Creato da Pitagora_Stonato il 12/07/2010

EREMO MISANTROPO

se non avete nulla da aggiungere astenetevi. Grazie

 

 

Absurdistan - Gary Shteyngart

Post n°1416 pubblicato il 20 Marzo 2018 da Pitagora_Stonato
 

 

Dal Vaticano Sevo una passeggiata si estendeva fino a un piccolo porto di container, che subito si apriva sulla vera attività cittadina. E lì fu chiaro che la città era soltanto una postilla a ciò che effettivamente aveva reso sevo e svanȉ prima una repubblica sovietica e poi un litigioso Stato moderno. L'Absurdistan era il mar Caspio, e il mar Caspio era il petrolio che vi era contenuto in abbondanza. Le torri di trivellazione si innalzavano appena oltre l'ultimo granello di umanità. Il petrolio si rifiutava di dare alla città il minimo respiro, negava ai suoi abitanti la possibilità di vedere riflessa nell'acqua la propria immagine. Gli umili macchinari di costruzione sovietica, scadenti trivelle gialle arrugginite nel mare in rovina, si arrendevano alle enormi piattaforme petrolifere occidentali, alle spie luminose lampeggianti dagli impianti alti trenta piani, alla loro enormità galleggiante, un secondo orizzonte che rivaleggiava con i grattacieli della Terrazza Internazionale. Con le sue tre terrazze discendenti, Svanȉ City correva incontro al Caspio e il Caspio la restituiva con uno schiaffo oleoso delle sue onde.

« Non faccia troppo caso all'industria petrolifera » disse Sacha seguendo la direzione del mio sguardo. « Guardi la città. Cerchi di immaginare il mare completamente libero dal petrolio e la città che lo domina orgogliosa. »

Spostai lo sguardo dalle piattaforme alle terrazze sevo e svanȉ e mi misi a canticchiare Imagine. La canzone di John Lennon era quel che ci voleva. Immaginai di volare con l'elicottero sopra la città, imparando. a conoscere gli abbellimenti architettonici e le bellezze naturali di grande impatto, ma l'elicottero continuava a volare in direzione nordovest fino a quando raggiungeva la punta meridionale dell'isola di Manhattan, diffondeva la sua ombra sopra il conglomerato di asfalto di Downtown e di Midtown e superava velocemente i frontoni e le finestre degli abbaini del Dakota Building a Central Park, dove un tempo il signor Lennon visse e morì.

E subito dopo eccomi su un treno IRT diretto a East Tremont Avenue, nel Bronx. Era inverno, il riscaldamento era al massimo e nel mio cappotto foderato di lapin sentivo il sudore raccogliersi fra la seconda e la terza piega del collo, che, prese insieme, formavano un setaccio carnoso. Sentivo l'acqua fresca sgocciolare lungo la clavicola, irrigare i peli ricciuti dell'inguine. Avevo caldo e freddo, ero ansioso e innamorato. Sui treni in direzione dei distretti esterni di New York le dimensioni dei passeggeri superano di gran lunga quelle della popolazione bianca che gironzola per Downtown. I miei compagni obesi erano stoici, multiculturali, vestiti con piumini gonfi in grado di salvare un astronauta dall'asfissia spaziale. Appoggiati alle porte per mantenere l'equilibrio, addentavano ali di pollo e code di bue fritte, sputando ossa e cartilagine nei sacchetti di plastica. Chi erano questi Atlanti di Amsterdam Avenue? Questi Caligola di Cypress Hilis? Se non fossi stato così schizzinoso da non volermi ungere le mani, mi sarei unito a loro per consumare al bagliore deossigenato del treno numero 5 un piccolo mammifero avvolto nella pellicola trasparente.

E le ragazze... Oh, come mi turbavano le ragazze! Ognuna aveva in sé un piccolo particolare di Rouenna - un naso elegante, un sopracciglio rasato da gangsta, un labbro inferiore pieno sberluccicante sotto un mucchio di lucidalabbra-, ognuna urlava e rideva con le compagne di scuola nel patois bronxiano che cominciavo appena a capire. Era febbraio, e le signorine avrebbero potuto coprirsi con piumini pesanti, ma per un non so che più da caldo Paese del Sud riuscivano a essere al contempo mezzo nude e a mostrarmi l'osso pubico, la piega a Y che precede il posteriore profondo. Di tanto in tanto, poi, in risposta ai miei sogni più frequenti, entravano nel mio campo visivo ascelle grosse e carnose e io strizzavo gli occhi per discernere una traccia di peluria riccia, il fantasma di un folto ciuffo precedentemente rasato, perché appartengo alla scuola di pensiero che equipara peluria ascellare a sessualità senza freno.

