The difference

Terza parte: Chi è Titti?


 
Ecco l'ultima parte della storia di Titti Tazrar, una dei cinque superstiti del viaggio della speranza in cui sono morti 75  immigrati.Nel gommone stanno appiccicati, incastrati, accovacciati, qualcuno in ginocchio, altri in piedi tenendosi alle spalle di chi sta sotto, nessuno può allungare le gambe. E’ l'ultimo viaggio e poi l’Italia, Titti a 27 anni non ha la minima idea della distanza ed è partita solo con dieci dinari, i suoi jeans, una maglia bianca e uno scialle nero. A metà del secondo giorno la barca si ferma. Il pilota improvvisato dice che non c'è più benzina, adesso si sente solo il rumore delle onde. Tutti pensano che l'acqua sta finendo. Chi ha pane lo divide coi vicini. Un pizzico di mollica per volta.Il gommone viene trasportato dalle onde, spinto dalla corrente, e nessuno può fare niente.  Il settimo giorno muore Haddish, che ha vent'anni, ed è il primo. Titti vede solo acqua intorno a se, eppure stanno morendo di sete. Le ragazze piangono, una donna canta una nenia sottovoce. Yassief si è portato in barca una Bibbia. La apre, e legge i Salmi.Muore qualcuno ogni giorno, ormai, e il numero varia. Uno, poi tre, quindi cinque, un giorno quattordici e si va avanti così.  Poi Hadengai ha l'idea di prendere un bidone vuoto di benzina, tagliarlo a metà, lavare bene la base e metterla sul fondo della barca, dove i morti hanno aperto uno spazio. Spiega che dovranno raccogliere lì la loro orina, per poi berla quando la sete diventa irresistibile, pochi sorsi, ma possono permettere di sopravvivere. Lo fanno, anche le donne. Titti beve, come gli altri. Dopo quindici giorni, appare una nave in lontananza. Sembra piccolissima, ma tutti la vedono, c'è. Chi ce la fa si alza in piedi, si toglie la maglia ingessata dal sale per agitarla in alto, urla. A Titti cade lo scialle in mare, l'unica protezione dal freddo, l'unico cuscino, la coperta, l'unico bene. L'acqua è un'ossessione e intanto pensi al pane, al riso, alla carne, scambi i frammenti di legno per briciole, sai che è un inganno ma te li metti in bocca. Senti le forze che vanno via, vedi buttare a mare i cadaveri e non t'importa più. Non sai quando svieni e quando dormi. Ora allunghi le gambe sul fondo, i morti hanno lasciato spazio ai vivi. Un giorno si accorge dalle urla che c'è una barca di pescatori e li ha visti. Accostano, ma quando vedono sette cadaveri a bordo e quegli esseri moribondi hanno paura e vanno indietro. La barca si ferma, lanciano un sacchetto di plastica, ma finisce in acqua. Si avvicinano, ne lanciano un altro. Hadangai lo afferra e mentre lo aprono i pescatori se ne vanno, indicando col braccio una direzione. Dentro c'è il pane, con due bottiglie. Titti beve, ma afferra il pane. Appena ha bevuto ne ingoia un morso, ma urla e sputa tutto. Il pane taglia la gola, non passa, lo stomaco e il cuore lo vogliono ma il dolore è più forte, ti scortica dentro, è una lama, non puoi mangiare più niente. Ma con l'acqua l'anima comincia a risvegliarsi.  Ed ecco un rumore grande, più forte, più vicino poi sopra, davanti al sole. E' un elicottero, si abbassa, si rialza. Arriva una motovedetta di uomini bianchi, non vogliono prenderli a bordo, ma hanno la benzina, sanno far ripartire il motore, dicono ai ragazzi come si guida e il gommone li deve seguire. Un giorno e una notte. Poi l'ultima barca.Questa volta li fanno salire. Sono rimasti in cinque: cinque su 78. Titti la devono portare a braccia. Non capisce più niente, tutto è offuscato, c'è soltanto il sole e lo sfinimento. Le buttano acqua in faccia. Lì capisce di essere viva. Non chiede con chi è, né dov'è. Che importanza può avere, ormai? Forse non è nemmeno vero. Così anche in ospedale, dove le visioni continuano, volti, cadaveri, immagini notturne, incubi sul soffitto e sul muro bianco e blu. Non ha un'idea di che cosa sia davvero l'Italia 2009, fuori da quella porta. Ma prima o poi capirà..... ( Tratto da un reportage di Ezio Mauro su La Repubblica)AUGURI TITTI, SIAMO CON TE!Un caro saluto a tutti gli amici del blog. Teniamoci per mano. Mara.