La vita è qualcosa d’imprevedibile. Rimanendo seduto sul mio panchetto di legno, ascolto con attenzione i presenti intenti a scegliere tra gli oggetti posati sul tavolo, Sofia li guarda con una punta di soddisfazione, gli abiti che indossano calzano a tutti in modo perfetto, anche quello creato per la Fatina. Interessante a mio parere, il fatto che pur se simili i colori dei tessuti cambiano secondo l’umore e dal carattere della persona. Per la Druida il colore dell’abito è sul verde con punte di marrone e azzurro. Per la Barbara il tessuto sembra pelle, e le rifiniture rosse e nere. La Messaggera sembra vestita di un nero così come le cuciture e le rifiniture sui polsini. La Fatina è variopinta e sembra che un fiore balli in mezzo all’aria. Divertente notare che tutti sono in parte affascinati dalla spilla, che rappresenta una farfalla in argento. La grossa e possente sagoma della Barbara si era fatta facilmente spazio nel gruppo, poche parole di saluto, i convenevoli sono spiccioli, ma sembra che non avrà problemi a inserirsi con gli altri. Stella si è fatta una sorta di fascia così da potersi tenere il bambino vicino il petto, ride vedendo la tigre della Druida giocare con il gatto nero.Guardo Haumena, con i suoi piccoli piedini e le ali colorate, cammina per il bancone dato le sue piccole dimensioni, discute come i ragazzini con Jojyn per il possesso dell’oggetto, quando per ultima anche Kueria si è messa nel mezzo, è accaduto qualcosa di bizzarro. La spilla è caduta a terra, toccando il suolo ha iniziato a vibrare, di una sola che era, a un tratto le spille sono diventate tre. Durwill seduto a un tavolo sogghigna soddisfatto, morde la sua pipa. “Ecco il primo oggetto” rilasciando una nuvola di fumo scuote il capo “un oggetto interessante, esso si può dividere in più parti, chi lo possiede e lo indossa può comunicare con gli altri possessori qualsiasi sia la distanza”. Il nano si mette in piedi e continua a parlare “oltremodo le ferite di chi possiede l’oggetto sono condivise e si limitano i danni, una ferita media diviene un graffio, più siete meglio è” continua raggiungendo il bancone lasciando la sedia vuota dietro di lui “per ultimo se tutti e tre i possessori toccano la spilla insieme con le mani, le spille tornano ad essere una sola, e così coloro che la indossano l’oggetto si teletrasportano insieme in un punto qualsiasi, basta che tutti e tre siano d’accordo sul punto dove riapparire, serve lavoro di squadra per usarlo al meglio, ma è sconcertante quello che permette di fare, ma ricordo” sottolinea con l’indice tozzo verso l’alto “se non andate d’accordo rischiate di cadere giù da un precipizio prima o poi”.Alisha a differenza di altri ha posato l’attenzione sull’arco, con calma inizia a studiare l’oggetto tra le mani, che con uno scatto secco si è chiuso in tre parti “scelgo questo Mastro Fabbro, vedo che ha una sola freccia, che può fare?” Durwill toccandosi la barba risponde “l’arco è meccanico come puoi vedere, totalmente differente da quello di legno degli elfi, si può richiudere e occupa davvero poco posto, permette di muoversi senza l’impedimento di un arco comune, c’è una freccia sola per un giusto motivo”. Annuisce convinto godendosi come ogni vecchio il momento nel quale si accorge si essere ascoltato “ dentro la freccia c’è un incantesimo, esso è pronunciato perché l’arco è come un carillon, quando la freccia si pianta su qualcosa o qualcuno dopo pochi attimi è colpito da un fulmine”. Osserva i presenti cercando di carpire il loro stupore “ed è bene che la scagliate lontano, quando cade, un fulmine fa davvero un bel botto, quindi basta un colpo ma usato solo quando serve, fate attenzione mi raccomando c’è una sola freccia se la perdete quell’arco, è inutilizzabile”.Il Nano dona quindi uno sguardo agli avventurieri “bene, molto meglio per me, tante scelte e mi sono dovuto separare solo da due oggetti” sorride verso di me mostrandomi alcuni dei suoi denti d’oro con fare beffardo. Genuino piacere noto mentre ripone gli oggetti nella sacca, con le sue grandi mani impreziosite da diversi anelli, almeno uno per dito, l’unico occhio buono riluccica, lo splendore di tali opere magiche. L’arrivo della mia cameriera Luce e di una giovane Elfa della quale non conosco il nome, toglie il sorriso dal volto del nano. “Questo Durwill è per la mia amica” afferra il pugnale e lo porge alla giovane dai capelli biondo oro “Xanders” sorride volgendo il palmo della mano sinistra in alto indicando l’elfa con le punte delle falangi “Vi presento Maja è una mia vecchia amica vuole venire anche lei, sono certa che sarà utile”.