 

 

Absurdistan - Gary Shteyngart - Guanda

 

 
 
 

Leggendo...

Post n°1415 pubblicato il 19 Marzo 2018 da Pitagora_Stonato
 

Leggendo le citazioni(altrui) e le massime(altrui) che akcuni condividono frequentemente sul web mi viene il sospetto che queste vengano propaga(nda)te più per convincere se stessi che per lanciare ottimistici messaggi alla probabile, eventuale, talvolta rara se non assente, platea.

Penso che alcune, poche,  massime (altrui) e citazioni (altrui) meriterebbero una discussione, un dibattito, un confronto tra i pro i contro, tra i "si ma" o i "no però"; lo affermava Nietzsche, ci deve essere la citazione in questo blog da qualche parte.

Suppongo che non sia questo il fine di chi pubblica frequentemente pensieri più o meno profondi, più o meno articolati, più o meno brevi o incisivi.

Sempre più spesso mi viene il dubbio che molte frasi condivise non siano state capite (ne ho quasi la certezza), o magari non abbiano nulla a che fare con il pensiero del condivisore, ma suonane bene, fanno fare bella figura, regalano magari un'aura di chissacchè.

 

Ma sì, ma a me che importa?

 

 

 

 
 
 

Presidente, se vuole, scopra il cialtrone che è in Lei

Post n°1414 pubblicato il 01 Marzo 2018 da Pitagora_Stonato

Scopri il cialtrone che è in te ovvero. Cialtroni sono sempre gli altri?

Valutare precisamente quanto si sia cialtroni è un’operazione estremamente complicata per via della più volte sottolineata proteiformità di questa entità: parafrasando un noto scrittore dell’Ottocento, potremmo dire che ogni cialtrone è cialtrone a modo suo. Tuttavia, alla luce della convinzione che il linguaggio sia il veicolo principe di espressione del cialtrone, si tenterà una misurazione basata su un’ampia selezione di frasi emblematiche e di comportamenti rivelatori.

Rispondete con sincerità; confrontate le risposte della tavola dei punteggi, addizionate i punti ottenuti e – in base al risultato – leggete il vostro profilo. Tenete sempre ben presente che – al di là di ogni differenza individuale, culturale, di esperienza, di carattere o di orientamento politico – non possiamo non dirci cialtroni. Virgola più, virgola meno.


1.Avete mai detto che il tango è la danza più sensuale?

(Sì=1/No=0)


2.Il cibo indiano è buono ma dopo tre giorni ha tutto lo stesso sapore. Siete d’accordo?

(Sì=2/No=0)


3.Al ristorante giapponese se qualcuno ordina il manzo di Kobe avete mai accennato al fatto che l’animale viene massaggiato per renderlo particolarmente tenero?
(Se non l’avete mai detto=0/

Se l’avete detto almeno una volta=1/

Se l’avete detto più di una volta=3)

4.Qualcuno con cui siete in confidenza parla di E.T. Indipendentemente dal fatto che l’abbiate fatto o meno, avete avuto lo stimolo a dire «Teleefono-Caaasa».

(Sì=1/No=0)


5.Il Signore degli Anelli? No, troppo lungo. Lo avete mai pensato?

(Sì=1/No=0)

6.Dopo il liceo avete mai finto di aver letto il Don Chisciotte?

(Sì=1/No=0)


7.Quando cucinate per voi stessi usate indifferentemente la cipolla o lo scalogno a seconda di quello che avete nel frigo, ma se c’è qualcuno che vi guarda preferite sempre lo scalogno?

(Sì=2/No=0)

8.Al ristorante assaggiate coreograficamente il vino anche se non siete in nessun modo in grado di capire se è buono o no?

(Sì=2/No=0)


9.Un mese prima di Natale dite a tutti che quest’anno non farete regali a nessuno, ma se poi nessuno ve ne fa vi risentite segretamente?

