GiovaniProSanctitate

angelus del 5/7/2009


"Tragedie come quelle di Viareggio non devono ripetersi e va garantita a tutti la sicurezza sul lavoro e nello svolgimento della vita quotidiana". Lo ha detto il papa dopo l'Angelus in piazza San Pietro. "In questi giorni siamo stati toccati dalla tragedia di Viareggio - aggiunto il Pontefice -. Mi unisco al dolore di quanti hanno perduto persone care, sono rimasti feriti o hanno subìto danni materiali anche gravi". "Mentre elevo la mia accorata preghiera a Dio per tutte le persone coinvolte nella tragedia, auspico che simili incidenti non abbiano a ripetersi e sia garantita a tutti la sicurezza sul lavoro e nello svolgimento della vita quotidiana - ha concluso il Papa -. Voglia Dio accogliere nella sua pace i defunti, concedere pronta guarigione ai feriti e infondere interiore conforto in quanti sono stati toccati nei loro affetti più cari"."Nel mondo continua a scorrere troppo sangue"Dopo il messaggio rivolto ai Grandi della terra che si riuniranno tra pochi giorni al G8 dell'Aquila, nuovo appello di Benedetto XVI contro la guerra. "Troppo sangue continua a scorrere nel mondo - ha detto il Pontefice durante l'Angelus domenicale - Quando impareranno gli uomini che la vita è sacra e appartiene a Dio solo? Quando comprenderanno che siamo tutti fratelli?"."Cari fratelli - ha detto il Papa, rivolgendosi ai fedeli raccolti sotto la sua finestra in piazza San Pietro - sta scritto nella Genesi che il sangue di Abele, ucciso dal fratello Caino, grida a Dio dalla terra . E purtroppo, oggi come ieri, questo grido non cessa, perché continua a scorrere sangue umano a causa della violenza, dell'ingiustizia e dell'odio". "Quando impareranno gli uomini che la vita è sacra e appartiene a Dio solo? Quando comprenderanno - ha domandato Benedetto XVI - che siamo tutti fratelli? Al grido per il sangue versato, che si eleva da tante parti della terra - ha proseguito Ratzinger - Dio risponde con il sangue del suo figlio, che ha donato la vita per noi. Cristo non ha risposto al male con il male, ma con il bene, con il suo amore infinito". "Il sangue di Cristo è il pegno dell'amore fedele di Dio per l'umanità. Fissando le piaghe del crocifisso - ha concluso il Papa - ogni uomo, anche in condizioni di estrema miseria morale, può dire: Dio non mi ha abbandonato, mi ama, ha dato la vita per me. E così ritrovare la speranza".                                                                      (da tgcom.mediaset.it)