Eccomi qui a scrivere, davanti al narratore, come sempre cercherò di riportare ciò che è accaduto nella maniera più precisa possibile: La Taverna posta al centro della Foresta lentamente si allontanava ad ogni passo, Alexandre in sella al sul cavallo si mosse in avanti, ma con difficoltà, a logica il terreno disconnesso, pieno di radici, fogliame rendevano l’andatura piuttosto incerta.Di dietro il carro proseguiva molto più lentamente, il mercante era costretto comunque a trasportare le sue mercanzie, che altro non erano che tessuti ed abiti di vario genere.Dopo una breve discussione i rimanenti Arethwyn , Hans , Domenico e Thud affiancarono il carroccio proteggendo i quattro angoli dello stesso armi alla mano.La bambina guardava i suoi custodi sbirciando da dentro la tenda, le oscillazioni rendevano la sua postura a gattoni poco stabile. Il gruppo aveva poca visibilità il rumore del carro riempiva l’aria. Credo che oggettivamente un pensiero accomunò tutti i cinque Mercenari, se ci fosse stata un’imboscata il risultato non sarebbe stato a loro favore. L’ora di viaggio sembrava non passare mai, la tensione era palpabile date le circostanze, ma quando il gruppo arrivò sulla strada commerciale, la situazione sembrò davvero peggiorare.La strada era divisa in due parti, binari scavati nella pietra guidavano le ruote dall’Impero a Bretonnia in entrambi i versi. Decine di mercanti andavano e venivano, così come nobili in carrozza, guardie a piedi e cavalieri in sella ai loro destrieri. Dire da dove poteva venire un possibile attacco, era assai difficile. Mark fermò il carro sul ciglio della Strada. “”Tra due ore fermeranno il traffico, così che Alice possa camminare per i suoi duecento passi”” un breve sorriso donò ai cinque. La foresta rimaneva sul lato destro del carro mentre il sinistro guardava la strada. “”Decidete Voi come amministrare la guardia in queste due ore di fermo””. Silente il mercante attese indicazioni dai cinque. Così fu deciso che Arethwyn sarebbe salito in cima al carro sistemandosi con la sua multi balestra sul telone, Domenico si sarebbe sistemato sul lato sinistro verso l’Impero, Hans e Thud sarebbero rimasti come due colonne di guardia sul retro del carro, in attesa di Alice, e poi avrebbero scortato la piccola sino al punto d’inizio che altro non era che a non più di dieci passi dal carro. Alexandre in sella al suo cavallo controllava il lato destro, quello verso Bretonnia. La giornata sembrava peggiorare, le nubi si accumulavano all’orizzonte riempiendo in breve tempo, il soffitto del mondo. Lampi e Tuoni brillavano riecheggiando nell’aria, ma la pioggia non sembrava decidersi a cadere. Sul carro il vecchio Mark preparò la piccola Alice vestendola con un abito di corone bianco, una passata con un fiore sul lato sinistro ed in fine un piccolo mazzo di rose rosse. Il Mercante disse alla piccina prima di scendere dal carro “”Stai tranquilla andrà tutto bene, e poi tu ti chiami alice, proprio come la prima Alice che attraversò la foresta rimanendo incolume, nulla ti può succedere … va bene?”” le donò un bacio, e la piccola strinse il nonno con affetto. Con calma quindi scesero dal carro. Con non poco Orgoglio il Mercante mostrò la piccina ai cinque Mercenari “”guardate com’è bella … sembra un fiore di campo!”” esordì con gli occhi umidi. La piccola Alice osservò per primo Arethwyn che essendo salito sul tendone del Carro aveva destato la sua curiosità.””Sapete signore, sembrate un Angelo i vostri occhi mi seguiranno ovunque? Spero di Si!”” quindi osservò Domenico “”Signore, vi ringrazio per quel che fate, mi ricordate molto il mio fratellone, che purtroppo non c’è più … siete stato gentile con me durante il viaggio Vi ringrazio!”” quindi osservò Hans che in disparte appariva pronto all’azione “” Mi fido di voi Signore, so che avrete cura del mio nonno”” un piccolo brivido di freddo la percorse quando un fulmine riecheggiò con potenza illuminando il viso torvo dell’umano. Quindi osservò Thud che appariva assai truce “”mi fate sorridere signore”” disse trattenendo una risatina “”siete gigantesco, ma credo che siate buono, sembrate una montagna , se avessi paura potrò nascondermi dietro di Voi?””