Taverna di Xanders

I Lupi e i cuccioli


 Rimango qui a scrivere sul mio libro, intento ad ascoltare il resoconto di questa storia.Mi fermo. Lascio che il mio interlocutore, possa dissetarsi davanti ad una bella birra, prendendo fiato.Medito.Penso.Che cosa è passato per la mente di questi cinque avventurieri? Tempo fa mi raccontarono di una fiaba, dove un Lupo si mangiava una vecchia con la nipote in un bosco, si direbbe cosa assai normale se si pensa alla fine che possono fare due Dame, in mezzo ad una foresta abitata da Lupi. Eppure in questa fiaba, arriva un Cacciatore, apre la pancia del lupo addormentato con un pugnale e libera le due “pulzelle”. Il Cacciatore  riempie la pancia del Lupo con dei sassi, lo ricuce e lo butta nel fiume. Chiedo perdono, ma il mio dolore và verso il povero Lupo,  immaginatevi l’agonia di sprofondare sott’acqua senza poter respirare, senza aver avuto modo di combattere. Vedete in un racconto che vorrebbe insegnare ai Bambini di non disubbidire ai grandi, imparo solo che alcune volte i “buoni”, sono più terribili dei cattivi. O certe favole sono raccontate semplicemente da dei Bugiardi? Che io sappia di ciò che mangia un Lupo non ne rimane che le ossa. O Sbaglio? Quindi mi viene da pensare :  Un Elfo Oscuro fuggitivo, un Adoratore di un Dio malvagio, un Ogre divoratore di esseri umani, un Mercenario malconcio in cerca di un pasto caldo, e un Cavaliere Bretoniano che da quel che mi raccontano son così pieni di sé da non rivolgere neppure un saluto a noi comuni mortali. Tutti loro in mezzo ad una strada, fianco a fianco! Loro, a rischiare la propria vita senza la certezza di quale sia il compenso? Proteggendo una bambina e il suo vecchio, conosciuti meno di dieci ore prima in una Taverna?Qualcuno direbbe che sto’ vaneggiando! Eppure da qualche parte è successo. Dopo tanto tempo qualcuno ha preso una decisione, e l’hanno portata avanti con tutto se stessi, fidandosi gli uni degli altri. Parliamoci chiaro. Sarebbe stato più credibile raccontare di cinque malvagi Guerrieri, che tenevano imprigionata una povera bambina e il suo vecchio nonno nei pressi di un bosco, questi malvagi, avrebbero oltretutto ucciso decine di poveri padri di famiglia, e giovani “avventurieri”, quest’ultimi partiti in cerca di fortuna.  Ma.. Ma questa volta i Lupi non riposano, e nessuno di loro è rimasto isolato, nessuna lama può scivolare nell’oscurità per depredarli di ciò che proteggono, un cucciolo! I Lupi lavorano come branco e se quel giorno vi fu una tempesta ebbene si scatenò in Terra!  Ecco torno a scrivere, e torno anche io li con loro … Dal fianco della strada, opposto a quello dove Alexandre aveva sbaragliato il primo gruppo d’arcieri, ne apparvero altri dieci a dare manforte alla carica dei venti briganti che continuavano ad avanzare verso la Bambina. Il tempo cupo dava scarsa possibilità di vedere chiaramente, e gli avversari sembravano apparire dal nulla. Gli arcieri incoccarono le frecce e tesero gli archi, posti di fianco potevano colpire la piccola evitando il grosso Ogre. Il tempo di prendere la mira ed ecco lo stupore dipinto sui loro visi, Arethwyn apriva le braccia spiegando il suo nero mantello così da occultare la posizione di Alice che lentamente avanzava di altri due passi “”Forza qui dannati, tirate a me, non mi vedete?”” urlò l’Oscuro. La pioggia scese giù con uno scroscio tremendo, gli arcieri fremettero vedendo l’elfo fronteggiarli alla distanza. Le Frecce furono scoccate, mentre un Fulmine colpiva un albero a cento passi da loro. Con un sibilo furono colpite, la spalla destra dell’elfo