Direi che è sempre difficile, mantenere fede alle proprie idee. In questo periodo vorrei essere meno pessimista, ma le voci che dicevano, che il mondo è cambiato sono vere. I clienti sono sempre meno, e dopo il tramonto a nessuno piace girare. Non parlo del fatto che la temperatura e il freddo si sono fatti più rigidi, ma perché dopo gli eventi ai quali in parte siamo stati testimoni, la presenza dei due Demoni si è fatta palese. La mia attività da essere un locale dove passare le serate, è divenuta un Lazzaretto. Ospitiamo sempre più spesso gente in fuga dai paesi vicini, feriti, malati e la foresta andando avanti così diventerà un cimitero. Seppelliamo almeno una persona al giorno. In parte mi sento colpevole, perché a provocare una tale violenza, sono stato anch’io. Ciò che posso scrivere è il resoconto che ho appreso dai nostri nuovi ospiti, e malati. In queste poche ore di riposo, dopo aver finito il mio turno, carezzo i capelli di mia moglie adagiata vicino a me. Ricordo.Sembra solo ieri che Arethwyn è uscito dalla taverna dicendo a Connè “va bene, Nullo, accetto il tuo invito per fare il saltimbanco e il giullare, stringiamo l'accordo alla maniera della mia gente” l’umano si è visto recapitare dell’elfo Oscuro un diretto al naso, gettandolo a terra. “Questo è il minimo per chi vuole deridere il mio orgoglio” gli spiegò dandogli le spalle e ordinando al suo Lupo di seguirlo sul carro.Come il solito io trovo sconcertante le reazioni degli Umani. Varò tirandosi su con il naso piegato a sinistra, aveva sorriso con i lacrimoni agli occhi ”bene…” toccandosi il viso sporco di sangue “con il setto deviato, sarà ancora più difficile riconoscermi, ciao Xanders, Sofia i miei omaggi!” un inchino maldestro e barcollando era salito sul carro partendo con il resto del gruppo. “Direi che sarà bene iniziare dai villaggi vicini, vi vedo ancora un po’ tesi per esordire a corte” aveva detto ridendo l’umano. Immagino il viaggio del gruppo, uniti in un cassone, infreddoliti, costretti a parlare o almeno a posare lo sguardo gli uni sugli altri, tutti intenti a pensare a cosa o quale numero fare per simulare di essere un vero gruppo circense. Mi è stato detto che Maja porta con sé un sacchetto di polvere magica, tale rarità è il residuo del battito d’ali delle fate. Da dove un’Elfa possa aver preso un sacchetto pieno? Chi può dirlo, ma di certo Haumena se ne sarà accorta, e se la giovane è sempre in giro, significa che il sacchetto non è stato rubato ma è un dono del popolo fatato. Voglio sperare che si sia confidata con la Fata, raccontandogli la sua storia, e lei in cambio le abbia donato la sua amicizia e fiducia. Certo lo so è solo un pensiero ma in questi giorni devo pensare che il mondo è fatto anche di gesti buoni. Il gruppo ha percorso la strada commerciale, per tutta la giornata, accampandosi per una notte. Il mattino dopo tornando a viaggiare, qualcosa avrà di certo colto l’attenzione di tutti loro. Un regno Umano come quelli dei Cavalieri, ha sempre combattuto i pelle-verde, tali esseri in branco depredano e uccidono da sempre. Adesso vestiti con le effigi dei signori della zona, vegliano le strade, Orchi, Goblin e addirittura Troll, compiono violenze e assicurano che nessuno alzi la testa. Riprendo a scrivere dal racconto di Berta la vecchia comare, e Guhtr il garzone del Signore del villaggio chiamato Buona pietra. In pochi percorrono oramai la strada commerciale, solo i mercanti disperati, mercenari, balordi e un numero sempre maggiore di pelle-verde vestiti da soldati, chiunque possiede una terra è stato riunito nelle piccole città o villaggi, sembra che il Signore dei Cavalieri, quello che potrebbe essere definito il Re, abbia ordinato che data la stagione, nessuno deve rischiare di morire isolato per il freddo. Ogni sorta di violenza, e prepotenza è stata perpetrata dalle nuove guardie, che in casi di resistenza hanno anche incendiato case e terreni. In questo periodo, le persone riunite nei villaggi, e città lavora per fortificare la zona, con alte mura o steccati, molti costruiscono armi e armature, altri sono costretti a cacciare cibo in grande quantità o ad abbattere alberi in zone proibite. Con la scusa dell’Inverno hanno creato delle prigioni che una volta erano chiamate città, e i pelle-verde sono i loro aguzzini.
