Dopo la conferenza stampa conclusiva del G8 all'Aquila, Barack Obama è volato in Vaticano per incontrare il Papa insieme alla moglie Michelle. «È una grande onore per me» ha detto stringendo calorosamente la mano al Pontefice.
Nel colloquio privato si è parlato di «difesa e promozione della vita e di diritto all'obiezione di coscienza». Temi che rappresentano per il Vaticano «una grande sfida per il futuro».«È stato un incontro cordiale, un evento molto importante».Sorridenti, uno accanto all'altro sulla soglia della Biblioteca pontificia, Obama e il Papa si sono concessi a fotografi e cineoperatori.
A Benedetto XVI che gli chiedeva notizie del G8 appena concluso, Obama ha risposto in inglese: «È stato molto produttivo. E abbiamo deciso aiuti per i Paesi Poveri». Alle 16.25 si sono chiuse le porte dello studio per il colloquio privato, durato 40 minuti.
Poi è entrata Michelle. «Abbiamo l'aspettativa di relazioni molto forti» ha detto il presidente congedandosi dal Papa. «Presidente prego per lei, per il suo lavoro» ha replicato Benedetto XVI. La first lady, abito nero e capelli raccolti in un velo, era visibilmente emozionata. Anche le figlie Maila e Sasha e la madre di Michelle, Marian Robinson, sono state presentate al Papa.
È seguito lo scambio di doni: Benedetto XVI ha consegnato a Obama la nuova enciclica «Caritas in veritate» in un'edizione elegante in pelle bianca, con dedica personale. La replica: «Grazie, avrò qualcosa da leggere nel mio viaggio in aereo». Fuori programma, il presidente ha ricevuto anche un altro libro: l'istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede «Dignitas humanae», scritta a dicembre 2008 e dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita. Il segretario di Benedetto XVI, padre George Gaenswein, ha spiegato ai giornalisti che questo documento «potrebbe aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica». Obama ha commentato semplicemente: «Di questi temi abbiamo parlato», riferendosi alla bioetica, all'aborto e alla ricerca sulle staminali.Il presidente americano, dal canto suo, ha esortato Benedetto XVI a continuare a richiamare «alle loro responsabilità» tutte le parti coinvolte nel processo di pace in Medio Oriente, non soltanto gli israeliani ma anche i Paesi arabi vicini. Un tema su cui la Santa Sede ha registrato «convergenze»: il riferimento è alla soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese, caldeggiata sia da Obama che dal Papa. Gli altri temi del colloquio: immigrazione, dialogo tra culture e religioni, crisi economica, sicurezza alimentare, aiuti allo sviluppo, narcotraffico. Obama ha consegnato al Papa una lettera di Ted Kennedy.Il contenuto non è stato svelato, ma uno dei funzionari della Casa Bianca al seguito del presidente ha detto che il colloquio è terminato proprio parlando del senatore democratico, patriarca di una delle più leggendarie famiglie cattoliche americane. (da tiscali.it)