(Sì=1/No=2)


10.Dopo aver detto una cattiveria tra il serio e il faceto concludete la frase con «Scherzo!»?

(Sì=3/No=0)


11.Avete mai scritto una mail o un sms a un amico/a usando almeno due punti esclamativi o almeno due volte i puntini di sospensione?


(Sì=1/No=0)



12.Avete mai espresso il concetto che per voi il cioccolato è una droga?


(Sì=1/No=0)

13.A qualcuno nato il 29 febbraio avete mai detto: «Bene, così invecchi quattro volte più lentamente» o frasi dall’analogo significato?

(Sì=2/No=0)



14.Possedete o avete mai desiderato possedere una bicicletta servoassistita elettricamente?

(La possedete=4/

Avete desiderato di possederla, ma non la possedete=2/No=0)

15.Avete mai enunciato il concetto che è la sostanza che conta e non la forma?


(Sì=2/No=0)


16.La prima volta che avete trascorso una notte con il/la vostro/a partner avete nascosto il pigiama o la tutona di flanella?

(Sì=1/No=0)


17.Avete levato accorati lamenti per l’estinzione dei librai di una volta che avevano letto tutti i libri mentre quelli di oggi delle grandi catene credono che Balzac sia una novità?

(Sì=1/No=0)


18.Prima di fare la scarpetta dite «Scusa, ma io faccio la scarpetta»?


(Sì=2/No=0)


19.Avete scritto un romanzo. Lo date da leggere a un amico chiedendogli di dirvi «sinceramente» che cosa ne pensi?

(Sì=2/No=0)


20.Anche se siete color mogano e qualcuno vi ha appena fatto i complimenti per la tintarella avete risposto «Eh, ma ormai è quasi sparita»?

(Sì=2/No=0)


21.Avete mai postato su Facebook una frase di Paolo Coelho sul senso dell’esistenza?

(Sì=10/No=0)


22.Alle medie avete praticato per quasi un anno uno sport minore e quando lo trasmettono in tivù vi indignate per l’incompetenza del commentatore?

(Sì=1/No=0)


23.Avete mai risposto «Mandami una mail» a uno/a che vi chiedeva se eravate liberi per pranzo?


(Sì=2/No=0)


24.Avete mai detto «Siamo proprio italiani»?

(Sì=1/No=0)


25.In un negozio di abbigliamento avete mai chiesto degli abiti di una o due taglie inferiori alla vostra pur sapendo che non ci sareste mai entrati/e?

(Sì=1/No=0)


26.Avete mai detto che se si immerge un qualunque oggetto nella Coca-Cola dopo una settimana non ne resta traccia?




(Sì=1/No=0)


27.La cosa peggiore non è stare in fila nel traffico, bensì girare per ore in cerca del parcheggio. Siete d’accordo?




(Sì=1/N0=0)


28.Diffidate dei ristoranti cinesi perché chissà che carne servono?




(Sì=1/No=0)


29.(Per lei) I sampietrini sono dei killer per i tacchi? Lo avete detto?


(Per lei) (Sì=1/No=0)



(Per lui) Se una ragazza di ventidue anni sta con un uomo di cinquantacinque avete mai detto che dipende da quanto lei è matura?




(Per lui) (Sì=1/No=0)


30.Conservate gli sms relativi a una relazione finita due anni fa?




(Sì=1/No=0)


31.Avete mai proposto alla vostra partner di fare dei giochi erotici con le fragole davanti al frigorifero?




(Sì=3/No=0)


32.A casa vostra avete dei faretti incassati nel soffitto?




(Sì=2/No=0)


33.Avete perso il lavoro. Alla domanda di che cosa vi occupate avete mai risposto «Curo un blog»?




(Sì=3/No=0)


34.Avete mai detto che l’organo più sexy è il cervello?




(Sì=2/No=0)


35.Avete mai cominciato un discorso premettendo che non avete niente contro i gay?




(Sì=1/No=0)


36.Jack Nicholson? Bravissimo, però si vede che è matto. Siete d’accordo con questa affermazione?




(Sì=1/No=0)


37.Avete mai esclamato «Vaffanbrodo!» o analoghe deviazioni in corner?




