Nessuno sapeva quando quell'uomo fosse arrivato in città. Sembrava sempre stato là, sul marciapiede dellavia più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei cinema e del passeggio serale.Ginocchioni per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi, pieni di sole,bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà. Da tanto tempo la gente della città si era abituata all'uomo. Qualche volta si fermavano e gli parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; anche i bambini gli parlavano dei sogni e delle cose belle che lui disegnava. L'uomo ascoltava molto e parlava poco. Un giorno cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene. Si riunirono tutti intorno a lui, loguardavano e aspettavano. "Lascia qualcosa ...". Ci pensò un po' poi estrasse dallo zainetto i suoi gessettidi tutti i colori, quelli che gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni e li distribuì. Un pezzo di gessetto colorato a ciascuno, e se ne andò. Che cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la maggioranza se ne dimenticò.E' venuto un Uomo ed ha lasciato anche a noi la possibilità di colorare il mondo. Noi cosa abbiamo fatto dei nostri gessetti? (Bruno Ferrero)Il mondo può essere più colorato se ciascuno ci mette un po' di sé. Anche noi abbiamo la possibilità di colorare una piccola parte di mondo, possiamo allargare ogni giorno il nostro disegno; ma disegnare da soli non fa l'arcobaleno.Solo se apriamo il cuore agli altri e sfruttiamo fino in fondo le possibilità ricevute, i nostri "talenti", allora il nostro disegno diventerà ricco e colorato. Dio ha posto nelle nostre mani doni stupendi per usarli.Cominciamo con le nostre parole e i nostri gesti a colorare il mondo e ricordiamoci di condividere i nostri gessetti con chi non ne ha o crede di non averli.
Gessetti colorati
Nessuno sapeva quando quell'uomo fosse arrivato in città. Sembrava sempre stato là, sul marciapiede dellavia più affollata, quella dei negozi, dei ristoranti, dei cinema e del passeggio serale.Ginocchioni per terra, con dei gessetti colorati, dipingeva angeli e paesaggi meravigliosi, pieni di sole,bambini felici, fiori che sbocciavano e sogni di libertà. Da tanto tempo la gente della città si era abituata all'uomo. Qualche volta si fermavano e gli parlavano delle loro preoccupazioni, delle loro speranze; anche i bambini gli parlavano dei sogni e delle cose belle che lui disegnava. L'uomo ascoltava molto e parlava poco. Un giorno cominciò a raccogliere le sue cose per andarsene. Si riunirono tutti intorno a lui, loguardavano e aspettavano. "Lascia qualcosa ...". Ci pensò un po' poi estrasse dallo zainetto i suoi gessettidi tutti i colori, quelli che gli erano serviti per dipingere angeli, fiori e sogni e li distribuì. Un pezzo di gessetto colorato a ciascuno, e se ne andò. Che cosa fece la gente dei gessetti colorati? Qualcuno lo inquadrò, qualcuno lo portò al museo civico di arte moderna, qualcuno lo mise in un cassetto, la maggioranza se ne dimenticò.E' venuto un Uomo ed ha lasciato anche a noi la possibilità di colorare il mondo. Noi cosa abbiamo fatto dei nostri gessetti? (Bruno Ferrero)Il mondo può essere più colorato se ciascuno ci mette un po' di sé. Anche noi abbiamo la possibilità di colorare una piccola parte di mondo, possiamo allargare ogni giorno il nostro disegno; ma disegnare da soli non fa l'arcobaleno.Solo se apriamo il cuore agli altri e sfruttiamo fino in fondo le possibilità ricevute, i nostri "talenti", allora il nostro disegno diventerà ricco e colorato. Dio ha posto nelle nostre mani doni stupendi per usarli.Cominciamo con le nostre parole e i nostri gesti a colorare il mondo e ricordiamoci di condividere i nostri gessetti con chi non ne ha o crede di non averli.