Cosa resterà del mito di Michael Jackson ora che il re del pop non c'è più? Per molti resterà proprio il mito, l'involucro della star osannata in tutto il mondo.Per molti altri resta da capire il mistero di un uomo ferito alla nascita, di un eternobambino ancora desideroso di abbracci affettuosi e di vera pace interiore. L'essenziale funerale privato al cimitero di Forest Lawn e poi il grande show commenorativo allo Staples Center di Los Angeles hanno sottolineato il vuoto lasciato da un artista che lascia un segno indelebile nella storia della musica pop e nell'immaginario collettivo degli ultimi trent'anni. A dare l'ultimo saluto a Michael c'erano ex capi di Stato e stelle della musica, parenti e amici. Per lui il leader sudafricano Nelson Mandela e la grande amica, la cantante Diana Ross, hanno scritto: "Michael era un gigante e una leggenda dell'industria della musica.E noi siamo afflitti come i milioni di fan in tutto il mondo. Nutrivamo grande ammirazione per il suo talento che per le sue capacità di vincere il dramma in così tante occasioni della sua vita".
La bara dorata di Michael Jackson ha fatto il suo ingresso allo Staples Centerdopo essere stata a Forest Lawn, accompagnata da un coro gospel e dall'applauso delle migliaia di presenti. Molte le stelle dello spettacolo presenti:da Smokey Robinson, determinante per la creazione dell'etichetta discografica Motown, simbolo di tutta la musica nera, a Lionel Richie che ha cantato Jesus Is Love, da Mariah Carey che ha dedicato a Michael I'll Be There, Stevie Wonder gli ha dedicato I Never Dreamed You Leave In Summer e My Destiny, fino a Usher, Jennifer Hudson, gli stessi fratelli di Michael che hanno riproposto i suoi classici. Fino all'inevitabile We Are The World e al finale con tutti sul palco per una intensa Heal The World. I momenti più emozionanti sono stati però il breve discorso di Paris, figlia di Michael,e quello di Brooke Shields, attrice e grande amica del re del pop.
Visibilmente commossa, la voce rotta dal pianto, la 11enne Paris Jacksonha salutato per l'ultima volta il padre definendolo "il migliore che potessiavere". Poche parole ed una enorme emozione sentita da tutti i presenti come anche dai milioni di telespettatori che assistevano alla cerimoniacollegati in mondovsione televisiva. Altrettanto toccante l'intervento diBrooke Shields che ha rievocato le serate di tempo libero trascorse nellaloro intimità di geni-bambini dall'infanzia consumata dalla grande fama."Sei un fannullone, gli dicevo spesso" ha esordito la Shields, "a che etàhai iniziato, a 5 anni? Io avevo 11 mesi quando ho girato i primi spot.La sua risata era la più dolce e la più pura che io avessi mai sentito.Amava ridere, adorava la vita. Lontani dai riflettori eravamo soltanto due bambini che adoravano giocare assieme". (da tiscali.it)