(Sì=1/No=0)


38.Avete mai sostenuto che la festa della donna è un’ipocrisia perché le donne vanno onorate ogni giorno e non solo una volta all’anno?




(Sì=2/No=0)


39.Avete mai citato l’articolo di Pasolini sulla scomparsa delle lucciole?




(Sì=2/No=0)


40.Vi è capitato di utilizzare il verbo stressare in frasi del tipo «Cerca di stressare il concetto»?




(Sì=3/No=0)


41.In Svizzera se getti una carta per terra ti arrestano. Lo avete mai detto?




(Sì=1/No=0)


42.Avete mai detto che un ottimo spumante italiano non ha nulla da invidiare agli champagne francesi?




(Sì=1/No=0)


43.Avete mai consolato il/la vostro/a amico/a del cuore che si è appena lasciato/a dicendo che «Ora non lo sai, ma hai vinto un terno al lotto»?




(Sì=2/No=0)


44.Vi siete fatti tatuare un ideogramma giapponese, ma non parlate giapponese e per conoscerne il significato dovete fidarvi di quello che vi ha detto il tatuatore?




(Sì=1/No=0)


45.Negli sms scrivete pò, ke, x, xke per fare prima?




(Sì=1/No=0)


46.Il vostro cellulare ha una suoneria che dice: «Amore? Amore? Amore, rispondi» o formule analoghe?




(Sì=3/No=0)


47.Avete tradito il/la vostro/a partner. Glielo andate a dire per onestà?




(Sì=5/No=0)


48.Vi capita di fare il gesto delle «virgolette» durante una conversazione?




(Sì=3/No=0)


49.Avete mai detto che il difficile non è dimagrire, ma non riprendere subito i chili persi?




(Sì=1/No=0)


50.Di tanto in tanto dite frasi del tipo «Perché io sono molto ironico/a»?




(Sì=5/No=0)

 
 
 

Profili cialtroneschi

Post n°1413 pubblicato il 14 Febbraio 2018 da Pitagora_Stonato
 

Fino a 20 punti
Il cialtrone zero ovvero Too good to be true. In te la cialtroneria non alberga. Sei serio, preciso, puntuale, affidabile, buono, gentile, a volte anche bello e ricco Se parli, di qualcosa è perché conosci la materia, altrimenti stai ad ascoltare quello che dicono gli altri. Sei sicuro dei tuoi mezzi e non hai bisogno del feedback positivo degli altri per definire la tua identità. Se qualcuno parla dei precedenti giapponesi dell'impressionismo e la tua tesi di dottorato verte sulle stampe di Hiroshige in mostra all'esposizione universale di Parigi del 1867, non senti il bisogno di farlo sapere a nessuno, ti basta saperlo tu.
Durante un party non ti siedi in un angolo a consultare le coste dei libri della libreria senza parlare con nessuno per tutta la sera, ma non ti trasformi neanche in una versione crocieristica di Fiorello, facendo le imitazioni, ballando e camminando sulle mani, bensì chiacchieri amabilmente con chi ti viene a portata, dimostrando simpatia, spirito e discrezione: se c'è da sorridere sorridi, se c'è da ascoltare ascolti, se c'è da dire qualcosa dici qualcosa e probabilmente si tratterà anche di un commento intelligente. .
'Hai un indubbio sex-appeal e se sei single l'altro sesso ti insegue, mentre se hai una relazione stai con la stessa persona da quando avevi vent'anni e hai due figli di dieci e dodici anni che promettono di essere la tua bella copia. E necessario continuare?
Il personaggio pubblico che meglio ti rappresenta non esiste, poiché è la crasi di Eugenio Montale, Sean Connery e Bertrand Russeil (o di Saffo, Sharon Stone e Madame Curie). Insomma sei la sintesi di tutti i talenti e di tutte le perfezioni. La domanda che sorge è: ma sei umano (o umana)? Sì. Lo sei e quindi, poiché gli opposti si attraggono, sei la persona più esposta alla fascinazione - il fascinum dei latini, ricordi? - del cialtrone. Un giorno incrocerai il suo sguardo e voilà, sarai catturato/a, e anzi, quanto più il tuo tasso di cialtroneria sarà prossimo allo zero, tanto più sarai attratto/a dal magnifico cialtrone. E poiché, come ricorda la saggezza popolare, andando con lo zoppo si impara a zoppicare, il ciclo potrà ricominciare, perché la cialtroneria non si crea né si distrugge, si può solo distribuire.
Motto emblematico: Sì sto con un cialtrone, ma posso spiegarlo.

