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"i cristiani si impegnino in politica seguendo il vangelo"


Fa parte della vocazione cristiana dei laici credenti prendere parte alla vita sociale e partecipare all'azione politica seguendo il Vangelo. E' quanto ha detto Benedetto XVI nel corso della messa celebrata a Viterbo nella spianata di Valle Faul. "Fedeli laici, giovani e famiglie - ha detto Ratzinger - non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell'esistenza umana".Nella seconda parte della sua omelia nella Valle di Faul, il Papa ha quindi spronato i cristiani a impegnarsi in politica e a vivere il Vangelo ''in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi'', perchè ''si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali, ma non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo''. Di qui il suo chiaro messaggio su quello che deve essere, a suo avviso, il ruolo della politica: ''Ecco l'impegno sociale, ecco il servizio proprio dell'azione politica, ecco lo sviluppo umano integrale''.Tra le intenzioni contenute nella preghiera dei fedeli, c'è anche un invito rivolto alle ''autoritaà civili'', affinchè ''senza favoritismi personali cerchino il bene di tutti e promuovano la civiltà dell'amore e il riconoscimento delle nostre radici cristiane''.Un invito a vincere l’egoismo e l’indifferenza per dare vita a «una nuova umanità dell’ascolto e della parola, del dialogo, della comunicazione, della comunione». Insomma un'umanità «buona, come buona è tutta la creazione di Dio, senza discriminazioni, senza esclusioni». Papa Benedetto XVI lancia un appello all'unità nel corso della solenne messa celebrata nella Valle Faul a Viterbo. «Il deserto più profondo è il cuore umano - ha aggiunto nella sua omelia - quando perde la capacità di ascoltare, di parlare, di comunicare con Dio e con gli altri». Senza dialogo, «si diventa allora ciechi perchè incapaci di vedere la realtà; si chiudono gli orecchi per non ascoltare il grido di chi implora aiuto; si indurisce il cuore nell'indifferenza e nell'egoismo».«Non possiamo non ricordare - ha detto il Papa alla fine dell'Angelus -i drammatici fatti che diedero inizio ad uno dei più terribili conflitti della storia che ha causato decine di milioni di morti e ha provocato tante sofferenze all'amato popolo polacco; un conflitto che ha visto la tragedia dell'Olocausto e lo sterminio di altre schiere di innocenti». Benedetto XVI ha chiesto oggi ai 20 mila fedeli presenti a Viterbo di unirsi spiritualmente ai leader di diverse religioni riuniti a Cracovia dalla Comunità di Sant'Egidio «per riflettere e pregare in favore della pace, a 70 anni dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale». «E' importante - aggiunge - l'apporto che le religioni possono e devono dare nel promuovere il perdono e la riconciliazione contro la violenza, il razzismo, il totalitarismo e l'estremismo».(da tgcom.it e corriere.it)