Sulla crisi, i Grandi della Terra sono tutti d'accordo: sostenere la ripresa, definire regole per la finanza e iniziare a pensare alla strategia di uscita. E non lo sono solo gli 'Otto' ma anche le altre economie emergenti. Tutto il formato cioe' G14 inaugurato dalla presidenza italiana, che ha dominato il summit dell'Aquila. Sul clima, invece, dall'Aquila esce un G8 ricompattato.Ma grandi restano le distanze con gli 'emergenti', Cina e India in prima linea. Se, infatti, tutti i '14' hanno trovato un' intesa sulla cornice - il non superamento cioe' di due gradi della temperatura pre-industriale - le posizioni sono lontane sul come centrare l'obiettivo. E fanno puntare i piedi a chi dice no a qualsiasi vincolo sulla riduzione del gas serra.''Passi avanti importanti, comunque, ci sono stati e siamo partiti bene'', commenta Barack Obama spiegando che ci sono ancora margini per il confronto. ''Guardiamo alla conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici con maggiore ottimismo'', spiega il premier Silvio Berlusconi che a l'Aquila incassa, da presidente del G8, il successo di aver 'compattato' i Grandi. Ma non ha comunque convinto l'Onu con il numero uno delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che sul clima parla di progressi ''non sufficienti''.Avanti tutta e tutti insieme, invece, sull'economia: il G14 ha approvato la dichiarazione sull' 'Agenda globale' fatta propria gia' dal G8, sul rilancio dei negoziati di Doha.Ma anche sull'impegno comune verso i Paesi piu' poveri.Dalla crisi i Grandi e gli Emergenti vogliono uscire con politiche condivise che stimolino la ripresa, definiscano le regole e si basino sull'inclusione sociale. Gli 8 grandi, con i paesi del G5 (Cina, India, Messico, Sud Africa, Brasile) piu' l'Egitto e Svezia, presidente di turno Ue, si impegnano inoltre insieme ai leader dei paesi del Mef (Major Economies Forum) - Australia, Corea del Sud e Indonesia - ad una conclusione dei negoziati di Doha, sul libero commercio mondiale, entro il 2010 si legge nella dichiarazione ufficiale. E Berlusconi ribadisce che dal Vertice esce un messaggio di ''speranza e fiducia'': il peggio e' alle spalle.''Abbiamo messo le persone al centro'' delle politiche per uscire dalla crisi.
Fitta l'agenda all'Aquila. E non solo per i Grandi che chiudono i lavori della seconda giornata con una cena - con tavolata apparecchiata per 43 (tutti i rappresentati delle delegazioni presenti al vertice) - offerta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma anche per le First Ladies che, giunte a Coppito in mattinata accompagnate dalle ministre Gelmini e Carfagna hanno fatto un giro tra le ferite del terremoto dell'aprile scorso. Con Michelle commossa: molto colpita, si e' mostrata interessata ai bambini ed al trauma che hanno subito e ha ribadito che con il marito faranno tutto il possibile per dare un aiuto. Insieme a lei e alle altre non c'era pero' la premiere dame di Francia, Carla Bruni Sarkozy che - come aveva gia' previsto - visitera' da sola le zone terremotate. (da tgcom.mediaset.it)