Taverna di Xanders

Un nuovo Inizio


Tra tanti suoni che ho udito, questo mi spezza il cuore. Devo confessarlo, non credevo sinceramente di ritrovarmi qui, soprattutto in un momento come questo. Le mie dita sottili tremano e immergendo la punta della piuma nel calamaio, lascio cadere troppe gocce di inchiostro.  Non è da me. Avevo ascoltato mille volte di certi racconti, avevo sorriso sollevando leggermente le spalle. Sul mio diario ho narrato di contenziosi tra nobili e contadini, faide tra mercanti, di ragazze salvate da eccelsi avventurieri, e improbabili eroi. Ho scritto anche di Dei malevoli e benevoli che hanno gettato le loro immense ombre sui fragili destini di coloro che vivono le nostre terre. Ma non sono pronto a parlare di questo.   Ancora … forza!Mi sono fatto una tisana calda, Durwill è a lavorare nella sua fucine dietro, non c’è mai quando serve quel nano. Sono qui a scrivere ancora. Nessuno sembra voler parlare con me. E’ sera e come sempre la taverna è piena, ma non c’è il solito chiassoso rumore di sempre, i vari avventori seduti ai tavoli rimangono in un sussurrato silenzio. Le mie Cameriere non sono in sala, e sono praticamente solo a guardare i miei clienti. Quanche accennato sorriso, e timido assenso.  C’è Kurt il boscaiolo che sorseggia un boccale oramai vuoto da un’eternità, il vecchio contadino Lohu, che con i polpastrelli continua a raccogliere le briciole sul tavolo vicino all’ingresso e anche Mortimer il fabbro oramai mastica l’osso del pollo succhiando il midollo. Nessuno però osa dire nulla.  Nessuno ordina. In Questo memento vorrei avere un qualche potere speciale, mettermi in piedi sul bancone e chiedere l’aiuto di un avventuriero, ma non posso.Incrocio lo sguardo cieco della vecchia Veggente che vicino al camino spento sonnecchia, quasi non percepisse assolutamente l’aria pesante di questo momento. <Perché tra tutti gli esseri di questo mondo sono l’unico a non poter chiedere una predizione?> mi chiedo tra me. Un altro urlo, poi il silenzio! Tremo …  La porta della mia camera al piano di sopra si apre, e la mia cameriera Luce esce correndo quasi volesse buttarsi oltre il parapetto “ e’ nata è una bellissima Bambina!”.   La sala esplode in un urlo di Gioia, e le mie orecchi di elfo odono il rumore del suo pianto, ed io inizio a piangere di gioia. Sono diventato Papà.