GiovaniProSanctitate

Santità come cammino...


Cristo è la «recapitulatio», il passaggio, il tramite, colui che crea il ponte (cioè il pontefice), il mediatore attraverso cui l'umanità arriverà alla santità del Padre. Questo è un disegno molto bello e teologicamente seducente, che ha bisogno però di essere concretizzato. Quale significato concreto esso può avere oggi? In che modo, praticamente, oggi è possibile parlare di una simile «discesa» di santità (quasi una cascata) dal Padre al Verbo, alla Chiesa, alla umanità e quindi del ritorno pellegrinante dell'umanità verso l'amore del Padre? Spesso si dice che l'umanità cammina verso Cristo. Non si può negare che c'è all'interno dell'umanità una fermentazione positiva; basti pensare agli ideali, oggi immensamente più sentiti di una volta, di solidarietà, di corresponsabilità, di libertà, di opposizione alla violenza sistematizzata. Valori, questi che, indubbiamente, nascono dal messaggio di Cristo. Sotto questo aspetto si può dire che globalmente, l'umanità cammina verso Cristo, ma non certo che all'interno di una simile maturazione ci sia anche una maturazione verso la santità, verso la pienezza dell'amore, verso l'amore di Cristo e un autentico amore ai fratelli. Dinanzi alla situazione così agitata dei tempi nostri, di violenza sistematica in tutti i sensi e in tutti i modi, in cui il sacro e il divino tendono a scomparire sempre più, non perché non abbiano valore in se stessi, ma perché la società tende gradualmente ad eliminarli in cui si tende ormai a fare a meno di Dio, di Cristo e della Chiesa, in cui l'uomo avverte in modo veramente impressionante la propria autosufficienza, come parlare di quella cascata di amore cui si accennava, di un cammino verso Cristo e verso il Padre?                                                           Guglielmo Giaquinta