MARIA GENUFLESSA

Post n°5616 pubblicato il 06 Giugno 2017 da Vittorio_The_Dreamer

Maria genuflessa,   

era assorta in intima preghiera;   
lodava il suo Signore   
con cuore più puro   
di candido giglio in primavera,   
pregno d'amore illimite   
per ciò che c'è di bello e buono in terra   
ed eccellente in cielo.   

Dall'Eterno,   
celato ad occhi d'umane creature,   
lievitò Gabriele, messaggero   
del nostro Dio d'Amore   
e salutò la Donna   
con simili parole:   
-Ave, piena di Grazia    
e di gratuito amore;   
ave, più del cristallo   
limpida creatura;   
Nel grembo tuo purissimo   
l'Unigenito Dio genererai   
ed Emmanuele nome gli darai;   
Egli vedrà luce in Betlemme   
e salverà l'umanità   
dal primigenio atto di ripulsa   
alla costituita Legge del Creatore.   

L'anima bella della pura Vergine   
si turbò molto intimamente:   
- Giammai visitò uomo   
i puri miei giardini;   
come in me suscitarsi potrà   
un tal miracolo?   

Ma l'Angelo la consolò   
con dolce dire:   
- Il Signore medesimo t'adombra,   
purissima Maria;   
fida nell'infinita sua potenza,   
accetta il disegno arcano   
del tuo Dio.   

Umile si rimise Maria    
al suo Signore   
e l'Atteso discese   
nel grembo suo incorrotto   
e Carne corruttibile si fece.   




 
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DEV'ESSERCI

Post n°5615 pubblicato il 06 Giugno 2017 da Vittorio_The_Dreamer

Dev'esserci un modo geniale   

per sfuggire al monotono trantran   
di quest'esistere;   
i divini voli della fantasia   
devono pure aver la potestà   
di proceder sempre senza ostacoli   
verso altezze di totale libertà,   
di sganciamento    
da qualsiasi remora mortale.    

Salire e salire, vagare e vagare   
fin oltre i confini universali,   
osservare dal di fuori la materia   
per capacitarsi   
dei suoi continui mutamenti   
in altra e ancora in altra    
arcana contingenza,   
mutar di luogo, forma, consistenza   
e non meravigliarsene;    
restare a guardare,   
dimenticare il punto di partenza,   
tutte le finitezze che recan sofferenza,   
dominare i tenebrosi e i luminosi ammassi,   
uscirne e rientrarvi quasi un gioco fosse,   
andare e venire dall'origine alla fine   
e viceversa, scandagliare    
i mutamenti genetici del caos in ordine    
e il suo contrario nel tutto e nelle parti,    
anche le più infime, magari riportarne traumi,   
ma agire come nulla fosse, con spensieratezza, quasi fosse codice genetico   
insito nell'universale anima   
dalle ancestrali origini...  

 
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QUANTE VOLTE!

Post n°5614 pubblicato il 06 Giugno 2017 da Vittorio_The_Dreamer

Quante volte    

mi desto nella notte   
e mi volgo a mirare,   
alla fioca luce della lampada,   
un batuffolo di tenerissima,    
rosea carne che giace addormentato    
a me d'accanto!   

Un respiro lieve, regolare    
narra ai sudati giorni   
la storia d'una nuova,    
arcana vita;   
l'anima si scioglie    
in un inno al Dio d'Amore   
ed un abissale palpito    
nell'intimo del cuore,   
e qualche calda lacrima    
affiora fra le ciglia.   

Scocco delicati baci    
sulle sue pupille,   
sulle minuscole,    
soffici sue dita,   
poi fiducioso,    
per un meritato, 
riposante sonno,    
al buon Morfeo.   