Oscuro, il mantello in diversi punti, e così anche il braccio destro di Hans e l’avambraccio sinistro di Thud in tre punti, trà gomito e polso. Quest’ultimi si erano gettati in avanti caricando il grosso degli avversari, l’Ogre roteando come una furia la sua gigantesca arma uccidendo tre, Hans piantando una delle sue due spada corte nel petto di un altro, saggiandone l’odore del sangue per un breve istante. Imprevedibile come a suo solito con un altro gesto rapido e quasi inumano al pari di un serpente, la lama tranciò via il piede di un altro balordo che iniziò a gridare cadendo a terra. Avrebbero continuato ma il loro dolore per le frecce gli arrestò per un istante. Il tempo di un respiro. Salì l'Ira che come l’effetto di un vino caldo avvampa sino al viso. Continuarono ad avanzare verso i dieci assalitori, anche se più lenti e certi che ci sarebbe stata un'altra nuvola di frecce a breve.Cinque Briganti scartarono i due Eroi correndo verso Arethwyn, teso a fare da scudo umano contro i tiratori, la mano dell’elfo calò sul fianco e risollevandosi la multi balestra consegnò a miglior vita tre di loro. I rimanenti Briganti erano pronti a dilaniare il corpo del Valoroso Guerriero. Alexandre avanzò impavido verso i suoi sette avversari, il suo attacco e l’impennarsi del cavallo ne mise tre fuori combattimento, ma gli altri quattro rimasti tirarono giù con forza il Cavaliere dalla propria sella, e il Bretoniano prima di cadere spezzo il collo ad uno di loro, saltando alla gola di un altro, iniziando a tempestarlo di pungi, da dietro le spalle i due vigliacchi si apprestarono a pugnalarlo da dietro. La lama di un pugnale trafisse la spalla sinistra del Cavaliere e poi la destra.  La calma accolse Domenico, deciso ad ignorare i due assalitori in corsa verso di lui e la pioggia. Mirare era difficile, l’umano doveva valutare il vento, l’umidità, il peso dell’acqua e il fatto che Hector cercasse di impartire ordini ai suoi uomini oscillando il capo da destra verso sinistra in un tempo che era valutabile a quello che impiegava a muovere la gamba sinistra. Il malvagio Mercante continuava e trascinava il pesante Mark verso una carrozza che evidentemente lo attendeva.La mano fece calare il Piolo così che la corda scoccò il suo quadrello. Lo sguardo dell’umano cercò di osservare la traiettoria ma un dolore allucinante provenne dalla schiena, un fendente traversò la schiena del Tileano, non uccidendolo solo per il fatto che l’armatura avesse assorbito parte del colpo, poi una spallata che lo fece quasi volare a terra. Un urlo straziante si avvertì, non era la voce di Domenico, bensì quella del mercante. La mano destra sollevata, a toccarsi il viso e il dardo piantato nell’occhio, pochi istanti e poi la morte abbracciò Hector portandoselo via per sempre. Mark adesso libero corse verso la piccola Alice, quasi scivolò per la tempesta che si stava sfogando per la zona, l’Umano fece quasi per sollevarla così da portarla via, ma la piccola ancora tremante gli donò la mano scuotendo il capo fradicio “”andiamo avanti nonno””.I Briganti alla vista della perdita del proprio Padrone scapparono, solo dieci di loro, i veterani  rimasero al loro posto, tra cui quello con la cicatrice sull’occhio.  Dodici passi, e Alice rimane incolume. Feriti con frecce, o tagli in corpo gli avventurieri stringono i denti e versano sangue eguale, anche se sono di diversa razza. C’è la possibilità di fuggire in cerca di salvezza. Oppure continuare a camminare con la Bambina. Alexandre e Domenico si risollevano da terra sanguinanti e sporchi di fango con il fiato corto …