Parte del tempo estivo viene generalmente dedicato, laddove è possibile, alle vacanze. Periodo, questo, particolarmente adatto non solo al giusto riposo ed alla distensione del corpo, ma anche a ritrovare le forti verità dello spirito, quelle, per intenderci, che nutrono l'anima. Questa, infatti, creata dalla Somma Verità e dal Sommo Bene che è Dio, non può riposarsi - come afferma stupendamente sant'Agostino - se non in Dio solo: "ci hai fatto per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te" (Confessioni I, 1,1). Il Signore ci ha creati per Lui. Non è stato l'uomo né a darsi l'essere né a darsi lo scopo della sua esistenza. L'essere dell'uomo, cioè la sua anima, ed il suo scopo, cioè la sua vocazione, sono stati dati da Dio, che è Creatore e Signore di tutta la creazione. L'uomo è libero di corrispondere o meno al progetto creativo del Padre che è quello di santificarci, come ci insegna in modo magistrale San Paolo (Ef 1, 3-6). Per un cristiano, quindi, la chiamata e l'impegno alla santità non vanno mai in vacanza. La tensione verso la conversione del cuore non dovrebbe conoscere pause, né estive né invernali. D'altronde il vero riposo consiste nel ritrovare sempre più profondamente se stessi in Dio.Possiamo dire che il tempo della vacanza è particolarmente indicato a riscoprire la chiamata alla santità, perché i ritmi delle ferie si prestano più favorevolmente alla riflessione ed alla meditazione, al silenzio ed alla preghiera, assolutamente necessari per riconcentrare l'intelletto, luce e guida alla volontà, sulle verità essenziali della fede e dell'intera esistenza umana: intera, perché non finisce con la morte ma sfocia nell'eternità! Approfondire la chiamata alla santità, rinnovare la propria vita spirituale è solo possibile se lo facciamo uniti allo Spirito Santo, Spirito di Verità che ci santifica in Cristo Gesù.Poiché siamo fatti di corpo ed anima, un riposo limitato solamente al corpo, sarebbe, appunto, un riposo parziale. Cercare di ritemprarsi solo fisicamente sarebbe alquanto limitato. La nostra anima, come il corpo, ha bisogno di ritrovare le energie perdute. Questo lo sperimentiamo tutti. Già all'inizio della settimana sentiamo quante energie spirituali ci vogliono per viverla bene e quando arriva la "Domenica", "Giorno del Signore", tiriamo un sospiro di sollievo, perché, finalmente, è arrivato il giorno della ricarica, fisica e spirituale, del riposo completo: dell'anima e del corpo. L'anima si riposa quando ritrova il suo centro vitale, che è la comunione con Dio, resa possibile da Gesù che ci dona lo Spirito Santo: "alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20, 22). Gesù dal Cielo è sceso sulla terra, affinché noi dalla terra salissimo al Cielo, grazie all'azione dello Spirito Santo che ci "spinge in alto"! (Benedetto XVI, 6 agosto 2008)
La chiamata alla santità non va mai in vacanza!
Parte del tempo estivo viene generalmente dedicato, laddove è possibile, alle vacanze. Periodo, questo, particolarmente adatto non solo al giusto riposo ed alla distensione del corpo, ma anche a ritrovare le forti verità dello spirito, quelle, per intenderci, che nutrono l'anima. Questa, infatti, creata dalla Somma Verità e dal Sommo Bene che è Dio, non può riposarsi - come afferma stupendamente sant'Agostino - se non in Dio solo: "ci hai fatto per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te" (Confessioni I, 1,1). Il Signore ci ha creati per Lui. Non è stato l'uomo né a darsi l'essere né a darsi lo scopo della sua esistenza. L'essere dell'uomo, cioè la sua anima, ed il suo scopo, cioè la sua vocazione, sono stati dati da Dio, che è Creatore e Signore di tutta la creazione. L'uomo è libero di corrispondere o meno al progetto creativo del Padre che è quello di santificarci, come ci insegna in modo magistrale San Paolo (Ef 1, 3-6). Per un cristiano, quindi, la chiamata e l'impegno alla santità non vanno mai in vacanza. La tensione verso la conversione del cuore non dovrebbe conoscere pause, né estive né invernali. D'altronde il vero riposo consiste nel ritrovare sempre più profondamente se stessi in Dio.Possiamo dire che il tempo della vacanza è particolarmente indicato a riscoprire la chiamata alla santità, perché i ritmi delle ferie si prestano più favorevolmente alla riflessione ed alla meditazione, al silenzio ed alla preghiera, assolutamente necessari per riconcentrare l'intelletto, luce e guida alla volontà, sulle verità essenziali della fede e dell'intera esistenza umana: intera, perché non finisce con la morte ma sfocia nell'eternità! Approfondire la chiamata alla santità, rinnovare la propria vita spirituale è solo possibile se lo facciamo uniti allo Spirito Santo, Spirito di Verità che ci santifica in Cristo Gesù.Poiché siamo fatti di corpo ed anima, un riposo limitato solamente al corpo, sarebbe, appunto, un riposo parziale. Cercare di ritemprarsi solo fisicamente sarebbe alquanto limitato. La nostra anima, come il corpo, ha bisogno di ritrovare le energie perdute. Questo lo sperimentiamo tutti. Già all'inizio della settimana sentiamo quante energie spirituali ci vogliono per viverla bene e quando arriva la "Domenica", "Giorno del Signore", tiriamo un sospiro di sollievo, perché, finalmente, è arrivato il giorno della ricarica, fisica e spirituale, del riposo completo: dell'anima e del corpo. L'anima si riposa quando ritrova il suo centro vitale, che è la comunione con Dio, resa possibile da Gesù che ci dona lo Spirito Santo: "alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20, 22). Gesù dal Cielo è sceso sulla terra, affinché noi dalla terra salissimo al Cielo, grazie all'azione dello Spirito Santo che ci "spinge in alto"! (Benedetto XVI, 6 agosto 2008)