 
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IL CUORE NOSTRO

Post n°5613 pubblicato il 17 Maggio 2017 da Vittorio_The_Dreamer

Il cuore nostro,   

alla nostra età sempre più fiacca,   
sempre più proibitiva,   
smarrisce quel sano e forte aire   
che lo distingueva nella giovinezza   
e, più ancora,    
nella più spensierata fanciullezza.   
Il cuore nostro, tanto tempo addietro,   
era come cicale su ramo o tronco   
d'ulivo, di imponente quercia   
a cantare a squarciagola al caldo sole   
di troppo lunghe, luminose, abbaglianti estati.   
Che tempi quei lontani tempi!    
S'andava scalzi come fece mamma,   
si correva spensierati dietro a grilli,   
a lucertole infinite per carcerarle   
nel palmo della mano a farne oggetto di trastullo   
onde lasciare in qualche modo i tempi scorrere   
di cuori di giorni annegati nell'impazzar del sole.   
Allora non c'erano in casa i mostri d'oggigiorno   
a tenerci prigionieri d'una sedia, a far andare non le gambe,   
ma le dita, gli occhi smarriti nel cuore d'uno schermo   
a inseguire il moto vorticoso impresso a Entità senz'anima,   
ad accapigliarsi fra di loro, farsi ipotetico molto molto male   
con ipotetiche morti, ipotetico versamento di sangue virtuale.   
Non noi stessi in perenne movimento,   
ma immagini senz'anima nel cuore;   
semplici marionette guidate da fili virtuali   
su uno schermo, mentre noi ce ne stiamo imbalsamati   
su sedie, su letti, su poltrone a sognar sogni inventati   
da chissà quali diaboliche geometrie di sconosciute menti.   
Un tempo noi eravamo in perenne movimento   
ad esercitare tendini, giunture, muscoli, fantasia vulcanica,   
manualità nella piena, sana manualità nella piena libertà   
di spazi scevri di pericoli, di agguati, che evitavano   
infinite, inaudite fisiche e morali sofferenze.   
Quanto camminare, quanto correre, quanto gridare   
in primavera-estate in libere campagne,   
in periferie, tra gruppi di case, su strade     
senza pericolose macchine  in arrivo, in folle corsa,     
quanti giochi inventati lì per lì con ogni possibile strumento   
fornito a buon mercato dal circostante ambiente!   
Noi ci annoiavamo se chiusi in una stanza,   
non ci consumavamo gli occhi dinanzi ad uno schermo,   
non ci stressavamo il sistema nervoso   
prestando eccessiva, vuota attenzione   
a virtuali marionette che sembrano agire   
ai nostri giorni  tassativamente al nostro posto    
Noi creature umane sempre più demandiamo    
alla scienza, alla tecnologia il nostro fare,    
il nostro dire, il nostro andare e venire   
così atrofizzando il nostro vivente movimento,     
la fantasia, la nostra creativa intelligenza,   
sembriamo andarne soddisfatti   
con ipotetici lauti guadagni materiali e spirituali   
a buon mercato, felici come pasque tutti quanti!    
 
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I GIORNI, FINCHE' VIVI

Post n°5612 pubblicato il 10 Maggio 2017 da Vittorio_The_Dreamer

I giorni, finché vivi,  

rispondono all'appello delle tue emozioni,   
delle sensazioni, dei pensieri, delle fantasie   
positive o negative siano in ogni senso.   

Noi, insieme ai giorni,    
siamo, a prescinder da noi stessi,   
a prescindere da come noi e loro   
ci presentiamo a noi medesimi,   
ciascuno al proprio vicino   
o pur lontano prossimo.   
Siamo come un calderone a bollire,   
dunque, sbattuti come fuscelli   
" per le ripe e per lo fondo",   
condannati talvolta dal nostro essere   
in perenne, violento movimento   
o lasciati riposare, riprender fiato   
per poi ritornare al malevolo    
o benevolo destino primigenio.   

Siamo come stelle in cielo   
che meravigliosamente brillano   
di luce interiore; ma anche   
come micro o macro ammassi   
che vanno senza luce e senza vista   
verso un destino che può arrestar   
la propria corsa in qualsiasi momento   
del tempo che in anonimo spazio trascorrono.   

Siamo, secondo quello che convenuto abbiamo   
tra di noi, senza morso e senza briglie;   
ma c'è chi, invece, crede che siam guidati   
verso una ben precisa meta   
di cui, però, neppure abbiamo scienza.   

Sempre l'un per l'altro bastian contrari,   
sempre ad accapigliarci con le mani o verbalmente   
per qualsiasi opposta idea ci frulli   
per sfortuna nostra nella mente;   
ma anche per congetture che han la stessa meta,   
dunque la medesima strada da percorrere;   
ma avversi nel come camminare,   
come guardare a dritta, a manca,   
cosa intanto che si va guardare o non guardare,   
come fingerci la meta e chi troveremo ad aspettarci  
oltre quel traguardo per far di noi cosa,   
e come, e quando.   




 
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