Capitolo 7° "L'ombra del Demone"
La vita è qualcosa d’imprevedibile. Rimanendo seduto sul mio panchetto di legno, ascolto con attenzione i presenti intenti a scegliere tra gli oggetti posati sul tavolo, Sofia li guarda con una punta di soddisfazione, gli abiti che indossano calzano a tutti in modo perfetto, anche quello creato per la Fatina. Interessante a mio parere, il fatto che pur se simili i colori dei tessuti cambiano secondo l’umore e dal carattere della persona. Per la Druida il colore dell’abito è sul verde con punte di marrone e azzurro. Per la Barbara il tessuto sembra pelle, e le rifiniture rosse e nere. La Messaggera sembra vestita di un nero così come le cuciture e le rifiniture sui polsini. La Fatina è variopinta e sembra che un fiore balli in mezzo all’aria. Divertente notare che tutti sono in parte affascinati dalla spilla, che rappresenta una farfalla in argento. La grossa e possente sagoma della Barbara si era fatta facilmente spazio nel gruppo, poche parole di saluto, i convenevoli sono spiccioli, ma sembra che non avrà problemi a inserirsi con gli altri. Stella si è fatta una sorta di fascia così da potersi tenere il bambino vicino il petto, ride vedendo la tigre della Druida giocare con il gatto nero.Guardo Haumena, con i suoi piccoli piedini e le ali colorate, cammina per il bancone dato le sue piccole dimensioni, discute come i ragazzini con Jojyn per il possesso dell’oggetto, quando per ultima anche Kueria si è messa nel mezzo, è accaduto qualcosa di bizzarro. La spilla è caduta a terra, toccando il suolo ha iniziato a vibrare, di una sola che era, a un tratto le spille sono diventate tre. Durwill seduto a un tavolo sogghigna soddisfatto, morde la sua pipa. “Ecco il primo oggetto” rilasciando una nuvola di fumo scuote il capo “un oggetto interessante, esso si può dividere in più parti, chi lo possiede e lo indossa può comunicare con gli altri possessori qualsiasi sia la distanza”. Il nano si mette in piedi e continua a parlare “oltremodo le ferite di chi possiede l’oggetto sono condivise e si limitano i danni, una ferita media diviene un graffio, più siete meglio è” continua raggiungendo il bancone lasciando la sedia vuota dietro di lui “per ultimo se tutti e tre i possessori toccano la spilla insieme con le mani, le spille tornano ad essere una sola, e così coloro che la indossano l’oggetto si teletrasportano insieme in un punto qualsiasi, basta che tutti e tre siano d’accordo sul punto dove riapparire, serve lavoro di squadra per usarlo al meglio, ma è sconcertante quello che permette di fare, ma ricordo” sottolinea con l’indice tozzo verso l’alto “se non andate d’accordo rischiate di cadere giù da un precipizio prima o poi”.Alisha a differenza di altri ha posato l’attenzione sull’arco, con calma inizia a studiare l’oggetto tra le mani, che con uno scatto secco si è chiuso in tre parti “scelgo questo Mastro Fabbro, vedo che ha una sola freccia, che può fare?” Durwill toccandosi la barba risponde “l’arco è meccanico come puoi vedere, totalmente differente da quello di legno degli elfi, si può richiudere e occupa davvero poco posto, permette di muoversi senza l’impedimento di un arco comune, c’è una freccia sola per un giusto motivo”. Annuisce convinto godendosi come ogni vecchio il momento nel quale si accorge si essere ascoltato “ dentro la freccia c’è un incantesimo, esso è pronunciato perché l’arco è come un carillon, quando la freccia si pianta su qualcosa o qualcuno dopo pochi attimi è colpito da un fulmine”. Osserva i presenti cercando di carpire il loro stupore “ed è bene che la scagliate lontano, quando cade, un fulmine fa davvero un bel botto, quindi basta un colpo ma usato solo quando serve, fate attenzione mi raccomando c’è una sola freccia se la perdete quell’arco, è inutilizzabile”.Il Nano dona quindi uno sguardo agli avventurieri “bene, molto meglio per me, tante scelte e mi sono dovuto separare solo da due oggetti” sorride verso di me mostrandomi alcuni dei suoi denti d’oro con fare beffardo. Genuino piacere noto mentre ripone gli oggetti nella sacca, con le sue grandi mani impreziosite da diversi anelli, almeno uno per dito, l’unico occhio buono riluccica, lo splendore di tali opere magiche. L’arrivo della mia cameriera Luce e di una giovane Elfa della quale non conosco il nome, toglie il sorriso dal volto del nano. “Questo Durwill è per la mia amica” afferra il pugnale e lo porge alla giovane dai capelli biondo oro “Xanders” sorride volgendo il palmo della mano sinistra in alto indicando l’elfa con le punte delle falangi “Vi presento Maja è una mia vecchia amica vuole venire anche lei, sono certa che sarà utile”.