. Al fine sorrise al Cavaliere Alexandre e facendosi ancora più piccina, portò la manina alla bocca sussurrandogli “”sapete Signore ho sognato una Dama bellissima, mi ha detto che anche voi avrete cura di me mentre cammino verso il regno di Bretonnia … è vero?”” Mezzo giorno al fine giunse, come previsto le guardie e militi fermarono il traffico e dal punto dove era posizionato il carro di Mark alcuni mercanti con sul cappello la stessa piuma del vecchio lo raggiunsero portando i loro complimenti all’umano “” sarai fiero di tua Nipote!”” principiò un mercante piuttosto magro “” insomma non capita tutti i giorni di avere una parente in casa, scelta per una tale occasione!”” Mark accennò un sorriso “” certo, ne sono fiero, mi è rimasto solo lei al mondo”” quindi il Magro mercante tornò a ribattere “” allora hai pensato a quell’affare che ti avevo proposto?”” il corpulento uomo scosse il capo “” Hector credo di esser stato chiaro, non credo che vendere le armi sia un mestiere adatto a me!”” l’ometto smilzo sollevò le mani “”credevo che parlandotene oggi in un giorno di festa saresti stato più benevolo con me, sai sto radunando diversi mercanti e tu sei molto ben visto da tutti!”” Mark non rispose, ma poi disse “” ti chiedo perdono è il momento”” il Nonno di Alice portò la piccola al centro della strada, la Bambina era scalza, quindi l’uomo si ritrasse raggiungendo il suo carro e il piccolo gruppo di mercanti amici. Quindi Alice parlò “” Sono passati centinaia d’anni ma Noi gente libera, ricordiamo questo giorno come quello nel quale una Bambina di nome Alice seguì un sentiero che oggi unisce Bretonnia all’Impero, questo giorno è per Noi tutti importante, perché ci dà modo di lavorare, e ci rende tutti liberi”” Un fulmine riecheggiò con forza ancora una volta, la piccola tremò, volse uno sguardo verso il Nonno e verso le sue Guardie del corpo. Quindi inizia a camminare. Uno. Due. Tre passi, una freccia si mosse nell’aria e toccò il suolo a due braccia dalla piccola Alice, Urla e grida tra la gente si avvertirono, molte guardie caddero a terra morte, altre si levarono l’elmo e iniziano a correre verso la Piccina, altri figuri uscirono dalla boscaglia e corrsero a loro volta verso la Bambina armi alla mano, urlado alla carica. Quarto passo … Alice non sembrava volersi fermare, o dar segno di tentare una ben che minima fuga, lei avanzò verso i suoi assalitori che cercavano di coprire i duecento passi che la separavano dal suo traguardo. Lei camminava verso Bretonnia con i lucciconi agli occhi … e la speranza nel cuore.
La Via Commerciale e l'inizio della cerimonia
Eccomi qui a scrivere, davanti al narratore, come sempre cercherò di riportare ciò che è accaduto nella maniera più precisa possibile: La Taverna posta al centro della Foresta lentamente si allontanava ad ogni passo, Alexandre in sella al sul cavallo si mosse in avanti, ma con difficoltà, a logica il terreno disconnesso, pieno di radici, fogliame rendevano l’andatura piuttosto incerta.Di dietro il carro proseguiva molto più lentamente, il mercante era costretto comunque a trasportare le sue mercanzie, che altro non erano che tessuti ed abiti di vario genere.Dopo una breve discussione i rimanenti Arethwyn , Hans , Domenico e Thud affiancarono il carroccio proteggendo i quattro angoli dello stesso armi alla mano.La bambina guardava i suoi custodi sbirciando da dentro la tenda, le oscillazioni rendevano la sua postura a gattoni poco stabile. Il gruppo aveva poca visibilità il rumore del carro riempiva l’aria. Credo che oggettivamente un pensiero accomunò tutti i cinque Mercenari, se ci fosse stata un’imboscata il risultato non sarebbe stato a loro favore. L’ora di viaggio sembrava non passare mai, la tensione era palpabile date le circostanze, ma quando il gruppo arrivò sulla strada commerciale, la situazione sembrò davvero peggiorare.La strada era divisa in due parti, binari scavati nella pietra guidavano le ruote dall’Impero a Bretonnia in entrambi i versi. Decine di mercanti andavano e venivano, così come nobili in carrozza, guardie a piedi e cavalieri in sella ai loro destrieri. Dire da dove poteva venire un possibile attacco, era assai difficile. Mark fermò il carro sul ciglio della Strada. “”Tra due ore fermeranno il traffico, così che Alice possa camminare per i suoi duecento passi”” un breve sorriso donò ai cinque. La foresta rimaneva sul lato destro del carro mentre il sinistro guardava la strada. “”Decidete Voi come amministrare la guardia in queste due ore di fermo””. Silente il mercante attese indicazioni dai cinque. Così fu deciso che Arethwyn sarebbe salito in cima al carro sistemandosi con la sua multi balestra sul telone, Domenico si sarebbe sistemato sul lato sinistro verso l’Impero, Hans e Thud sarebbero rimasti come due colonne di guardia sul retro del carro, in attesa di Alice, e