«Guardate gli uccelli: non seminano né mietono né raccolgono in granai, eppure il Padre vostro li nutre! Non valete voi più di essi?» (Mt 6, 26). Impariamo ad abbandonarci a questo amore del Padre, affidiamoci alla sua Provvidenza, alla sua tenerezza, alla sua bontà che si prende cura dei minimi dettagli: nutre gli uccelli, veste i gigli dei campi. Quante volte ci preoccupiamo, diventiamo ansiosi per il nostro domani e non troviamo il coraggio di abbandonarci in modo filiale a questo amore del Padre che ci guida senza mai lasciarci! La certezza che il Padre ci ama creerà in noi pace e serenità interiore. Dovremmo cercare di chiudere le nostre giornate con questa preghiera: nel cuore del Padre che mi ha creato e mi ama, in pace mi riposo e mi addormento; ed aprire il nuovo giorno, specialmente quando ci si sveglia con il vuoto nel cuore, con la certezza che Dio ci dice: non ti preoccupare, ho già programmato la tua giornata.Guglielmo Giaquinta