Creato da edizioniemotive il 21/11/2007

EDIZIONIEMOTIVE

RIVISTA CARTACEA E MULTIMEDIALE IN CAMPO DELLA PSICHIATRIA

 

 

  EDITORIALESe cresce la voglia di rinchiudere

Post n°1 pubblicato il 21 Novembre 2007 da edizioniemotive

Il tema della libertà e del suo opposto, che nella sua forma più estrema diventa “reclusione” rappresenta davvero una sottile linea rossa che da sempre attraversa un giornale come Edizioni Emotive. Negli anni, però, ci siamo troppo spesso accorti che la “reclusione” si cela in realtà dietro forme meno esplicite di dipendenza e sottomissione dell'individuo,.

 

Una e-mail che è arrivata in redazione alcuni mesi fa ha riacceso i riflettori in questa direzione e ci ha offerto l'opportunità di tornare sull'argomento.
Quella e-mail ci informava della presa di posizione netta e intransigente da parte delle cooperative sociali di Legacoop del Friuli-Venezia-Giulia riguardo i CPT, famosi e famigerati Centri di Permanenza Temporanea per stranieri. Nel comunicato si leggeva, tra l'altro, che “l'associazione Legacoop regionale invita le cooperative aderenti a non partecipare alla gara d'appalto bandita per la gestione del CPT (di Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia) riconfermando la sua posizione contro tutte le istituzioni totali”.

 

Dopo un primo e giustificato momento di orgoglio, dovuto alla nostra stessa appartenenza, come cooperativa Il Margine e cooperative del consorzio Arca, alla Legacoop, ci siamo chiesti se non fosse per caso caduta nel dimenticatoio, sommersa dagli affanni del lavoro di tutti i giorni la pratica della riflessione e della vigilanza (come si diceva un tempo) sul tema della libertà. E ancora: di fronte a esigenze di bilancio, davanti al dilemma di perdere o mantenere posti di lavoro, quanti amministratore di cooperativa, o meglio ancora, quante assemblee dei soci di cooperative, in una libera votazione sceglierebbero di rinunciare ad un appalto del genere, ad un lavoro sporco ma redditizio?

Un dubbio in realtà legittimo visto che, andando avanti nella lettura del comunicato di Legacoop del Friuli Venezia Giulia, ci rendiamo conto di aver colto nel segno: a fondo pagina si legge infatti: “Quanto alla Cooperativa Minerva, assegnataria dell'appalto, riteniamo che essa abbia violato la disciplina associativa….”.

 

Da qui il passaggio a una riflessione sul significato del nostro lavoro di educatori e di cooperatori diventa quasi necessario. Non è un caso che sia un'altra lettera, dolorosa, che ci inchioda al ricordo di Manuela di Dogliani, a rendere particolarmente urgente il confronto.

In questi mesi, è tornata a fare capolino dietro ogni angolo anche l'antica questione della relazione di dipendenza tra povertà (economica e culturale) e la voglia di rinchiudere.

Per quanto riguarda la povertà, oggi il carcere sembra avvicinarsi sempre più a una sorta di “discarica sociale”: tutto ciò che non è accettato finisce in carcere.

Siamo a circa 60.000 detenuti di cui 20.000 in attesa di giudizio, per una capienza carceraria che non arriva a 40.000. Siamo ai massimi storici per quantità di detenuti, dai tempi del fascismo. Per i pazienti psichiatrici con problemi giudiziari e per la questione degli ospedali psichiatrici giudiziari tutto si complica, tutto si fa più difficile.

 

Si aggiungono, poi, le voglie di rinchiudere più velate, più pericolose. È del mese di aprile la questione esplosa sui giornali torinesi di una bambina di undici anni ricoverata nel repartino psichiatrico delle Molinette perché “urlava, scalciava e si rifiutava di parlare”.

Per la verità qui di velato c'è ben poco. Più velata e mistificata, nonché condita con abbondanti dosi di disinformazione, è la questione del Ritalin un farmaco che buona parte della comunità scientifica giudica dannoso, con effetti simili a quelli delle droghe pesanti, ma che si tenta di introdurre per curare l'ADHD o sindrome da iperattività nei bambini.

Vostro figlio che ha 6 anni è pieno di energia e non sta mai fermo? Ha l'ADHD. Preferisce giocare invece di fare i compiti di scuola? Ha l'ADHD. Si intromette nelle vostre conversazioni? Ha l'ADHD. Il rimedio è semplice: calmiamolo con il Ritalin, diventerà un angioletto…

 

Vedremo come il tema della libertà e della sua privazione torni ancora negli altri contributi proposti, alcuni di questi veri e propri resoconti di momenti “ufficiali” di confronto.

Il seminario al Fatebenefratelli, ad esempio, che vede tra gli organizzatori la cooperativa Il Margine e tra i partecipanti Pietro Buffa, di cui recensiamo il libro “I territori della pena”. Oppure l'incontro a Roma tra le riviste degli utenti dei servizi di salute mentale e degli internati degli ospedali psichiatrici giudiziari, che ha visto Edizioni Emotive tra i partecipanti.

 

Altri preziosi contributi sono più personali e specifici.

E di questo vi ringraziamo fin da ora, perché ci aiutate a “tenere desta la coscienza”, a continuare ad aver voglia di “pensare”.

 
 
 

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