Capitolo 8° "L'ombra del Demone"
Direi che è sempre difficile, mantenere fede alle proprie idee. In questo periodo vorrei essere meno pessimista, ma le voci che dicevano, che il mondo è cambiato sono vere. I clienti sono sempre meno, e dopo il tramonto a nessuno piace girare. Non parlo del fatto che la temperatura e il freddo si sono fatti più rigidi, ma perché dopo gli eventi ai quali in parte siamo stati testimoni, la presenza dei due Demoni si è fatta palese. La mia attività da essere un locale dove passare le serate, è divenuta un Lazzaretto. Ospitiamo sempre più spesso gente in fuga dai paesi vicini, feriti, malati e la foresta andando avanti così diventerà un cimitero. Seppelliamo almeno una persona al giorno. In parte mi sento colpevole, perché a provocare una tale violenza, sono stato anch’io. Ciò che posso scrivere è il resoconto che ho appreso dai nostri nuovi ospiti, e malati. In queste poche ore di riposo, dopo aver finito il mio turno, carezzo i capelli di mia moglie adagiata vicino a me. Ricordo.Sembra solo ieri che Arethwyn è uscito dalla taverna dicendo a Connè “va bene, Nullo, accetto il tuo invito per fare il saltimbanco e il giullare, stringiamo l'accordo alla maniera della mia gente” l’umano si è visto recapitare dell’elfo Oscuro un diretto al naso, gettandolo a terra. “Questo è il minimo per chi vuole deridere il mio orgoglio” gli spiegò dandogli le spalle e ordinando al suo Lupo di seguirlo sul carro.Come il solito io trovo sconcertante le reazioni degli Umani. Varò tirandosi su con il naso piegato a sinistra, aveva sorriso con i lacrimoni agli occhi ”bene…” toccandosi il viso sporco di sangue “con il setto deviato, sarà ancora più difficile riconoscermi, ciao Xanders, Sofia i miei omaggi!” un inchino maldestro e barcollando era salito sul carro partendo con il resto del gruppo. “Direi che sarà bene iniziare dai villaggi vicini, vi vedo ancora un po’ tesi per esordire a corte” aveva detto ridendo l’umano. Immagino il viaggio del gruppo, uniti in un cassone, infreddoliti, costretti a parlare o almeno a posare lo sguardo gli uni sugli altri, tutti intenti a pensare a cosa o quale numero fare per simulare di essere un vero gruppo circense. Mi è stato detto che Maja porta con sé un sacchetto di polvere magica, tale rarità è il residuo del battito d’ali delle fate. Da dove un’Elfa possa aver preso un sacchetto pieno? Chi può dirlo, ma di certo Haumena se ne sarà accorta, e se la giovane è sempre in giro, significa che il sacchetto non è stato rubato ma è un dono del popolo fatato. Voglio sperare che si sia confidata con la Fata, raccontandogli la sua storia, e lei in cambio le abbia donato la sua amicizia e fiducia. Certo lo so è solo un pensiero ma in questi giorni devo pensare che il mondo è fatto anche di gesti buoni. Il gruppo ha percorso la strada commerciale, per tutta la giornata, accampandosi per una notte. Il mattino dopo tornando a viaggiare, qualcosa avrà di certo colto l’attenzione di tutti loro. Un regno Umano come quelli dei Cavalieri, ha sempre combattuto i pelle-verde, tali esseri in branco depredano e uccidono da sempre. Adesso vestiti con le effigi dei signori della zona, vegliano le strade, Orchi, Goblin e addirittura Troll, compiono violenze e assicurano che nessuno alzi la testa. Riprendo a scrivere dal racconto di Berta la vecchia comare, e Guhtr il garzone del Signore del villaggio chiamato Buona pietra. In pochi percorrono oramai la strada commerciale, solo i mercanti disperati, mercenari, balordi e un numero sempre maggiore di pelle-verde vestiti da soldati, chiunque possiede una terra è stato riunito nelle piccole città o villaggi, sembra che il Signore dei Cavalieri, quello che potrebbe essere definito il Re, abbia ordinato che data la stagione, nessuno deve rischiare di morire isolato per il freddo. Ogni sorta di violenza, e prepotenza è stata perpetrata dalle nuove guardie, che in casi di resistenza hanno anche incendiato case e terreni. In questo periodo, le persone riunite nei villaggi, e città lavora per fortificare la zona, con alte mura o steccati, molti costruiscono armi e armature, altri sono costretti a cacciare cibo in grande quantità o ad abbattere alberi in zone proibite. Con la scusa dell’Inverno hanno creato delle prigioni che una volta erano chiamate città, e i pelle-verde sono i loro aguzzini.