioni, Fatina emmh … Haumena, giusto?” la voce era fredda ma decisa “ Voi pensate a qualcosa che possa tramutare quell'essere in una statua di ghiaccio, Io cercherò di darvi abbastanza tempo da fare il tutto”. Alischa sollevò il braccio sinistro, portandolo orizzontale rispetto al suolo, il suo Gatto saltò sulla spalla dell’elfo che iniziava a correre verso il mannaro “Bene, Tenete il mio Gatto Guerriero” sussurrò mostrando i suoi canini ben sviluppati “ci manterrà in contatto telepatico” prima di scattare osservò Haumena “Signora dei ghiacci, lascio a voi la scena, distraete quel dannato”.Il Ruggito di Bianca, la tigre si ud’ per la vallata, quasi fosse stata la risposta al grido della donna, il mannaro girò il muso proprio mentre una luce guizzava al suolo, il corpo di una splendida donna vestita con abiti di seta sottili come il ghiaccio iniziò ad avanzare verso di lui, mirabili fiori di ghiaccio pavimentarono, il fango “Io sono lady Haumena, Fata dei ghiacci, signora d’inverno, custode del grande sigillo oscuro, protettrice di infanti, e sono venuta fino a qui per strapparti via da questo mondo, insana bestia, inchinati a me e supplica perdono” la voce appariva ultra terrena, limpida come il soffio del vento nella tempesta. Il possente mannaro scattò a destra verso la Fata, ma tre quadrelli lo presero tra gola e mento dal fianco opposto, un elfo Oscuro con un’armatura di foglie, con un gatto nero simile a uno spallaccio, si era appena fermato, lanciando a terra la sua arma da tiro, in quell’attimo mentre metteva mano l'enorme Spada di Hoeth. Un’ombra nera, era saltata sulle spalle dell’elfo e usandolo come trampolino per un salto mortale, era piombata come un chiodo sul collo della bestia, conficcandogli ancor di più i quadrelli nella carne. Il tempo di un respiro, e Alischa saltò di nuovo raggiungendo la donna in cinta e il suo compagno gravemente ferito. Il mannaro cadde sulle ginocchia, ma il suo potere rigenerativo gli donava un grosso vantaggio. Lentamente i quadrelli uscirono dal suo corpo e le ferite si rimarginarono.Intanto Jojyn tirando fuori il suo pugnale aveva iniziato a scrivere segni runici sul suolo, le radici che avevano fermato i tre grosso Orchi furono rotte le bestie possenti in fine, libere iniziarono a correre verso la piccola Druida. Jojyn non sembrava curarsene però, era in preda al potere della foresta morente, la sua Tigre avanzò per proteggerla, scattando alla gola di uno dei bestioni. L’animale però non poteva molto, e contro tre, in breve ebbe la peggio, fu scagliata all’indietro, ferita. “ Creature senza nome, demoni nati con infamia, io vi condanno allo sguardo delle signore della foresta, Driadi, guardiane di primavera, io v’invoco, ORA!”. Intrecci di rami, simili ad alberi, ci sono bardi che narrano delle Driadi, dicono che siano splendide donne, che ammaliano i viandanti facendoli perdere per le foreste, ma se invocate, tali esseri appaiono per ciò che davvero sono. Piaghe, puro odio e vendetta. Una decina di Driadi si fecero spazio dal folto della foresta, più piccole di un uomo albero, ma molto più veloci, raggiunsero i tre Orchi, iniziando uno scontro furente.