 

 

da :

 

Andrea Ballarini - "fenomenologia del cialtrone"

 
 
 

Che piacere quando qualcuno si ricorda di te!

Post n°1412 pubblicato il 06 Febbraio 2018 da Pitagora_Stonato
 

 

se passi di qui, è un pensierino per te, spero ti diverta:

 

 

 

 

 

 
 
 

L'uomo della casa della carne - George R,R. Martin

Post n°1411 pubblicato il 24 Ottobre 2017 da Pitagora_Stonato
 

 

6 - Il sogno di Duvalier         

Il suo nome non ha importanza, e nemmeno il suo aspetto. Quel che importa è che lei esistette, che Trager provò ancora una volta, e che si forzò di farlo, di crederci e di non mollare Ci provò.    

Ma mancava qualcosa. Di magico?

Le parole erano le medesime.

Quante volte si può dirle, si chiese Trager, dirle credendoci, come la prima volta, in  cui si sono pronunciate? Una volta, due, tre forse? Oppure un centinaio? E quelli che le dicono cento volte, sono davvero più bravi ad amare? Oppure solo a mentire a se stessi? Non sono piuttosto persone che hanno rinunciato molto tempo prima al sogno, che ne usano il nome per qualcos’altro?

Disse le parole, tenendola stretta, cullandola e baciandola. Disse le parole con esperienza, maggiore e più incisiva, e più morta di ogni convinzione.

Disse le parole e tentò, ma ormai non riusciva più a dar loro un significato.

E lei le disse a lui, e Trager si rese conto che non avevano più alcun significato. Si dissero un'infinità di volte le cose che ciascuno dei due voleva sentirsi dire, ed entrambi seppero che stavano fingendo.

Ci provarono veramente. Ma quando lui allungò la mano, come un attore prigioniero del proprio ruolo e destinato a recitare in eterno la stessa parte, quando allungò la mano e le toccò la guancia... la pelle era liscia, dolce e piacevole. E bagnata di lacrime. 

(…)

Di tutte le belle e crudeli bugie che ti raccontano, la più cattiva è quella chiamata amore.


Meathouse Man - G.R.R. Martin


(da Splatter Punk - Paul M. Sammon - Arnoldo mondadori editore)

 

 

 

 

 
 
 

23/09/2017 guardando Valerian

Post n°1410 pubblicato il 26 Settembre 2017 da Pitagora_Stonato
 

 


Pitston: " sai che oggi c'è la fine del mondo?"


IGN: "Anche oggi"


Pitston: " per fortuna siamo al cinema"

 


 

 

 

 

 
 
 

Le mosche - Jean-Paul Sartre

Post n°1409 pubblicato il 12 Settembre 2017 da Pitagora_Stonato
 

 

(…) ORESTE(accasciato):

Dici bene: senza odio. Come senza amore. Tu, avrei potuto amarti. Avrei potuto… Ma che dico? Per amare, per odiare, bisogna darsi. È bello, l'uomo dal sangue ricco, saldamente piantato in mezzo ai suoi beni, che un giorno si dà all'amore, all'odio, e che con sé dà la sua terra, la sua casa e i suoi ricordi. Chi sono, io, e che ho da dare, io? Esisto appena fra i fantasmi che gironzolano oggi per la città, nessuno è più fantasma di me. Io ho conosciuto amori di fantasma, esitanti e radi come vapori; ma ignoro le dense passioni dei viventi (…)

 


DA "Le mosche" Jean-Paul Sartre - tascabili Bompiani

 
 
 

"Il Regno" - Emmauel Carrère

Post n°1408 pubblicato il 08 Settembre 2017 da Pitagora_Stonato
 

 

