Passarono due giorni da quando gli lasciai davanti alla baracca e senza sosta alcuna lavorarono con costanza e assiduità, nel costruire le loro nuove armi incantate. Come detto dovettero mescolare del proprio sangue con il metallo incandescente per creare un primo legame. Alla fine come Durwill aveva richiesto sull’impugnatura dell’arma era stato forgiato il simbolo da loro scelto, e reso incandescente. L’ultimo atto richiedeva quello di stringere con forza il simbolo a temperatura quasi lavica. La stanchezza dello scontro di inizio settimana che gli aveva visti proteggere la piccola Alice, il duro lavoro di forgiatura, la perdita di sangue e il grande dolore fece svenire i giovani valorosi. Uno ad uno con non poche difficoltà, soprattutto per l’Ogre, gli riconducemmo nelle loro stanze, curandoli e nutrendoli. L’autunno si avviò con forza verso le porta dell'Inverno, e non solo lui.... Come ogni tanto accadeva fece ritorno anche Connè Varò uno dei miei problemi più grandi. Quando il sole iniziò a tramontare gli avventurieri si ridestarono ognuno nella propria camera , forse anche per il brontolio dei loro stomaci, tutti con la mano destra ben fasciata e dolorante. Al loro fianco vicino ai piedi del letto le loro cose, e l’arma da loro forgiata. Raggiungendo le scale in direzione del salone principale l’aria che si respirava era assai diversa dal solito, una ventina di figure incappucciate sedevano tra i tavoli, le cameriere non giravano tra i clienti, e rimanevano silenziose dietro il bancone. Nessun mercante, nessun contadino a far battute riempiva la solita cornice cordiale. La Veggente sistemata diversamente dal solito al centro della Taverna, seduta su di una sedia con il solito silenzio a circondarla. Proprio a dieci passi da lei comodamente seduta su di un panchetto davanti il bancone, c’era una Donna vestita con pantaloni e stivali neri aderenti, un corpetto chiuso, dal collo al plesso solare da sei cinghie metalliche, un gilè copriva le spalle. Incurante mostrava le sue forme sinuose e splendide, al fianco due foderi dove pendevano due pistole Naniche, al basso ventre altre due pistole. No era sprovvista di pugnali, era chiaro. Dietro la schiena teneva una spada lunga che palesava un’impugnatura in oro e argento che terminava sul pomo con un disegno impreziosito a forma di giglio bianco. Sul panchetto di lato a lei, erano stati sistemati un mantello e un cappello da viaggio. Una piuma sgargiante di rosso ricordava il colore della bandana stretta sul braccio sinistro. Serenamente la Donna teneva un bicchiere di sventra demoni tra i polpastrelli della sua mano sinistra, guardava me, che silenzioso ero a mia volta seduto con il libro sulle ginocchia e la piuma in mano. Il solito buon odore di cibo e vino speziato era ricoperto da un altro odore, più pungente e forse quasi disgustoso. Adesso osservo dopo molti anni qualcosa in prima persona, non si tratta del quotidiano, come i racconti di avventure, o di problemi normali tra uomini. Oggi ero presente e avevo modo di scrivere direttamente quello che sarebbe successo. In altri tempi, in età più giovane, avrei preso le armi e avrei fatto da solo, per difendere chi amo e la mia casa. Ma adesso dovevo lavorare d’ingegno e come ordinatomi dalla Veggente, se volevo sopravvivere a quel giorno dovevo rimanere armato solo della mia piuma. Lentamente avvertii i passi dei cinque avventurieri mentre uscivano dalla loro camere, tutto stava per iniziare da li.