Do it better

attrazione fatale


Capita. Ci sono studi che riportano il tutto a messaggi chimici, altri che lasciano che siano i pensieri, l’astratto ad incatenarsi, fatto sta che tutti, almeno una volta nella vita, incontriamo il tipo o la tipa da strappamutande. In genere non c’è nulla di programmato in questo, semplicemente accade che nel nostro cervello scatti qualcosa che fa si che il nostro interlocutore diventi irresistibile. E se abbiamo la fortuna che questa corrispondenza sia reciproca, partono le scintille. In tutta la mia vita e fra le molte esperienze collezionate, questo tipo di combinazione mi è capitata giusto un paio di volte e sono stati i rapporti sessualmente più appaganti che abbia mai sperimentato.In entrambi i casi non parliamo di fidanzati ma di amanti, più o meno occasionali. Con il primo la relazione è andata avanti per qualche tempo, con il secondo ci siamo fermati a qualche sporadico incontro. Sempre era presente questa impossibilità di resistersi. Il fare progetti di chiacchiere e ore in cui il sesso non dovesse essere protagonista, puntualmente disattesi. Il fatto è che dopo una decina di parole, quando il suo sguardo insisteva un po’ di più sulle mie labbra, o il mio sulla patta dei suoi pantaloni, si partiva alla carica come animali in calore.In effetti questo tipo di attrazione è sempre stata molto carnale, bassa, istintiva. E’ sempre stata legata alla necessità di placare l’urgenza di orgasmi che invece si dilatavano nel tempo fino a diventare necessità fisiche. In questi rapporti nulla era impossibile.. giochi di ruolo, coinvolgimenti di terze persone, spanking, bondage. Mai come in questi casi il motto che “fra adulti consenzenti non esiste nulla di vietato, sbagliato o proibito” non è mai stato disatteso. Mi sono trovata appesa sopra un lavandino in un locale pubblico, con la gonna alzata e gli slip spostati di lato, sdraiata sul pavimento sporco del mio sottoscala con una mano sulla bocca per impedirmi di gemere e urlare mentre sulle scale si muovevano pianerottoli di persone, legata e bendata senza sapere chi sarebbe potuto entrare nella stanza. Ogni cosa, ogni pensiero, ogni desiderio, poteva trasformarsi in realtà senza bisogno di programmare, decidere, forzare. Alcune cose sono semplicemente accadute, per altre i tempi ed i luoghi non erano quelli giusti, ma tutto sempre in totale completa armonia. Mi è capitato di cercare la stessa rispondenza in altri rapporti, ma o c’è, o non è possibile ricrearla. Nemmeno con tutta la buona volontà. In fondo, credo sia meglio così.