poi avrebbero scortato la piccola sino al punto d’inizio che altro non era che a non più di dieci passi dal carro. Alexandre in sella al suo cavallo controllava il lato destro, quello verso Bretonnia. La giornata sembrava peggiorare, le nubi si accumulavano all’orizzonte riempiendo in breve tempo, il soffitto del mondo. Lampi e Tuoni brillavano riecheggiando nell’aria, ma la pioggia non sembrava decidersi a cadere. Sul carro il vecchio Mark preparò la piccola Alice vestendola con un abito di corone bianco, una passata con un fiore sul lato sinistro ed in fine un piccolo mazzo di rose rosse. Il Mercante disse alla piccina prima di scendere dal carro “”Stai tranquilla andrà tutto bene, e poi tu ti chiami alice, proprio come la prima Alice che attraversò la foresta rimanendo incolume, nulla ti può succedere … va bene?”” le donò un bacio, e la piccola strinse il nonno con affetto. Con calma quindi scesero dal carro. Con non poco Orgoglio il Mercante mostrò la piccina ai cinque Mercenari “”guardate com’è bella … sembra un fiore di campo!”” esordì con gli occhi umidi. La piccola Alice osservò per primo Arethwyn che essendo salito sul tendone del Carro aveva destato la sua curiosità.””Sapete signore, sembrate un Angelo i vostri occhi mi seguiranno ovunque? Spero di Si!”” quindi osservò Domenico “”Signore, vi ringrazio per quel che fate, mi ricordate molto il mio fratellone, che purtroppo non c’è più … siete stato gentile con me durante il viaggio Vi ringrazio!”” quindi osservò Hans che in disparte appariva pronto all’azione “” Mi fido di voi Signore, so che avrete cura del mio nonno”” un piccolo brivido di freddo la percorse quando un fulmine riecheggiò con potenza illuminando il viso torvo dell’umano. Quindi osservò Thud che appariva assai truce “”mi fate sorridere signore”” disse trattenendo una risatina “”siete gigantesco, ma credo che siate buono, sembrate una montagna , se avessi paura potrò nascondermi dietro di Voi?””. Al fine sorrise al Cavaliere Alexandre e facendosi ancora più piccina, portò la manina alla bocca sussurrandogli “”sapete Signore ho sognato una Dama bellissima, mi ha detto che anche voi avrete cura di me mentre cammino verso il regno di Bretonnia … è vero?”” Mezzo giorno al fine giunse, come previsto le guardie e militi fermarono il traffico e dal punto dove era posizionato il carro di Mark alcuni mercanti con sul cappello la stessa piuma del vecchio lo raggiunsero portando i loro complimenti all’umano “” sarai fiero di tua Nipote!”” principiò un mercante piuttosto magro “” insomma non capita tutti i giorni di avere una parente in casa, scelta per una tale occasione!”” Mark accennò un sorriso “” certo, ne sono fiero, mi è rimasto solo lei al mondo”” quindi il Magro mercante tornò a ribattere “” allora hai pensato a quell’affare che ti avevo proposto?”” il corpulento uomo scosse il capo “” Hector credo di esser stato chiaro, non credo che vendere le armi sia un mestiere adatto a me!”” l’ometto smilzo sollevò le mani “”credevo che parlandotene oggi in un giorno di festa saresti stato più benevolo con me, sai sto radunando diversi mercanti e tu sei molto ben visto da tutti!”” Mark non rispose, ma poi disse “” ti chiedo perdono è il momento”” il Nonno di Alice portò la piccola al centro della strada, la Bambina era scalza, quindi l’uomo si ritrasse raggiungendo il suo carro e il piccolo gruppo di mercanti amici. Quindi Alice parlò “” Sono passati centinaia d’anni ma Noi gente libera, ricordiamo questo giorno come quello nel quale una Bambina di nome Alice seguì un sentiero che oggi unisce Bretonnia all’Impero, questo giorno è per Noi tutti importante, perché ci dà modo di lavorare, e ci rende tutti liberi”” Un fulmine riecheggiò con forza ancora una volta, la piccola tremò, volse uno sguardo verso il Nonno e verso le sue Guardie del corpo. Quindi inizia a camminare. Uno. Due. Tre passi, una freccia si mosse nell’aria e toccò il suolo a due braccia dalla piccola Alice, Urla e grida tra la gente si avvertirono, molte guardie caddero a terra morte, altre si levarono l’elmo e iniziano a correre verso la Piccina, altri figuri uscirono dalla boscaglia e corrsero a loro volta verso la Bambina armi alla mano, urlado alla carica. Quarto passo … Alice non sembrava volersi fermare, o dar segno di tentare una ben che minima fuga, lei avanzò verso i suoi assalitori che cercavano di coprire i duecento passi che la separavano dal suo traguardo. Lei camminava verso Bretonnia con i lucciconi agli occhi … e la speranza nel cuore.