Ulisse arriva finalmente, a Itaca. Penelope lo aspetta da vent' anni - dieci anni di guerra, dieci anni di peregrinazioni. E’ invecchiata, ma la sua saggezza è rimasta intatta. Dà prova della sua abilità facendo penare i pretendenti che vorrebbero che Ulisse venisse dichiarato morto per dividere con lei il giaciglio. Ulisse si aggira intorno al palazzo, in incognito. Finge di essere un mendicante. Osserva quel mondo, che è il suo, senza di lui. Si fa riconoscere dalla nutrice Euriclea, dal porcaio Eumeo, dal cane Argo, poi stermina i proci, e dopo quest'impresa sembra giunto per lui il momento di farsi riconoscere da Penelope. Eccolo davanti a lei. Penelope lo squadra. Dovrebbe gettarsi fra le sue braccia, e invece no, non si muove. Tace. Telemaco, il figlio, che ha anche lui riconosciuto Ulisse, accusa la madre di avere un cuore di pietra. Penelope non ha un cuore di pietra: è prudente, e conosce bene la mitologia. Sa che gli dèi sono capaci di assumere qualsiasi aspetto, per ingannare gli uomini e più spesso le donne, e dice: « Se veramente / è Odisseo e a casa è tornato, certo noi due / ci riconosceremo anche meglio: perché anche noi / abbiamo dei segni, che noi soli sappiamo, nascosti agli estranei». Questi segni segreti, decisivi nelle fiabe e nelle storie di fantascienza in cui il protagonista, trasformato in rospo o inghiottito da un buco temporale, deve farsi riconoscere da qualcuno che non può riconoscerlo - al suo posto, neanche il protagonista riconoscerebbe se stesso - questi segni segreti non sono dello stesso tipo della cicatrice sulla coscia che la nutrice Euriclea ha notato accanto al fuoco. Potrebbero essere delle parole scambiate facendo l'amore, mormorate nel momento del piacere. Del resto, quando Penelope parla di segni segreti, Ulisse sorride. Forse non è l'unica volta che Ulisse sorride nell’ Odissea, ma è l'unica volta che Omero ce lo dice, e non è certo un caso. Poi Ulisse si fa lavare, ungere e vestire, e quando esce dal bagno vede che Penelope gli ha fatto preparare un letto. Il loro letto. Allora Ulisse racconta la storia di questo letto, massiccio e accogliente, che ha costruito con le sue stesse mani a partire da un tronco d'ulivo. Dice come ha sgrossato il legno, come l'ha piallato, tagliato, levigato, assemblato con perni, intarsiato d'oro, argento e avorio, munito di cinghie di cuoio color porpora, e a mano a mano che parla di quel letto, che è il luogo del loro desiderio, il luogo della loro fecondità, il luogo del loro riposo, Penelope si sente sciogliere le ginocchia e il cuore. Quando Ulisse finisce di parlare, Penelope si getta fra le sue braccia, Ulisse la stringe a sé, e forse ricorda - in ogni caso le ricorda il lettore - le parole che ha detto alla giovane e bellissima principessa Nausicaa quando le è comparso davanti la prima volta: «Gli dèi ti concedano quanto nel tuo cuore desideri, / un marito e una casa, e per compagna la felice / concordia; perché non c'è bene più saldo e prezioso, / di quando con pensieri concordi reggono la casa / un uomo e una donna».

 

Da "Il Regno" Emmanuel Carrère- Adelphi

 

 
 
 

Due rabbini vanno a New York Per un congresso di rabbini

Post n°1407 pubblicato il 08 Settembre 2017 da Pitagora_Stonato
 

Due rabbini vanno a New York Per un congresso di rabbini. All' aeroporto decidono di prendere lo stesso taxi e nel taxi fanno a gara a chi si mostra più umile. Il primo dice: « E vero, ho studiato un po' il Talmud, ma quello che so io è poca cosa in confronto a quello che sa lei». « Poca cosa? » dice il secondo. «Lei vuole scherzare  lo non posso neanche paragonarmi a lei». « Ma cosa dice? » replica il primo. « In confronto a lei io sono una nullità ».« Una nullità, lei? Sono io la nullità... ». E così via, finché il tassista si gira e dice: « Vi sto ascoltando da dieci minuti: due grandi rabbini clic affermano di essere delle nullità. Ma se voi siete delle nullità, allora io che cosa sono? Meno di una nullità... » . Al che i due rabbini Io guardano, si guardano e dicono: « Senti questo! Ma chi si crede di essere? ».

 
 
 
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