Alexandre e Hans furono i primi a palesare la loro presenza. Le cameriere volsero lo sguardo verso i due e poi in direzione delle scale. Notai lo sguardo di Gemma, soffermarsi su quello di Arethwyn, fermatosi in disparte in fondo alle scale. Lo guardai bene e vidi, che in dosso aveva gli stessi abiti di quando era giunto da noi. Sicuramente aveva in mente di ripartire a breve. La Donna trattenne il fiato quasi potendo leggere l’indecisione dell’Oscuro. Poi nuovamente le labbra si espansero con il suo solito sorrisetto impudente, non appena lui si fermò mettendo mano alla sua multi balestra. Chiaro il suo desiderio di raggiungerlo, ma qualcosa, forse il buon senso la trattenne dietro il bancone lasciandolo per il momento a godere dell'ombra, in un punto non visto dal centro della sala. Stella e Luce invece si mossero per esaudire le ordinazioni del Cavaliere e del Guerriero, i loro volti erano visibilmente tesi, e gli occhi espressivi quasi a voler comunicare un mare di pensieri ed emozioni. “”Buona sera miei Signori lieto di rivedervi, vi faccio servire subito, spero che le medicazioni e il riposo vi siano stati confortevoli e di vostro gradimento!”” dissi con il mio solito tono cortese porgendo loro saluto. “”Buona sera a Voi mio buon amico”” esordì Alexandre con la sua proverbiale eleganza “”si tutto è stato di mio gradimento, e vi porgo i miei ringraziamenti per le cure”” mostrò le mano fasciata “”ora vorrei un buon piatto di stufato e una Birra. Grazie””. Hans nascondeva la sua fasciatura sotto il guanto nero, e donò un generoso momento nell’ammirare le forme della Donna seduta davanti a me. Sereno si mise seduto dando a sua volta le spalle alle nere figure incappucciate. Di Domenico e Thud nessuna traccia ancora. Ero certo che l’Ogre anche nel caso avesse scelto di andarsene, sarebbe passato a mangiare qualcosa, ma del Tileano, temevo avesse scelto di uscire dalla finestra evitando spiacevoli saluti. La Donna davanti a me seduta al bancone chinò lievemente il capo in direzione di Alexandre e Hans “”Molto piacere Signori! Il vostro amico li in disparte è timido forse?”” il tono appariva assai calmo e la voce racchiudeva calore. Alcune incappucciati volsero lo sguardo verso Arethwyn, forse notandolo solo adesso, l’Elfo Oscuro trattenne un’imprecazione a fil di labbra, adesso che pur se nell’ombra la sua posizione era stata scoperta. La Donna dai capelli bianchi tornò a guardarmi “”Allora Vecchio immortale, non sei felice di rivedermi dopo così tanto tempo?”” portò alle labbra carnose il bicchiere contenente il liquido trasparente, noto come Sventra demoni, lo ingoiò in una volta sola. Fermai la mia piuma e dissi “”Bè lo sai.. di tutti gli avventurieri che passano di qui, tu mi porti sempre e soltanto guai, è incredibile l’ultima volta prese fuoco la stalla, e la volta prima ho dovuto chiamare tre manovali per farmi riparare il tetto e far ricostruire il camino!”” sollevai le spalle “”dimmi te se posso spendere così tanti soldi per ogni tua visita!?”” scossi il capo “”senza contare, il tuo attuale aspetto. Dimmi te se ti puoi portare dietro... quelli “” spostai lo sguardo oltre la bellissima figura femminile, verso la Veggente e ancora oltre, sino a fermarmi sugli incappucciati ancora fermi a sedere. Tornò a sorridere la Donna “” Sono clienti no? Magari vogliono ordinare? ma bando agli scherzi dimmi perché la Veggente è al centro della Stanza?”” io risposi “”mi aveva predetto della tua venuta, e dice a suo parere che quello è l’unico posto sicuro in tutta la Taverna ..”” sbuffai “” capisci perché sono preoccupato? ..ma”” guardai adesso verso Alexandre, Hans e Arethwyn “”ma chi lo sa forse questa volta accadrà qualcosa di diverso..”” sorrisi “” a tua discolpa posso dire che le tue storie sono le più interessanti, amori impossibili, cuori spezzati, sei un Generale esperto in strategia, non conosco lama migliore tra tutti gli umani, presenti nel regno, ma .. ma accidenti perché porti i tuoi guai qui a casa mia?”” la Donna sorrise posando il picchiere con un breve tonfo sul bancone “” Prometto mio buon amico che questa volta non .. ecco.. brucer.. esploder! .. mi piacerebbe! .. diciamo che ti aiuterò a ripulire??””. Le figure incappucciate iniziarono ad alzarsi lentamente dai tavoli, lame luccicanti e ricurve si palesarono balenando il riflesso delle luci delle candele. Squittii . Rumore di code che picchiavano al suolo, quattro degli aggressori incappucciati mostrarono il loro muso da sotto il cappuccio. Skaven, o come erano conosciuti tra i contadini Uomini Ratto, alti quasi un metro e cinquanta, portatori di epidemie e di gradi atrocità. Saltarono agili come acrobati, verso il bancone in traiettoria con la sedia dove la Veggente rimaneva immobile nella sua cecità. La bellissima Donna ruotò sullo sgabello sfoderando le sue due pistole, solo adesso che puntava le due armi strette nelle mani protette da guanti neri, era possibile vedere le canne, ogni pistola aveva non una ma due canne con le punte che sembravano bocche di drago, i grilletti erano due. Chiaramente pistole a due colpi. Normalmente un’arma del genere poteva sparare un colpo per volta, ma lei premette tutti e quattro i grilletti. Quando sparò quasi persi l’udito, si avvertii il rombo di un tuono accompagnato dalle scintille della polvere da sparo, i proiettili si frantumarono nell’aria come aghi formarono due rose di un braccio e mezzo l’uno di diametro. I quattro aggressori vennero scagliati indietro, e incredibilmente la Veggente rimase illesa, io persi due quadri e calcolai una parte del muro da ritingere. La Donna scoppiò a ridere “”oh! Santa Madre!”” guardò entusiasta verso Hans “”ho perso quasi le braccia ma dovevo farlo almeno una volta! È quando mi ricapitava?”” quindi verso Alexandre “”Buon appetito Signore … “”, poi strizzò l’occhio in direzione di Arethwyn e lasciando cadere le sue due pistole, si alzò dal panchetto e mise mano alla sua Spada. “”Forza! Sudici Ratti fatevi avanti … ”” . Gli Skaven non se lo fecero ripetere due volte, Sedici uomini topo sciamarono come cavallette per la mia Taverna, armi alla mano, ed io per conto mio, non riuscii a smettere di scrivere per raccontare cosa accadde!