Digrumando

Paolo Poli e Charlie Hebdo


Ha ormai 86 anni quel meraviglioso finocchio di Paolo Poli, esempio vivente di come possa essere affascinante la "diversità".Leggevo l'altro giorno una sua intervista, in cui ricordava di aver risposto una volta ad una suora, che cercava di convincerlo a cambiare vita e gli prospettava la bellezza di una famigliola, citando la Madonna Giuseppe e Gesù bambino: "Abbia pazienza, suora; guardi che una famiglia più terremotata di quella non c'è: la mamma è vergine, il babbo è putativo e il figliolo è il figliolo di un piccione."Io, che sono di Siena (e si sa che i senesi sono l'unico popolo che può bestemmiare la Madonna senza che lei se n'abbia a male) sono in grado di apprezzare la simpatia e la soavità di questo sacrilegio.E mi viene in mente l'orrida volgarità dei francesi di Charlie Hebdo, le schifose vignette nelle quali tra Dio, Cristo, la Madonna e lo Spirito Santo si facevano cose che non si ha il coraggio di raccontare e tanto meno rivedere, come gli sgozzamenti dell'Isis.E posso approfittare del fatto che nessuno mi legge per dichiarami completamente solidale, ma che la Vergogna suprema fu il giorno dopo, quando l'intera Europa guidata da quei criminali debosciati dei nostri ministri e capi di stato e di governi, sfilarono a milioni mano nella mano a difendere il ricordo di quegli inverecondi dissacratori.